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Manlio Cancogni,
vincitore del XX premio PEN
Manlio Cancogni
premiato da Lucio Lami
Maurizio Cucchi
Luca Ricolfi
Andrea Vitali
I finalisti con Lucio
Lami
Testi, foto di Mauro
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Valerio Agitati
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Il Premio
Letterario P.E.N.
appena svoltosi: impressioni e rischi di una manifestazione
veramente unica nel panorama italiano. Sta iniziando a subire un
attacco frontale da parte di un altro evento letterario, il veneto
Campiello; forse non é pienamente compreso dal territorio,
soprattutto a livello di potenzialità attrattiva.
.
Il Premio letterario
P.E.N. Club Italia, nella sua XX° edizione, ha avuto tanto da dire, ha
lanciato molti messaggi, anche in direzione della Valtaro; come tradizione.
Ha subito, pericolosamente e per la prima volta, una forma di concorrenza
diretta, contemporanea, da parte di un altro premio, il ricco "Campiello".
I finalisti, tutti
di grande spessore, con una carica umana incredibile, sono stati resi ancor
più interessanti dalle interviste di Lucia Bellaspiga.
La speranza di
Manlio Cancogni, il vincitore 94enne: una vita di racconti, di
scrittura, sempre guidatala volontà di non abbandonarsi mai alla
disperazione, allo sconforto, nonostante tutto. Un messaggio di positività,
un inno alla vita.
Luca Ricolfi, con il suo "Il sacco del Nord", in
qualità di ricercatore universitarie, ha riconfermato che esistono "tante
Italie", ben descritte dai dati di fatto, mai prese in considerazione dalla
politica e dai conseguenti amministratori, dove poche regioni, del nord,
mantengono di fatto gli sprechi e le inefficienze di tutte le altre;
regioni, quelle del sud, spesso controllate in modo strettissimo dalle varie
mafie, con l'indifferenza della classe amministrativa, con la povertà di
massa imperante, con l'assenza totale di servizi pubblici decenti.
Il divertimento nel partecipare ai premi letterari di Andrea
Vitali, il suo modo spiritoso di affrontare la competizione
letteraria, con il giusto spirito spirito intellettuale, con la giusta
ironia, come medicina di vita.
Michele Cucchi, poeta e narratore, testimone impegnato
del momento felice della poesia italiana, ricco di giovani talenti, di
sollecitazioni, purtroppo povero di spazi comunicativi di massa, ignorato di
fatto dal mercato editoriale, dalla distribuzione.
Michela Murgia, il fenomeno letterario che ha vinto,
in contemporanea, il Campiello, nella cinquina dei finalisti, é giunta
ultima: come dire mercato e qualità letteraria indipendente, come da
tradizione, quasi in contrapposizione.
Dopo le gioie, dopo i messaggi intellettuali del premio, sono emersi i
rischi per il P.E.N., per il suo futuro valtarese.
Il rischio di un attacco frontale da parte del mondo
dell'editoria industriale, del business intellettuale: il P.E.N. é un premio
scomodo, in quanto indipendente, in quanto libero da vizi e pressioni
economiche. La concomitanza con il super ricco Campiello, che ha tolto spazi
comunicativi sui media nazionali, se confermata per il prossimo anno, é una
specie di dichiarazione di guerra. Il Veneto, la regione che si sta
organizzando, insieme alle sue forze imprenditoriali, per prendere Miss
Italia, sta cercando di togliere all'Emilia anche questo primato. C'é da
ricordare che la manifestazione compianese, nella sua originalità assoluta a
livello nazionale, é anche unica nel repertorio regionale. Non ci sono altri
premi letterari importanti a livello regionale.
Pochi valtaresi tra il pubblico: a fronte di quaranta
personalità intervenute, segno di un grande interesse a livello di
amministratori e di alti funzionari dello stato, c'erano pochissimi
valtaresi. Stimo, sperando di non sbagliare, che fossero meno del 30% dei
presenti. Giovani quasi assenti, pochissimi docenti delle scuole. Mancavano
del tutto i rappresentanti delle categorie imprenditoriali e turistiche
locali. Il premio, oltre ai valori intellettuali, rappresenta per il
territorio, per la sua promozione a livello nazionale e internazionale, un
formidabile e irripetibile strumento. Si ha l'impressione che, col passare
degli anni, le potenzialità del P.E.N. siano sempre meno capite dal sistema
locale. Eppure, in nessuna altra manifestazione c'é la possibilità di
rapportarsi, in modo diretto, con i principali scrittori e giornalisti
d'Italia, con le loro idee, con i loro progetti. Ci si ingegna in mille
modi per coinvolgere la stampa che
conta, per avere contatti; si spende, per creare visite guidate, per
sviluppare educational a favore di giornalisti.
Qui, a Compiano, senza troppi problemi, a livello comunicativo, la "pappa é
già bella pronta", in modo gratuito: basterebbe iniziare a mangiarla.
Basterebbe almeno esserci.