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Compiano - Sale espositive del Castello    Luglio 2006 02

Immagini dell'inaugurazione

La "Danza Macabra" di Tony Munzlinger 

 

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Foto e testi di Mauro Delgrosso
Attenzione: il  materiale fotografico e i testi riportati sono di proprietà del portale Valtaro.it; é espressamente vietato l'utilizzo in qualsiasi forma, anche parziale o modificata, e per qualsiasi motivo.

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Foto e testi di Mauro Delgrosso   
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La "Danza Macabra" del pittore internazionale Tony Munzlinger in mostra al Castello di Compiano fino al 6 agosto: un percorso visuale assolutamente suggestivo, per la particolarità dei temi trattati e per la qualità artistica assoluta. Da non perdere. 
Antonius "Tony" Munzlinger, incredibile e veramente eclettico artista di fama internazionale, ha stabilito da alcuni anni la sua residenza a Strela di Compiano, in uno splendido casale ristrutturato.

Una mostra visuale coinvolgente, non solo ferma agli aspetti artistici, sempre di massimo livello; una raccolta e un percorso sicuramente diversi dall'abitudine, per qualità della ricerca e quantità di espressioni; che vi colpirà nel profondo: la "Danza Macabra" di Tony Munzlinger fa riflettere, fa pensare. Ferisce volutamente e cinicamente l'occhio e la coscienza del visitatore: per la sua essenziale, scheletrica, e atroce capacità comunicativa.
Regala un'interpretazione solo apparentemente ironica del nostro mondo di fronte al tema della morte, qui rappresentata in mille modi, in mille posture interpretate sempre da nordici scheletri dagli occhi azzurri; in realtà sembra di essere di fronte a tante persecuzioni visive improvvise, sempre pungenti; sembra di vedere, con l'autore, tanti fantasmi che ci irridono e ci perseguitano, purtroppo mai pietosi e silenti, come vorrebbe invece una cultura più mediterranea, forse cristiana, della morte; emerge una commistione naturale e sempre negata tra morte e vita, che sprofonda nel naturale grottesco in cui ci rifugiamo tutti i giorni, negando spesso l'evidenza.

Per un occhio semplice, disattento, questa grande espressione artistica sembra voler essere alla fine solo divertente, sembra voler solo scherzare con il tema della morte. A mio modesto avviso, rivendendo anche alcune espressioni degli sguardi dei visitatori, si ha invece l'impressione di un autore in fondo perseguitato da questo tema, che, allo stesso tempo, si trasforma in un quasi obbligato persecutore; una specie di moderno frate trappista controriformato, magari con il suo bravo teschietto in cintola, che recita il suo personale e prolungato "memento mori"; l'autore sembra in cerca di una forma di esorcizzazione personale, a volte volutamente in cerca della condivisione pubblica, con un comportamento artistico a metà tra il guascone e il sacro tributo ad un evento ineluttabile nella vita di ogni essere vivente.

Assolutamente da non perdere, vista la meritata caratura internazionale dell'artista e la grande qualità delle opere esposte.

Aperta fino al 6 agosto.