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Un
importante e interessante studio economico, sviluppato
sulla filiera del fungo porcino IGP di Borgotaro: lo
ha presentato, durante un convegno svoltosi durante la recente Sagra
del Fungo Porcino di Borgotaro, il compianese Graziano Feci, neo
dottore in Economia e Commercio.
Graziano, interpellato per l'occasione, ci ha
fornito gentilmente il materiale pubblicato; per l'occasione ha
tenuto a ringraziare, per il prezioso e indispensabile contributo ai
suoi studi, il suo Professore, Filippo Arfini, nonché Claudio
Barilli, Pier Luigi Ferrari, Antonio Mortali, Michele Porcari e
Mirco Carretta. |
Graziano Feci, da
Strela di Compiano, neo dottore in economia e commercio, per la sua
interessante e puntuale tesi universitaria di laurea, ha studiato, in ogni
particolare e sotto il profilo economico, il caso del Fungo Porcino IGP di
Borgotaro. Per quanto se ne sa, é l'unico lavoro di ricerca, in ambito
economico, approfondito e basato su dati scientifici, che la filiera del
fungo ha visto negli ultimi anni.
Lo studio, particolarmente apprezzato dagli operatori del settore e dagli
amministratori pubblici locali, frutto di un lavoro durato due anni, é stato
presentato in un convegno pubblico, svoltosi durante la recente Sagra del
Fungo di Borgotaro.
L'attività di ricerca, tra le tante, ha focalizzato, attraverso una ricerca
capillare, analizzando i dati raccolti con il metodo S.W.O.T. (un metodo
scientifico di analisi di supporto alle scelte -
Strenghts
Weaknesses
Opportunities
Threats),
una serie di conclusioni di grande interesse e importanza.
La prima riguarda l'emergere dell'esistenza reale di due "filiere fungo" ben
distinte: una regolamentata da un rigido disciplinare IGP e un'altra,
parallela e ben fiorente, completamente non regolamentata.
Si nota anche la mancanza di un approccio sistemico, di un coinvolgimento
strutturato tra attori pubblici e attori privati, finalizzato alla
valorizzazione effettiva della filiera del prodotto.
Si evidenzia anche la necessità della creazione di un centro logistico per
trattare e controllare, nella maniera più adeguata, il prodotto in tutte le
sue fasi: dalla raccolta, alla trasformazione fino alla messa sul mercato.
Nella tesi si individua nella Strada del Fungo Porcino un attore efficace,
nonché un possibile tavolo di lavoro convergente, di tutti i possibili
fenomeni di promozione del territorio, soprattutto se legati al prodotto
fungo. Legando le qualità intrinseche del porcino con la valorizzazione
ambientale e turistica.
I messaggi e le
conclusioni, frutto di un accurato, lineare e condivisibile lavoro, sono ben
chiari.
Ora, come sempre, ci sarebbe solo da rimboccarsi le maniche, possibilmente
cercando, nel frattempo, di non perdere un'altra importantissima risorsa, di
cui il nostro territorio é fortunatamente ricco, ma che, come succede per il
caso del fungo IGP, non é in grado di gestire al meglio, di trattenere con
le giuste condizioni.
Ci si dovrebbe adoperare, a partire dagli amministratori locali, per cercare
di non perdere l'intelligenza, la forza e la volontà di giovani e capaci
persone come Graziano Feci; siamo di fronte ad una storia ormai vista
un'infinità di volte: che vede, come protagonista, un neo laureato con il
massimo dei voti, purtroppo attualmente disoccupato, che dovrà cercarsi, con
ogni probabilità, un futuro lavorativo che si svilupperà altrove dalla
Valtaro; distante dalla sua casa e dalla sua vita di Strela di Compiano!
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