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Riscoprire
le vecchie
tradizioni, riproporre, in luce moderna, gli antichi modi di
ritrovarsi insieme, imparare a passare il tempo con altre persone,
magari anziane, per il solo gusto di farlo.
Nel giorno di San Giovanni.
E' quello che é
successo a
Tiedoli, nel nuovo nucleo di alloggi per anziani: tante persone hanno
deciso di "perdere" una mezza giornata, per stare vicino
agli anziani di alcune Case Protette, giunti appositamente per toccare
con mano la qualità dei servizi e l'umanità dei trattamenti.
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E' stata una gran
bella iniziativa: difficile, complessa nell'organizzazione, non priva di
rischi. Difficile perché poteva essere fraintesa negli scopi; complessa
perché ci si é trovati di fronte ad una massa di persone veramente
inaspettata; non priva di rischi perché dare da magiare a quasi cento
ospiti, e, nello stesso tempo, trasferire, accogliere e curare tanti anziani
non é cosa da poco.
Eppure, le ragazze della Casa Protetta di Borgotaro, le ragazze
della Coop Aurora, insieme ai soliti, generosi e sempre sorprendenti
abitanti di Tiedoli, sono state bravissime.
Riscoprire le vecchie
tradizioni, riproporre, in luce moderna, gli antichi modi di ritrovarsi
insieme, imparare a passare il tempo con altre persone per il solo gusto di
farlo, senza altri fini: anche questo é un modo per ridare vita ad una
bellissima frazione, Tiedoli. Anche questo é un gran bel modo per
riavvicinarsi al mondo degli anziani, della terza età, della socialità
tradizionale, opportunamente non sradicata dal suo ambiente originario.
E il metodo per farlo é stato quello che conosciamo tutti dalla notte dei tempi,
parlando con le gambe sotto un tavolo. Come si é sempre fatto in montagna,
quando l'occasione é importante, prendendosi il tempo giusto, tutto quello
che ci vuole, anche
in piena settimana lavorativa. Ci si incontra, per mangiare, per parlare,
per fare festa. Ci si incontra in un luogo non necessariamente destinato
agli affari e neanche alle "pubbliche relazioni", alle convivialità.
Alla fine ci siamo ritrovati in quasi duecento, in una splendida giornata di giugno,
accolti come meglio non si potrebbe dal personale della Casa Protetta Selene
Conti di Borgotaro. Dovevamo essere in non oltre sessanta, e invece: il
passaparola e il grande impatto che stanno avendo i tanti progetti avviati a
Tiedoli, hanno spinto tanti amici ad esserci, a non voler mancare, a portare,
anche curiosamente, una testimonianza. Chi é arrivato un po' tardi,
rispetto al normale orario previsto per il pranzo degli anziani, non
ha trovato posto per
sedersi a tavola: e allora, nessun problema, lo spazio a Tiedoli non manca
di certo. Si é fatto come quando si arriva a pranzo dagli amici,
inaspettatamente: é bastato entrare al circolo ACLI di Tiedoli e
prendersi una sedia; aspettare un minuto che le operatrici della Casa Protetta
apparecchiassero un tavolo, per gustare un bel piatto di torta fritta,
qualche fetta di formaggio, di salumi nostrani e tantissime torte
nostrane, fatte dalle cuoche e dalle famiglie della frazione. Uno
spettacolo, un vero spettacolo. E tutto questo "solo" per
festeggiare e per stare insieme agli ospiti di alcune case protette della
Valle, giunti appositamente a Tiedoli, per passare all'aria aperta un giorno
di inizio estate, per vedere la bellezza e l'efficienza dei nuovi alloggi e
dei nuovi servizi per gli anziani, voluti fortissimamente da quel
"ciclone" che risponde al nome di Mario Tommasini.
Ho incontrato
persone di Parma, di Neviano, di Fornovo, di Borgotaro, di Compiano, di
Valmozzola, di Berceto, di ogni angolo della nostra montagna. C'era tutto il
mondo del volontariato, delle Istituzioni, della scuola. C'erano tante
anime, unite negli intenti e attente a capire cosa sta succedendo in questo
luogo un po' magico, del tutto particolare. Sono arrivati anche alcuni
giornalisti, incuriositi da quanto sta accadendo in questo angolo di
Appennino.
Per un pomeriggio si é tornati quelli di una volta, quelli che avevano
religiosa pazienza, grande rispetto per il passare del tempo e per la
vecchiaia di chi ci ha preceduto. Si é tornati ad ascoltare e a cercare di
capire il grande patrimonio che la nostra società sta cancellando: la
memoria degli anziani, degli uomini. Per un pomeriggio abbiamo capito che la
triste miopia di una società che é diventata innaturale, ci sta uccidendo,
poco a poco, sradicando le radici della memoria.
Ora che i buoi sono scappati, cerchiamo disperatamente di chiudere la stalla.
Stiamo cercando in pochi mesi di recuperare la follia di decenni: é
faticoso, é a volte frustrante, ma é giusto farlo.
Ora, dopo che il modo immondo di concepire la socialità delle grandi città
ha spopolato e reso incolte le nostre campagne, dopo che ha polverizzato la storia millenaria delle
nostre magnifiche frazioni, dopo che ha costretto le famiglie a segregare i
vecchi negli spazi delle metropoli, come fossero cani al canile, i pochi ed eroici superstiti sono tornati al centro dell'attenzione,
al centro delle coscienze. La battaglia é dura, ardua, faticosa: é anche
con iniziative come questa, con la volontà e la solidarietà di tanti, con
la professionalità e l'umanità che gli operatori, che si può vincere, che
si può un po' tornare indietro, cercando di rimediare gli errori fatti.
E' un atto dovuto, che dobbiamo alle nostre origini, ai nostri avi, alla
nostra cultura.
E in fondo anche al nostro futuro, quando anche noi, se
avremo fortuna, ci trasformeremo in "vecchi".
Per conoscere un po'
di "passato recente" sul progetto:
http://www.valtaro.it/tiedoli2003/index.htm
http://www.valtaro.it/tiedolicastagne/index.htm
http://www.valtaro.it/tiedoli/index.htm
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