Home Page Newsletter Guestbook Contattaci Cerca nel sito
Località Rubriche Turismo Cultura Ambiente
 
Compiano        3 Settembre 2004 02

Immagini del premio P.E.N. 2005

Il Premio P.E.N. 2005 ad Antonia Arslan
con il suo splendido libro "La Masseria delle Allodole"

 

Click per ingrandire
Testi e foto di Mauro Delgrosso
Attenzione: il  materiale fotografico e i testi riportati sono di proprietà del portale Valtaro.it; é espressamente vietato l'utilizzo in qualsiasi forma, anche parziale o modificata, e per qualsiasi motivo.


I cinque finalisti

Antonia Arslan, la vincitrice dell'edizione 2005

Antonia Arslan e Lucio Lami

Eraldo Affinati

Lucio Lami

Maurizio Maggiani

Alberto Ongaro

Vista d'insieme

Alessandro Piperno
Antonia Arslan
Gli altri finalisti
Varie

Claudio Sacchi

Sacchi, Lami e Sebastiano Grasso
 
Testi e foto di Mauro Delgrosso
Tutti i diritti sono riservati, proprietà esclusiva del portale Valtaro.it, é vietata ogni forma di utilizzo non autorizzato.

 

Antonia Arslan, con "La Masseria delle Allodole", ha vinto la XV° edizione del premio letterario PEN.  Un romanzo costruito attingendo dalla memoria personale, un tributo alla verità storica sul popolo Armeno, scomparso tra l'indifferenza generale, inghiottito dalle atrocità della guerra.  Nonostante il brutto tempo improvviso, anche quest'anno un'organizzazione perfetta, nel solito perfetto scenario compianese.
In questa edizione, che ha visto la consueta regia attenta di Lucio Lami, la narrativa é stata la padrona incontrastata: anche le altre opere giunte in finale scavano, pensano, ricostruiscono esistenze e situazioni. Rivolgono attenzione estrema allo scorrere della storia, sia collettiva che dei singoli.
Una novità, per i lettori di Valtaro.it, felice e piacevole: i pensieri sulla manifestazione di Martina Fortunati, studentessa dello Zappa-Fermi e coinvolta dall'organizzazione del premio P.E.N., per la prima volta, in qualità di "assistente di campo".

Premio P.E.N: anche quest'anno, anche in questa ultima edizione, ha rappresentato un'altra grande e insostituibile occasione per scoprire, per imparare a conoscere noi e il mondo; facendolo nel modo migliore, attraverso la letteratura, attraverso la cultura.
Non parlerò dei libri e dello stile dei relativi scrittori: la mia evidente incompetenza sarebbe insopportabile. So solo che la vincitrice ha scritto un libro per me bellissimo, importante per far riflettere sulla sorte del popolo Armeno, trucidato all'inizio del secolo scorso nell'indifferenza generale; so solo che i suoi occhi dolci, il suo bel modo di fare, i suoi modi garbatamente intelligenti, si leggono perfettamente nel libro, dalla prima all'ultima tragica pagina.
Tutti noi, qui in Valtaro soprattutto, dovremmo essere eternamente grati a manifestazioni come il Premio P.E.N. e, ovviamente, a chi si prende la briga di organizzarlo.  Vai a Compiano, nei giorni del premio, e ti trovi circondato da scrittori, letterati, intellettuali veri; per una volta tanto senza troppe intromissioni, senza contaminazioni e mediazioni tecnologiche non volute; sono gentili, comprensivi; ti aiutano ad entrare in una dimensione più profonda del tuo io, del tuo pensiero.
Ti aprono porte mentali, ti aiutano a non prendere abbagli, ti incitano a continuare lungo una faticosa strada di sapere, di conoscenza; ti fanno intravedere percorsi anche scomodi, anche a volte pericolosamente in controtendenza. Scopri che questa strana gente, gli scrittori, nelle loro spesso utopiche parole, si affacciano su orizzonti ampi, non limitati da vincoli meschini; vedono lontano e con grande anticipo per tutti; interpretando il passato, intuendo il futuro della storia. I potenti della terra li temono, forse perché sanno che hanno quasi sempre ragione, perché sono sempre capaci di scrivere che il "re é nudo".
Purtroppo spesso, anzi quasi sempre, restano inascoltati; meglio, non letti!
Dal 2002 Lucio Lami è il presidente del P.E.N. Club italiano dopo aver ricoperto la carica di vice presidente per 14 anni e aver fondato il Premio letterario giunto alla quindicesima edizione. E', insieme alla moglie il motore inarrestabile di questo fenomeno unico, irripetibile per i nostri tempi.
Per capire l'importanza del premio, del suo modo di esistere, basta scorrere l'albo dei premiati: Susanna Tamaro fu la prima vincitrice, seguita da Antonio Tabacchi, Paolo Maurensig, Ferdinando Camon, Luciano Erba, Vivian Lamarque, Raffaele La Capria, Francesco Biamonti, Mario Rigoni Stern, Alberto Arbasino, Giuseppe Pontiggia, Andrea Zanzotto, Carlo Sgorlon e, l’anno scorso, Giovanni Sartori. Nomi e figure che si associano a pensieri forti, ad anime forti.

Il borgo medioevale di Compiano, con tutte le sue pietre intrise di storia, di suggestioni evocative, si trasforma per due giorni in una terra fantastica, quasi onirica. Un luogo, uno spazio d’incontro, dove la frontiera tra scrittore e lettore viene meno, dove, se si è attenti, si respira e si percepisce la stessa aria della genialità creativa degli autori. Per 48 ore, senza dover infrangere nessuna barriera, senza dover aver un permesso, è possibile nutrire la propria mente e la propria anima con un’esperienza unica. Assistere allo spoglio, nella piazzetta, con la tensione palpabile ma attentamente corretta degli autori, con le battute di spirito, con i momenti di introspezione, di ricordo. Capire che dietro ad un grande scritto c’è sempre una grande personalità, una grande esistenza. L’unica legge consentita, riconosciuta da tutti quelli che ci sono, è quella imposta dalla bellezza della letteratura, dal coinvolgimento della poesia; in poche parole la legge dell’arte e degli artisti.
Gli scrittori, e lo si capisce bene frequentando il P.E.N., intuiscono prima degli altri, pensano e poi scoprono. Usano il dono antico del sapere, del pensiero nel modo giusto; cercano, scrivendo, di farlo usare anche agli altri. Si rifugiano nei libri, fuggono da una realtà che é empia e miope; tacitandosi un po' la coscienza: scrivono, sperando che il loro messaggio di pace venga letto, venga almeno intuito.
A Compiano, da quindici anni, anche dopo quindici edizioni, avviene  sempre il miracolo: puoi incontrare di persona le parole scritte, puoi incontrare gli autori. Puoi nutrirti del loro sapere, della loro intelligenza. Puoi decidere di essere superficiale, solo epidermico, passivamente attento: in un mondo di televisione, di virtuale estremo e é già tanto, tantissimo. O puoi decidere di attaccarti a loro, di farti trasferire per alcune ore tutto il possibile. Puoi cercare di arricchirti, una volta tanto in modo vero e diretto.

Ed ora, come anticipato, un'altra scoperta del P.E.N.; le bellissime parole, le impressioni, da dentro il P.E.N., di Martina Fortunati; coinvolta in questa manifestazione per la prima volta.

Credo, non senza un po’ di amarezza, che l’esperienza termini proprio sulla metamorfosi. Penso ci sia un istante silenzioso in cui dall’esperienza si passa all’avventura importante. Passato quel momento, resta uno spazio vuoto, imbarazzato quasi. Successivamente questo “non-tempo” si frantuma in ricordi. Lascio asciugare i capelli, la sera di un sabato che non è stato qualunque. Raccolgo i miei ricordi spezzettati e scrivo questo articolo. Non sarò obiettiva, forse. Non mi va. Il racconto “dopo-la-fine” non può certo essere ridotto a cronaca e, del resto, ho conosciuto scrittori non giornalisti.
Cinque ragazze in tailleur nero, hostess improvvisate della letteratura. Avanti e indietro tra ciotoli e artisti; coordinate da una rigidità che, scioltasi in un abbraccio finale, non dimenticava mai di dire “grazie”.
Qualche battuta e un po’ di stanchezza, non potevamo immaginare che il guadagno spicciolo fosse così poco importante.
Il dottor Lami inizia il discorso con un verbo: “cercare”. A mio parere tutto ciò che di umano nasce è frutto di una ricerca, più o meno consapevole. Il Premio in sé sarà stato sottoposto ad un cercare non breve e non facile. Ritrovare una letteratura completamente nuda non è cosa da poco. Per quanto mi riguarda… è così bello stupirsi! Ho trovato quattro “amiche”, che paiono essere le migliori colleghe che io possa incontrare, non solo perché le prime. Ho scoperto le note di Tournier invadermi il corpo e la mente e portarmi via da lì…non ho mai sofferto così tanto, non potendo entrare in chiesa. Un pittore straordinario che “scarabocchia”, in albergo, la mattina.
Ho incontrato una persona insolita, di quelle che guardi con interesse dal primo istante non capendo il motivo. Di quelle che un giorno, dopo tanto tempo, scopri il significato nascosto, aprendo un cassetto con una foto e… “ecco a chi assomigliava…” però hai già scordato il nome. Era uno scrittore, arrivava solo e pranzava con lo “staff”, parlava poco al microfono e commentava il suo libro al bar. Pipa in bocca e saluto distratto. Tanta voglia di ascoltare attentamente, chiunque avesse qualcosa da dire.
Non ho sentito quel sapore dolciastro della corsa meccanica ai punti, ai soldi, ai numeri. Non c’era nessuno che ignorasse le parole per esaltare le immagini.
Gli unici abbellimenti, esaltati, lì erano quelli della carta e dell’inchiostro. L’impressione, è quella di un incontro ordinario ed antico tra artisti. Il prodotto era una grande semplicità e serenità, credo, anche se nessuno ha sorriso a comando.
Ho imparato che c’è ancora qualcosa di non adatto e nemmeno adattabile alla veloce ed apparente luminosità di riflettori puntati negli occhi.
Forse ho trovato la fiducia che avevo perso rispetto ad una “professione” che amo. Essere e fare lo scrittore erano per me due realtà inconciliabili… oppure no?

Martina Fortunati

I finalisti della XV° edizione sono stati:

ANTONIA ARSLAN - Vincitrice
La Masseria delle Allodole - 358 voti
(Rizzoli) 

ALBERTO ONGARO 
La Taverna del Doge Loredan - 306 voti
(Piemme) 

MAURIZIO MAGGIARI 
Il viaggiatore notturno - 305 voti
(Feltrinelli) 

ERALDO AFFINATI 
Secoli di gioventù - 292 voti
(Mondadori) 

ALESSANDRO PIPERNO
Con le peggiori intenzioni - 224 voti
(Mondadori)

per informazioni su alcune edizioni  precedenti e per comprendere i meccanismi del PEN:

www.valtaro.it/pen2003/index.htm

www.valtaro.it/pen2004/index.htm

per informazioni dirette sul P.E.N. Club
www.penclubitalia.org/index.html

e sul Premio P.E.N.
www.penclubitalia.org/pag_premio.htm