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Pino Cacucci:
per un
giorno il grande
scrittore é stato a Borgotaro; la scoperta di un
piacevole e bravissimo autore, di una grande personalità; uno che con i suoi
bellissimi libri riesce ancora a far riflettere.
"Oltretorrente",
è il suo ultimo
importantissimo capolavoro letterario, ambientato nell'agosto 1922, durante
la vittoriosa insurrezione parmigiana, guidata da Guido Picelli, contro le squadre
armate inviate da Mussolini.
La memoria e
l'immaginazione
di alcune esistenze contrapposte, di sentimenti estremi e di grandi
rabbie, nate dalle conseguenze tragiche della Prima Guerra Mondiale e
alimentate dall'inizio di quel processo storico che ci porterà nel
baratro del secondo conflitto mondiale. L'idea della militanza, della
resistenza, dell'impegno civile, della non indifferenza ai fatti. |
Pino Cacucci é stato nei giorni scorsi a Borgotaro: ospite
dell'Amministrazione Comunale, della Società di Mutuo Soccorso Imbriani e
dell'Istituto Zappa-Fermi. L'autore, di fama internazionale, durante
un'intera giornata di lavori, ha presentato la sua ultima opera: "Oltretorrente".
Si tratta di una "semplice" epopea barricadera, una storia di uomini
che si trovano ad essere contro; una vicenda,
scritta in maniera splendida, una volta tanto tutta italiana, tutta
parmigiana; purtroppo un angolo di storia recente un po' dimenticato,
soprattutto negli ultimi tempi. Come sempre, la nostra memoria, la memoria
degli italiani, si dimostra corta e irriconoscente; come
sempre.
Eppure, a due passi da noi, nell'agosto del 1922, nella Parma dei poveri,
dei lavoratori, c'è stata una grande, eroica ed epica battaglia. Tra la
gente dell'Oltretorrente", della "Parma Vecchia", decisa a
resistere all'assedio delle squadre armate, inviate
da Mussolini e capitanate da Farinacci prima e dal Ras Italo Balbo poi.
Io, come penso tanti altri, ero all'oscuro di queste vicende,
importantissime per la nostra società civile, per l'identità del nostro
territorio.
Sono sicuro che se fossimo stati in America, negli Stati Uniti, da una vicenda come questa,
sarebbero già nati almeno una decina di film; oggi sarebbe un po' la nostra
"Fort Alamo" (però una volta tanto vincente!), con tanto di David Crockett al
posto di Guido Picelli e Italo Balbo nei panni di del Generale Santana.
Una schiera di un migliaio di eroi popolari, con all'interno moltissime
donne, mal armati e mal in arnese: combattono rabbiosamente e resistono a
diecimila camice nere, sostenute dal governo e dalle istituzioni. Niente
male come trama.
E invece no, in Italia, si tende a cancellare tutto, a chiudere e blindare
gli armadi, a seppellire la memoria con i soliti e tanti eroi morti, da una
parte e dall'altra. A far dimenticare gli orrori della guerra, delle
atrocità della guerra. Balbo, come anche Picelli, si affrontarono con onore
in questa battaglia impari; entrambi sopraviveranno, per morire su altri
fronti: il parmigiano in Spagna dopo aver vissuto la disillusione della
sanguinaria Russia Sovietica, il "Ras" ucciso dalla contraerea
italiana, probabilmente dietro un infame ordine di Mussolini. Due italiani,
due strani eroi, emersi dal basso, con tanti altri al loro fianco.
Ci voleva la penna di Cacucci (motore primo, con i suoi scritti, di alcuni
importanti film) per scavare nella memoria, per far emergere le figure
dimenticate delle barricate parmigiane e di chi vi stava dietro: le tante
infaticabili e
anonime donne, i preti, gli anarchici, i tanti ex combattenti e reduci della
carneficina che passerà alla storia con il nome di Prima Guerra Mondiale. E
anche di chi stava davanti, o di chi non ci é voluto andare davanti: a
Parma, in pochissimi, si resero disponibili a cercare di dare l'assalto ai
quartieri poveri. Anche chi era apertamente sostenitore del fascismo, si
guardò bene dal farsi coinvolgere. L'Oltretorrente rappresentava una zona
franca, una zona dove in tanti sbarcavano il lunario, da generazioni, con enormi
fatiche e tribolazioni: figli di emigranti, di mercenari.
Gente che si guadagnava duramente da vivere, sostenuta dalla solidarietà
del sacrifico comune; che sapeva farsi rispettare: anche nei teatri, Regio
compreso, dove rappresentava, dai loggioni, un terribile banco di prova per
gli attori e i cantanti. Gente strana, sanguigna, viva.
La città era, come tanti luoghi d'Italia, reduce
dalla grande fatica della guerra; affrontava la difficile incognita della depressione
economica. C'era altro a cui pensare. Disperati contro disperati, popolo
contro popolo. Italiani contro italiani.
Pensate che
"Oltretorrente" é un libro scritto tanto bene, tanto
coinvolgente, da potersi trasformare in una
trama di film, senza colpo ferire, senza nessuna fatica. Leggi e intanto ti
accorgi che vedi, che ascolti.
Le descrizioni sono
perfette, accurate; tanto ben fatte che, nei giorni scorsi, mi sono preso la
briga di fare un salto nella "Parma Vecchia", in un momento libero: ho ripercorso, insieme
a quello che ho letto, alcuni quartieri, alcune ombre. Ho cercato di
rivedere qualche fantasma. Le barricate, se guardi bene, ci sono ancora,
tutte. Sono rimaste nello spirito e nei mattoni dei muri della città. Anche
in qualche viso, in qualche espressione, soprattutto anziana. Peccato non aver avuto dietro la macchina fotografica...
I tempi dello svolgimento del racconto sono ritmati, chiari, sequenziali e logici anche
nella complessità degli accadimenti; i profili dei personaggi sono diretti,
immediatamente coinvolgenti, toccanti senza essere inutilmente melensi o
corrotti. Bella la contrapposizione tra Picelli e Balbo, anche nelle ultime
pagine, nell'incontro in Parlamento.
Due uomini, due grandi personalità circondate da un'Italia allo sfacelo (da
un parte le lotte interne della sinistra agonizzante e passiva, dall'altra
il più bieco Fascismo e l'odio e l'invidia di Mussolini per Balbo); due
destini classicamente tragici.
Il libro é veramente bellissimo, una lettura non perdibile, per
chiunque, qualunque cosa pensi.
Pino Cacucci é stato
a Borgotaro un giorno intero: prima a scuola, allo Zappa-Fermi, per una
lezione conferenza; il suo ruolo professionale di traduttore, oltre che di
grande scrittore, ha affascinato gli studenti. Poi, dopo essere "scomparso"
per alcune ore, insieme a Renzo Costella (fonti ben attendibili dicono che
si sia trattato di una profonda digressione cultural-enogastronomica), é riapparso in
paese. E qui, in tanti, abbiamo potuto scoprire il suo grande lato umano, la sua
disponibilità; la ricchezza e allo stesso tempo la professionale semplicità
del suo modo di porsi di fronte alle persone.
Nel tardo pomeriggio é passato nel mio ufficio, portato da Giuliana Anelli
e da Renzo: é uno veramente simpatico, subito, a pelle. Un aperitivo da
Beppe (il vecchio "Gatto"), una merenda veloce al Vecchio Borgo: si scopre sempre più che é una
persona piacevole, discretamente curiosa della vita degli altri. Lo studio
un po': é un attento osservatore dei profili umani; forse in grado, in
brevissimo tempo, di capire cosa hai dentro di importante, soprattutto per
la trama di un libro. Osserva i particolari, le intrinseche semplicità delle
idee degli uomini, del filo conduttore delle vite umane.
Arriva la serata
all'Imbriani: un grande momento di cultura, di arte. Di comunicazione vera:
non urlata, non imposta, realmente indipendente e libera nelle idee; si
parla di politica, di sinistra, di fascismo, di persecuzioni, di foibe, di
prima guerra mondiale e di massacri. Di resistenza e di impegno.
Pensieri e opinioni, analisi storiche e politiche. Una bella serata di
piacevole cultura. Semplicemente trasmessa, in fondo scritta.
Un altro grande
incontro per Borgotaro, grazie all'intelligenza di un gruppo di persone che
amano la cultura, quella vera, e che sono in grado di farla apprezzare a tanti, nel modo
migliore.
Poche note:
Pino Cacucci è nato nel 1955 ad Alessandria, cresciuto a Chiavari (Ge), e
trasferitosi a Bologna nel 1975 per frequentare il Dams. All'inizio degli
anni ottanta ha trascorso lunghi periodi a Parigi e a Barcellona, a cui sono
seguiti i primi viaggi in Messico e in Centroamerica, dove ha poi risieduto
per alcuni anni. All’attività narrativa affianca un intenso lavoro di
traduttore. Dai suoi libri "Puerto Escondido" e "San Isidro Futbòl" sono
stati tratti i film "Puerto escondido" (Regia di Gabriele Salvatores) e
"Viva San Isidro" (con Diego Abbantantuono)
Per approfondimenti, é opportuno un
"salto" sul sito della Feltrinelli
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