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Borgotaro - Fiume Taro e affluenti  15 novembre 2002 02

Immagini della piena del Taro

Il Taro in piena:
 momenti di preoccupazione

 

Click per ingrandire
 
I Vigili del Fuoco intervenuti nell'emergenza
 

La vista del Taro da Vona

La confluenza tra Taro e Vona... vista dall'alveo

La confluenza del Taro con il torrente Tarodine
prima

A monte del ponte di San Rocco: esattamente un mese fa
durante

A monte del ponte di San Rocco: durante l'odata di massima piena

La vista del Taro dalla confluenza con il torrente Vona
prima

A valle del ponte di San Rocco: esattamente un mese fa
durante

A valle del ponte di San Rocco: durante l'odata di massima piena

La vista del Taro in piena
prima

Le pile del ponte di San Rocco: esattamente un mese fa
durante

Le pile del ponte di San Rocco: durante l'odata di massima piena

Le pile del ponte di San Rocco: durante la massima piena
prima

Il ponte di San Rocco: esattamente un mese fa
durante

Il ponte di San Rocco: durante l'odata di massima piena

La vista del Taro dalla confluenza con il torrente Vona

I canali nei boschi in piena

I boschi invasi dall'acqua

I canali nei boschi in piena

Stradine di campagna invase dall'acqua

I boschi e i muri in pietra invasi dall'acqua

I boschi invasi dall'acqua

I prati invasi dall'acqua

Un vecchio canale di scolo a Vona

Il percorso per la Madoninna di Caravaggio: invaso dall'acqua

I prati invasi dall'acqua

L'antica Madonnina sul ponte di San Rocco

Il fiume Taro in piena

Danni della pioggia: i canali di scolo sotterranei saltano

Il sottopasso della stazione invaso dall'acqua

Renato Molinari e Salvatore Oppo in azione durante l'emergenza

La sede dell'Avis invasa dall'acqua

La jeep dopo il guado del sottopasso: le foglie indicano  il livello dell'acqua E' andata di lusso!

Sopralluogo dei torrenti

La diga a monte di Borgotaro

La diga a monte di Borgotaro

Il palazzetto dello sport e l'acqua

Il ponte della ferrovia e il Taro

Il ponte della ferrovia e il Taro

Il ponte della ferrovia e il Taro

Il torrente Tarodine

Il torrente Tarodine

Il torrente Varacola
Testi e foto di Mauro Delgrosso


 

Questo é da sempre un periodo particolare per Borgotaro: attorno alla metà del mese di novembre, quasi tutti gli anni, ci aspettiamo la piena del Taro. Quest'anno "l'evento" é arrivato un po' in ritardo: la statistica ci tramanda che il giorno più critico é l'undici.
E' proprio in questo periodo dell'anno che in passato sono accaduti i peggiori disastri ambientali della nostra storia di Valle: straripamenti, grandi alluvioni, grandi frane; talvolta morti e feriti.
Disastri di enormi proporzioni, in cui sono stati in molti a rischiare la vita, in cui in molti hanno visto i propri averi disintegrati dalla forza della natura.
In passato, dopo il passaggio di un'ondata di piena,  la situazione non era per niente positiva: le strade interrotte, le linee elettriche e telefoniche saltate. Tanti e prolungati disagi.
Da un po' di tempo le cose sono cambiate; si é cominciata a fare tanta prevenzione, tanti lavori negli alvei fluviali e soprattutto si può contare su un gruppo di prevenzione e di pronto intervento di estrema efficacia. Le forze della protezione civile, Vigili del Fuoco in testa, sono sempre pronti a prevenire e a limitare i danni. A vederli lavorare, così tranquilli e sicuri, ti sembra quasi che niente stia succedendo, anche se sei bel mezzo di un'ondata di piena.

Breve cronaca della prima emergenza 2002: dopo quasi tre giorni di violente piogge torrenziali i canali sono colmi e il Taro, troppo velocemente, cresce.
Ore 14,30: é prevista la massima piena. Nelle ultime ore il livello delle acque é cresciuto: dalle 13,00 alle 14,00 oltre un metro! Prendo la jeep e comincio a muovermi, a guardare e a fotografare. Rischio anche un guado al limite: mi va bene e per pochi provvidenziali centimetri.
Tutti sul campo: Vigili del Fuoco, i Militi della Pubblica, i tecnici del Comune, i Carabinieri, la Polizia Provinciale; in mezzo alla pioggia c'é anche il Sindaco e alcuni amministratori del Comune.
Tutti appostati nei punti critici. Tutti pronti, con la radio portatile accesa e un badile in mano. Sui ponti, sulle strade, nei punti nevralgici del paese.
Scatta l'emergenza e in pochi minuti la reazione: viene portata e messa in funzione un'idrovora nel quartiere artigianale, una al sottopasso; una squadra attrezzata é pronta al palazzetto dello sport, un'altra alla Costazza.
Gli operai del Comune e della Provincia intenti a far defluire le zone allagate e a togliere il materiale portato dall'acqua e che ha invaso le strade; tanti operai e ruspe all'opera. Interventi provvidenziali e immediati, che evitano danni peggiori e lunghe interruzioni.
Le opere di regimentazione fatte nei mesi scorsi nell'alveo del Taro e nei torrenti reggono bene: basta guardare le foto a fianco per rendersi conto che l'affermazione non é poi così scontata. In pochi istanti la forza incontrollabile  delle acque si é fatta sentire e vedere. Non si é mai portati a pensare che i tranquilli fiumiciattoli, che siamo abituati a vedere placidi e sornioni, si possano trasformare in vere furie. Ovunque guardi, ovunque cammini, acqua, pioggia, sassi che rotolano. Anche in jeep non sei per niente al sicuro, anzi. 
Uno spettacolo: ti fa paura, ma si tratta pur sempre di uno spettacolo; e questa volta senza effetti speciali, tutto dal vivo.
Ore 17,30, ha smesso di piovere da un po' e l'emergenza é cessata, "rientrata" come dicono i tecnici della Protezione Civile .
Una breve e informale riunione nella sede dei Vigili del Fuoco: si contano i danni, si raccontano gli episodi, soprattutto ci si asciuga.
I danni sono pochi e facilmente rimediabili. Come se non fosse successo nulla, o quasi. Si predispone una lista con gli interventi e i miglioramenti da effettuare per il futuro piano di intervento, per la prossima emergenza.
Mi guardo in giro: le luci sono accese, le auto transitano e le strade sono sgombere; di diverso c'é solo un nuovo semaforo provvisorio (l'unico del paese), per regolamentare il transito nell'area artigianale; per le piogge ora c'é un cratere nella strada, dovuto alla rottura di una canalizzazione di scolo. L'energia elettrica e i telefoni funzionano.
Mi tolgo l'impermeabile, metto al sicuro la macchina fotografica e tolgo i rami e  le foglie dal radiatore del fuoristrada. 
Torno in paese, prendo un caffé con un amico; guardo la gente che si sta risvegliando dopo un sonnacchioso sabato pomeriggio, passato in casa, aspettando la fine della pioggia.
Il centro, in pochi minuti, si anima; i bar e i negozi si riempiono.
In fondo é pur sempre sabato pomeriggio; ci si incontra e ci si chiede: "dove andiamo a mangiare stasera?"