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Compiano 4 Settembre 2010 02

Immagini del Premio PEN

Manlio Cancogni, a 94 anni, vince il Pen 2010
 

 

Testi, foto di Mauro Delgrosso video di Valerio Agitati
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Manlio Cancogni

Manlio Cancogni, vincitore del XX premio PEN

Manlio Cancogni

Manlio Cancogni premiato da Lucio Lami

Manlio Cancogni premiato da Lucio Lami

Manlio Cancogni riceve l'opera "Calliope e l'alloro" di Gianfranco Giorni

Maurizio Cucchi

Luca Ricolfi

Andrea Vitali

I finalisti

I finalisti con Lucio Lami

Gli autografi

Lucia Bellaspiga

Lucia Bellaspiga e Lucio Lami
La mostra di Gianfranco Giorni, “il maestro di Anghiari”
In Castello, prima del premio
Il premio, in piazzetta
La cena di gala
Testi, foto di Mauro Delgrosso video di Valerio Agitati
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Valtaro

 

 

Manlio Cancogni, a 94 anni, con la raccolta di racconti "La sorpresa", ha vinto la XX° edizione del premio letterario Pen Club Italiano. Lo splendido borgo medioevale, per l'occasione, ha accolto centinaia di amanti della letteratura, nonché decine di giornalisti accreditati, giunti da ogni parte d'Italia.

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A 94 anni, Manlio Cancogni ha vinto il Premio Pen Club Italiano con la raccolta di racconti “La sorpresa” (Elliot Edizioni). Con 111 punti di distacco su Luca Ricolfi, secondo classificato, Cancogni, felicemente presente nel pittoresco borgo di Compiano, si è aggiudicato, oltre al premio in denaro, il nuovo trofeo istituito per il ventennale del Premio, “Calliope e l’alloro”, un’opera in bronzo e oro appositamente realizzata dal Gianfranco Giorni, “il maestro di Anghiari”.

Un premio è andato anche agli altri finalisti, votati dagli scrittori soci del Pen Club, nell’ordine: Maurizio Cucchi con l’opera Vite pulviscolari (Mondadori Editore, con 270 voti), Andrea Vitali con l’opera La mamma del sole (Garzanti Editore, con 269 voti), Michela Murgia con l’opera Accabadora (Einaudi Editori, con 255 voti).

Nel ricevere il Premio, Cancogni ha dichiarato: “C’è sempre una luce di fondo nei miei finali. Non esiste disperazione, che è un peccato mortale. Sono stato fortunato nella mia vita. Ora sono molto soddisfatto, di tutto”.

Lucio Lami, presidente onorario del Pen Italiano e fondatore del Premio ha aggiunto: “Il Pen ha il merito di aver offerto un riconoscimento a un grande scrittore che da troppo tempo veniva trascurato: i suoi racconti, scritti tra il 1936 e il 1993 e pubblicati oggi, lo hanno strameritato”.

Secondo la stampa quotidiana il Premio Pen è tra i cinque più importanti d’Italia e deve il suo successo alla sua formula “lo scrittore votato da scrittori”.

Il premio infatti viene assegnato dopo che i 350 scrittori soci del Pen sono chiamati a votare con scheda anonima che viene aperta direttamente dal notaio il giorno della premiazione. Gli editori non sono interpellati e per questo il Premio Pen è stato definito “l’antipremio” o “l’anti-premiopoli”.

I video di Valerio Agitati:

 

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