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Albareto - Sorgenti del Lecora   6 Settembre 2010 02

Immagini dal crinale

Scoperti i resti di un aereo
 

 

Testi e foto di Mauro Delgrosso
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Un particolare dei resti rinvenuti

Mauro, Angelo e il giovane Luca Testa

Un particolare dei resti rinvenuti

Un particolare dei resti rinvenuti

Un particolare dei resti rinvenuti

Un particolare dei resti rinvenuti
Il percorso, costellato di funghi, per giungere nel luogo del ritrovamento di alcuni rottami d'aereo
Il luogo preciso del ritrovamento dei due cilindri
Alcuni particolari dei rottami d'aereo
Testi e foto di Mauro Delgrosso
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Valtaro

 

Trovati, da Angelo Testa, alcuni rottami di un aereo, alle sorgenti del torrente Lecora: potrebbe trattarsi dei resti di  un incidente aereo accaduto nel 1964, che causò la morte di due uomini.  

.   fiera del fungo - Fiera del Fungo di Albareto

Angelo Testa é un super appassionato di funghi: in estate, in autunno, la sua seconda casa é il bosco. E' il figlio di Mauro, 72 anni ben portati, una ex guardia forestale, uno che con i funghi ci convive da una vita (ha la sua partita IVA agricola e vende direttamente i porcini dei boschi di Albareto su prenotazione 0525 999176); é il padre di Luca, 9 anni, una specie di folletto della macchia: inutile dirlo, tutti bravi cercatori di porcini, tutti sempre felici di passare una giornata sotto l'ombra dei boschi di faggio o di castagno.

Angelo, nei giorni scorsi, mentre era per funghi in prossimità del crinale con la Toscana, alle sorgenti del torrente Lecora, ha visto qualcosa di strano in un canalone di sassi: qualcosa che aveva una forma strana. Incuriosito ha cercato di scavare un po' con le mani. Un grosso cilindro, dei tubi, delle fascette. Non c'era dubbio: si trattava dei pezzi di un grosso motore. E chi ce lo aveva portato fin li, al confine con Toscana,  tra "X" e XI", i due antichi termini di confine tra regioni?

Un pezzo di motore in mezzo ad un bosco, in un punto inaccessibile: poteva essere arrivato solo dall'aria. Un pezzo di aereo. Une dei tanti che si sono schiantati sull'Appennino, nel tentativo di superare qualche crinale.

La memoria ha portato subito al 25 aprile del 1964, quando un aereo da turismo si schiantò proprio in questa zona: morirono due persone, Nicola Vitale ed Elio Pampanini. Dalle ricostruzioni dell'epoca sembra che i due sopravvissero all'impatto, salvati forse dalla neve ancora presente in marzo. Pampanini trascinò il Vitale fino ad un certo punto, in prossimità di un laghetto sul torrente Lecora: viste le sue ferite, lo sistemò e lo protesse con degli indumenti, proseguendo, nel greto del torrente in parte ancora ghiacciato, verso valle. Sfortuna volle che il Pampanini morì, probabilmente scivolò e annegò nelle acque fredde. Lo ritrovarono dopo parecchi giorni, immerso nell'acqua. Così come ritrovarono morto anche Vitale, appoggiato ad un tronco di faggio, dove lo aveva lasciato l'amico.

Sulla vicenda si scatenarono, come spesso accade, decine di leggende: dalla presenza di un carico di lingotti d'oro che fecero la fortuna di qualche albaretese, alla sparizione di valige di documenti, all'intervento di militari, per parecchio tempo, che cercarono nei boschi della zona tracce dell'incidente.

In ogni modo, Angelo, Mauro e Luca, tre generazioni della famiglia Testa, in questi giorni, vista anche la prossimità della Fiera del Fungo di Albareto, per cercare qualcosa di curioso, hanno deciso di recuperare una parte dei relitti trovati, i due cilindri appunto. Anche per cercare di comprendere se si tratta di un pezzo del velivolo caduto nel 1964 oppure di un altro aereo. Dalla classificazione dei codici di una delle fascette trovate in zona, cercando velocemente sui siti di appassionati di residuati bellici, non si può escludere che si tratti di un aereo da guerra americano. Alcuni componenti potrebbero essere originali, ma potrebbero anche essere stati riutilizzati, per delle manutenzioni. Come potremmo essere di fronte ad una specie di "cimitero" di aerei, vista la zona di intenso passaggio, in direzione di La Spezia e degli aeroporti militari. Sicuramente, cercando con maggior cura, con l'aiuto di strumenti di indagine, le sorprese non mancherebbero.

Un altro fatto curioso é la mancanza di riferimenti sui registri dei disastri aerei internazionali, particolarmente accurati: dell'incidente del 25 marzo 1964, alle sorgenti della Lecora, non sembra essercene traccia.

La pulizia dei pezzi ritrovati, nei prossimi giorni, porterà sicuramente, grazie all'aiuto di qualche esperto, a capirne sicuramente di più. E a comprendere se si tratta di una traccia militare o civile.

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