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Diga sul
Taro, il luogo dei bagni di tanti valtaresi, ora é senza parcheggi: in
conseguenza del nuovo progetto di sistemazione, voluto da Soprip, le
auto potranno trovare un luogo di sosta solo a 500 metri. Qualche protesta
e qualche contraddizione "turistica".
La Diga, i lavori
fatti, in video:
Niente più auto nel
parcheggio della Diga, il luogo dei bagni nel taro di tanti valtaresi. Il
rito della fuga in pausa pranzo o della giornata ad oziare sui sassi del
fiume, da quest'anno, sarà più complicato.
Infatti, in conseguenza alle decisioni e ai lavori di parziale sistemazione
del luogo, finanziati e ideati da Soprip, non sarà più possibile accedere
all'ampio parcheggio sovrastante la Diga: quattro pali di ferro, da alcune
settimane, impediscono il transito. Un gruppo di "bagnanti" ha
cercato di far presente ufficialmente alcune perplessità, almeno per
limitare i disagi: fino ad ora tutto tace. Arrivare alla diga a piedi, così
come in bici, da Borgotaro, é piuttosto arduo, se non pericoloso per il
transito delle auto e per i cantieri stradali aperti; il primo reale
parcheggio disponibile, su area antistante il bar "lo Scozzese",
é ad oltre 500 metri dal luogo di balneazione. Sotto il sole estivo,
carichi di materassini, zainetti e asciugamani, magari con dei bimbi, non é
proprio un'esperienza definibile come piacevole. Così facendo, si rischia
di rendere un luogo caro a molti, particolarmente frequentato da intere
famiglie, un luogo semi deserto o accessibile solo a chi la possibilità
fisica di farlo, magari utilizzando uno scooter o una moto. Da luogo di
attrazione turistica a luogo abbandonato: infatti, una persona, non locale,
vista l'impossibilità a parcheggiare nelle vicinanze, magari con
l'automobile carica di bagagli o dopo un tragitto al caldo, non viene certo
incentivata a fermarsi. Pochi chilometri più su, nel Gotra o sempre nel
Taro, i parcheggi non mancano di certo. E non solo: la mancanza di un
accesso non permetterà ai chioschi ambulanti di svolgere il loro compito.
Oltre al sistema di
inibizione alle auto, allo spianamento del piazzale e ad alcune staccionate,
nulla altro é stato fatto; c'é solo un cestino dei rifiuti, ma non si
capisce bene come potrà essere svuotato, vista la distanza dalla strada; in
termini di sicurezza vengono molti dubbi: ad esempio per la vetusta scala in
ferro che porta nell'alveo del fiume, non é stato fatto nessun intervento.
Così come per alcuni manufatti in cemento e in ferro, pieni di pericoli
nascosti.
Risulta poi anche
piuttosto pericolosa la sistemazione, che si spera ancora provvisoria, degli
elementi in ferro che sostengono la protezione per le automobili che
transitano sulla provinciale; il percorso della pista ciclabile, già
utilizzabile in quanto non c'é nessun divieto, ha tutto un lato pieno di
pali di acciaio, é in curva, e in bici, ma anche a piedi, si rischia di
urtare facilmente contro questi elementi metallici a spigolo vivo, alcuni
anche piegati per la messa in opera.
In pratica, un bagno alla mitica Diga, si sta trasformando in un vero, lungo, arduo percorso
ad ostacoli.