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Sagra della
Trota: ecco il
manifestino, apparso improvvisamente nei giorni precedenti
all'edizione 2009, e poi scomparso, altrettanto improvvisamente,
diventato praticamente introvabile. Nel frattempo, la festa,
fregandosene delle polemiche, é stata un successo. |
"C'é, non
c'é. Non c'é mai stato, ci sarà..."
La vicenda del manifestino, apparso in Bedonia pochi giorni prima della
Sagra della Trota, e poi improvvisamente scomparso, ha appassionato molti.
Dopo qualche ricerca, è stato trovato, ed eccolo, riprodotto a fianco,
insieme ad alcune belle immagini storiche, raccolte da Gigi Cavalli,
rigorosamente in bianco e nero.
Cosa dire, in merito alla vicenda? Poco o nulla.
Innanzitutto non si tratta di un manifesto "anonimo": ha un logo,
ha un diritto di affissione pagato. Non si fa però riferimento agli
estensori materiali, non hanno un nome.
Leggendolo, si capiscono, si intuiscono, alcune cose; nascono anche alcune
domande, spontanee.
La prima, riguarda il metodo e i tempi di diffusione: perché é stato
diffuso poco prima dell'edizione 2009, per altro di grande successo? Perché
fare polemiche proprio in quei giorni? Quale era l'utilità e la finalità
della cosa, visto che poi alcuni degli organizzatori, dei volontari delle
passate edizioni, si sono visti all'opera anche quest'anno?
La seconda, riguarda la "ripartizione della somma oggi giacente",
come cita il foglio: se erano soldi raccolti con la festa, visto che ha
generato utili, perché non destinarne buona parte alla festa stessa, al
turismo di Bedonia? Ne avrebbe bisogno, almeno secondo sempre le parole
degli estensori del manifesto, sempre citando testualmente: "Pensavamo
e pensiamo che dopo 50 anni la Sagra meriti di più di quanto non
abbia ora (paioli quasi bucati e padelle rabberciate)".
La terza: visto che si tratta di un "Comitato Spontaneo", che si
é sciolto, che ha però operato per diversi anni, non sarebbe stato male
elencarne gli aderenti, pubblicare una specie di verbale di scioglimento,
con favorevoli e contrari, evidenziare un estratto dei conti, anno per anno,
insieme al metodo di accantonamento delle cifre e agli eventuali riferimenti
bancari dello stesso.
Ma la cosa più importante, quella sola di cui, secondo me, si deve tenere
conto, é che la Sagra della Trota é un avvenimento troppo importante per
Bedonia, per tutta la Valtaro, a cui i Bedoniesi, nel bene o nel male,
tengono troppo. Servono certe polemiche? Certe divisioni sono utili? Non é
che si rischia solo di farsi del male? In Valtaro, siamo quattro gatti, se
anche ci dividiamo, conteremo sempre meno, realizzeremo sempre meno.
Certe polemiche, a mio parere, al limite, si sarebbero potute e dovute fare
prima, anche a porte chiuse, tra i soli addetti ai lavori, tra chi
amministra il turismo e di chi se ne é occupato e se occupa, a vario
titolo. Una volta chiarite le cose, chiariti gli intenti, magari anche una
volta opportunamente fatta passare la festa, far circolare le informazioni,
nel modo più semplice possibile; magari cercando di far comprendere bene i
punti di vista, sicuramente sempre più che legittimi, e far capire bene i
vari sostenitori di questi punti di vista.
Alla fine, al turista, al Valtarese, che si é venuto a gustare, come
tradizione, una buona trota e un buon piatto di polenta, in una bell'atmosfera
di allegria, di certe polemiche, alla fine, tipicamente locali, di certe
situazioni, come si usa dire sempre più spesso, "non gliene può
fregà de meno". Lo disturbano e basta! Abbiamo tutto un lungo inverno,
per discutere, da soli, senza rischiare di disturbare la digestione di
qualcuno.
PS: visto che il
manifestino, alla fine, sembrava introvabile, non é che, saggiamente, si é
pensato di usarlo per incartare le trote fritte?

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