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Manlio Cancogni
Manlio Cancogni,
vincitore del XX premio PEN
Manlio Cancogni
Manlio Cancogni
premiato da Lucio Lami
Manlio Cancogni
premiato da Lucio Lami
Manlio Cancogni
riceve l'opera "Calliope e
l'alloro" di Gianfranco Giorni
Maurizio Cucchi
Luca Ricolfi
Andrea Vitali
I finalisti
I finalisti con Lucio
Lami
Gli autografi
Lucia Bellaspiga
Lucia Bellaspiga e
Lucio Lami
La mostra di
Gianfranco Giorni, “il maestro di
Anghiari”
In Castello, prima del premio
Il premio, in piazzetta
La cena di gala
Testi, foto di Mauro
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Manlio
Cancogni, a 94 anni, con la raccolta di racconti "La sorpresa", ha
vinto la XX° edizione del premio letterario Pen Club Italiano.
Lo splendido
borgo medioevale, per l'occasione, ha accolto centinaia di amanti
della letteratura, nonché decine di giornalisti accreditati, giunti
da ogni parte d'Italia.
.
A 94 anni,
Manlio Cancogni ha vinto il Premio Pen Club Italiano con la raccolta di racconti
“La sorpresa” (Elliot Edizioni). Con 111 punti di distacco su
Luca Ricolfi,
secondo classificato, Cancogni, felicemente presente nel pittoresco borgo di
Compiano, si è aggiudicato, oltre al premio in denaro, il nuovo trofeo
istituito per il ventennale del Premio, “Calliope e l’alloro”, un’opera in
bronzo e oro appositamente realizzata dal Gianfranco Giorni, “il maestro di
Anghiari”.
Un premio è andato anche agli altri finalisti, votati dagli scrittori soci
del Pen Club, nell’ordine: Maurizio Cucchi con l’opera
Vite pulviscolari
(Mondadori Editore, con 270 voti), Andrea Vitali con l’opera
La mamma del
sole (Garzanti Editore, con 269 voti), Michela Murgia con l’opera
Accabadora
(Einaudi Editori, con 255 voti).
Nel ricevere il Premio, Cancogni ha dichiarato: “C’è sempre una luce di
fondo nei miei finali. Non esiste disperazione, che è un peccato mortale.
Sono stato fortunato nella mia vita. Ora sono molto soddisfatto, di tutto”.
Lucio Lami, presidente onorario del Pen Italiano e fondatore del Premio ha
aggiunto: “Il Pen ha il merito di aver offerto un riconoscimento a un grande
scrittore che da troppo tempo veniva trascurato: i suoi racconti, scritti
tra il 1936 e il 1993 e pubblicati oggi, lo hanno strameritato”.
Secondo la stampa quotidiana il Premio Pen è tra i cinque più importanti
d’Italia e deve il suo successo alla sua formula “lo scrittore votato da
scrittori”.
Il premio infatti viene assegnato dopo che i 350 scrittori soci
del Pen sono chiamati a votare con scheda anonima che viene aperta
direttamente dal notaio il giorno della premiazione. Gli editori non sono
interpellati e per questo il Premio Pen è stato definito “l’antipremio” o
“l’anti-premiopoli”.