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Il
documento di cui segue testo è stato inviato dall'Associazione
"Ayusya" alla Comunità Europea,
al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, alla
Direzione per la Valutazione dell'impatto ambientale, alla Regione Emilia-Romagna, alla Provincia di Parma, al Comune di Bedonia, a
Montagna 2000.
Un comitato spontaneo di cittadini residenti e/o nativi del Comune
di Bedonia ha domandato ad "Ayusya" di inoltrare agli organi
competenti una raccolta di firme atta a fermare in tempi reali
un’opera di captazione delle acque in località Sorgente Ricca.
L’Associazione è molto preoccupata per l’impatto ambientale che già
fin d’ora si manifesta in modo palese: un grande "Caterpillar" ha
aperto un percorso "a doppio senso di marcia" in piena faggeta e sta
procedendo velocemente verso una delle poche zone naturali rimaste,
le sorgenti che danno vita al torrente Gelana.
Se le acque sorgive saranno utilizzate per fornire Parma e Fidenza
di nuove fonti idriche, il torrente Gelana cesserà di esistere,
almeno sino al tratto in cui vengono immessi gli scarichi di acque
nere e bianche delle frazioni di Montarsiccio e Caneso. In
conseguenza di ciò i due impianti di itticoltura dovranno chiudere e
nel punto d’immissione del fiume Taro solamente l’acqua fognaria
giungerà ad arricchirlo.
Tutta la flora e la fauna legata alla vita del torrente
inevitabilmente morirà.
Sulla base dei dati a nostra disposizione, sarebbe stato realizzato
un progetto provinciale per dar vita ad una sorta di invaso a
cascata atto ad asservire ben dieci centraline idroelettriche
proprio nella Val Gelana. Forse non saremo degli esperti ma troviamo
un po’ incoerente togliere le acque di sorgente per poi costruire un
invaso di acque di scarico.
Al di là di queste considerazioni, abbiamo notato che nella zona di
Montarsiccio (Loc. Villa Ratti, Segalino, Moglie, Cassinetta)
esistono già antiche vasche di raccolta acque ridotte in uno stato
di abbandono nonostante le sorgenti siano ancora attive. Una domanda
che sorge spontanea è: come mai non sono state utilizzate le acque
delle sorgenti già "imbrigliate" e non più utilizzate per dare un
miglior servizio a Parma e Fidenza?
Noi non comprendiamo perché si debba deturpare l’ambiente mutando
gli ecosistemi attraverso opere invasive quando si possono
utilizzare fonti già operative e senza alcun impatto significativo.
Lo snaturare i luoghi incontaminati altro non serve che a peggiorare
le condizioni generali dell’habitat.
Non è possibile parlare di emergenza idrica, di emergenza energetica
dimenticando le cause principali di tali situazioni. Non è possibile
pensare di ovviare ad un problema causandone uno ancor più grave.
In tal contesto, dichiarandoci vicini ai cittadini delle frazioni di
Bedonia, inoltriamo alle Vostre competenze la raccolta di 370 firme
nella quale viene richiesto un confronto con professionisti esterni,
estranei alla zona, che valutino l’impatto ambientale del progetto
in atto, nel rispetto degli ecosistemi, congiuntamente a portavoce
di cittadini ed a rappresentanti di associazioni ambientaliste/ecoanimaliste.
Nel contempo si domanda lo stop immediato dei lavori.
Si ringrazia sin d’ora per l’attenzione.
AYUSYA
Associazione di Protezione della Vita "Onlus"
Via D. Cuneo 682 - 16040 San Colombano Certenoli (GE)
Abbiamo
sottoposto all'Amministrazione Comunale di Bedonia il sopra citato
documento e pubblichiamo il comunicato stampa che essa ci ha
poi rilasciato:
Una ridda di voci si sta levando su questa opera in via di
realizzazione. E’ un movimento agitato e scomposto di persone,
alcune in buona fede altre in malafede, che cercano in tutti i modi
di ostacolare e denigrare il nostro operato.
Al fine quindi di far chiarezza , si rende necessario questo
documento, documento che di fatto traduce in sintesi atti
amministrativi ufficiali di questa Amministrazione, tesi a cambiare
radicalmente la quantità e la qualità dell’acqua potabile di
Bedonia.
Come noto a tutta la cittadinanza il rifornimento idrico di Bedonia
era basato sostanzialmente su quattro nodi (sorgenti) fondamentali:
a) Acquedotto di Monti (buona qualità)
b) Acquedotto di Libbia (buona qualità)
c) Acquedotto di Bozzi (problemi di inquinamento)
d) Acquedotto di Castagnola (pessima qualità)
E' risaputo da tutti che la qualità dell’acqua distribuita era ed è
fortemente compromessa, sia pure per ragioni diverse,
dall’approvvigionamento di Bozzi (causa una captazione troppo
superficiale), e soprattutto dall’acquedotto di Castagnola che
presenta acqua di qualità scadentissima.
Al fine di ovviare a questa situazione e con lo scopo di poter
fornire a Bedonia un servizio acquedottistica degno di un paese
montano ricco di questo prezioso bene, si rendeva necessario agire
su questi punti:
1) Rafforzare l’impianto idrico con un nuovo acquedotto (Cavignaga)
2) Intervenire in maniera mirata sulla captazione di Bozzi
3) Eliminare totalmente l’acqua di Castagnola
L’impegno amministrativo ha mirato nel suo primo intervento a
rafforzare l’impianto acquedottistico con la realizzazione
dell’acquedotto di Cavignaga, realizzazione che ha consentito un
notevole potenziamento della rete idrica tanto che , nell’attuale
situazione di siccità permanente, non abbiamo ancora registrato
nessuna interruzione relativa all’erogazione del servizio.
Successivamente, con delibera di G.C. n. 4 del 9-1-23 veniva
affidato al Gruppo Gamma Progettazioni Territorio S.r.l. l’incarico
per la stesura di uno studio idrogeologico finalizzato a definire la
possibilità di migliorare il grado di protezione delle acque
emergenti dall’opera di presa sita in Loc. Bozzi per un importo pari
a euro 5.820,00, volto ad individuare in profondità la captazione
della sorgente di Bozzi che nella condizione attuale , offre il
fianco ad infiltrazioni superficiali con relativo trascinamento di
terriccio nella vasca di presa, ogni qual volta piove.
Il terzo punto in questione di questo ambizioso programma richiedeva
un intervento di grande rilievo: sostituire l’acqua di Castagnola
con la sorgente della Fontana Ricca.
Un acquedotto di diversi chilometri che tuttavia avrebbe consentito
quel salto di qualità atteso a Bedonia da sempre.
Un costo complessivo di quasi mezzo miliardo con un impegno per le
casse del comune di soli 134 milioni delle vecchie lire; il resto
ottenuto, a fondo perduto, da finanziamenti UEE.
Sotto l’aspetto dell’equilibrio idrogeologico permutare l’acqua di
Castagnola con quella della Fontana Ricca per essere destinata al
consumo umano, non sembra proprio un delitto, poiché restano
inalterati i quantitativi.
Tale opera , in pieno corso di realizzazione consentirà, di fatto,
l’eliminazione della captazione di Castagnola, che verrà posta quale
riserva per periodi di particolare siccità e di servire , nel
tragitto di passaggio, anche la zona di Montarsiccio.
Tutto questo era e rimane l’intenzione dell’Amministrazione che
quindi vuole portare a termine un’opera di grande spessore ed
assolutamente necessaria.
Su questo progetto troppe sono state le parole e le disinformazioni,
più o meno artatamente fatte circolare, tanto da non meritare alcuna
risposta.
Fino ad ora abbiamo portato dei fatti, non parole vane, provocatorie
ed inutili.
Il cittadino semplice ed in buona fede riesce tranquillamente a
capire e ad apprezzare il nostro faticoso impegno nel voler cambiare
radicalmente la qualità dell’acqua erogata a Bedonia.
Il resto sono soltanto illazioni e chiacchiere denigratorie di
questa , come di tante altre opere che abbiamo e stiamo realizzando.
Pertanto lasciamo al buon senso di chi legge ogni libera deduzione e
valutazione.
Siamo perfettamente convinti che un’Amministrazione abbia il diritto
– dovere di poter migliorare un pubblico e fondamentale servizio,
quale risulta essere il servizio in questione, nel rispetto delle
normative vigenti in materia, ma senza condizionamenti esterni posti
in essere su motivazioni e presupposti errati e, peggio ancora,
volti solo ad ostacolare la realizzazione dell’opera.
Il
Sindaco di Bedonia
Sergio Squeri
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