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Albareto - Passo dei Due Santi      Percorso svolto il 09 Giugno 2004 02

Immagini dal percorso

 

Vincenzo Boffetti e Giuseppe Moretti
a piedi; da Squarci di Albareto al passo
dei Due Santi e ritorno
- percorsi in Appennino -
diciannovesima puntata

 

Click per ingrandire
Introduzione di Mauro Delgrosso
Sperimentazione, testi dei percorsi e foto di Vincenzo Boffetti e Giuseppe Moretti
Attenzione: il  materiale fotografico e i testi riportati sono di proprietà degli autori; é espressamente vietato l'utilizzo in qualsiasi forma, anche parziale o modificata, e per qualsiasi motivo.


Termine di confine di Maria Luigia tra L’Emilia e Toscana

Ci incamminiamo verso i due Santi

Passo dei tre Confini

Panorama: sullo sfondo il Passo della Cappelletta

Termine di confine in località Prato

Veduta panoramica della Toscana; sullo sfondo in alto la catena delle Apuane

Un momento di pausa …

Un momento di pausa …

Passaggio nell’alto fusto

La casermetta in legno degli Alpini

Panorama: sullo sfondo il Passo della Cappelletta

La storia del Faggio per opera della Guardia Forestale

Poco prima di arrivare ai Due Santi

Panorama: sullo sfondo il Passo della Cappelletta
Sperimentazione, testi dei percorsi e foto di Vincenzo Boffetti e Giuseppe Moretti
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 Vincenzo Boffetti e a Giuseppe Moretti, i due infaticabili appassionati di camminate e di natura in questa "puntata" telematica ci portano a scoprire i crinali e le spettacolari viste che circondano Squarci di Albareto, fino al Passo dei Due Santi e ritorno.

Percorso: SQUARCI di Albareto- PASSO DEI TRE CONFINI- PASSO DEI DUE SANTI – SQUARCI di Albareto.

Località di partenza: SQUARCI
Tempo di percorrenza: 8 ore circa

Il percorso da Squarci al Passo dei Tre Confini, è già stata descritto nell’itinerario (N° 14 il Monte Gottero).
Tempo di risalita di questo primo tratto circa 1.30

Ripartiamo alle ore 8.30 dal Passo dei Tre Confini, così chiamato per il punto geometrico dove le tre regioni si toccano (Emilia, Toscana e Liguria)
Dopo alcune centinaia di metri scompare la segnaletica del C.a.i., un importante punto di riferimento e, per questo motivo, il nostro consiglio è di seguire il crinale oppure (come dice Moretti in modo simpatico) debordare verso la parte toscana.
Per il crinale inoltre si possono seguire sia i Termini di confine, voluti appositamente da Maria Luigia, oppure i Cartelli di Caccia della Provincia di Parma.
Quest’ultima soluzione è più difficoltosa, infatti non esiste un sentiero ben marcato dove poter camminare e inoltre si devono affrontare saliscendi scomodi e faticosi.
Per nostra fortuna dopo circa 45 minuti di cammino un po’ “insicuro” ritroviamo il sentiero, comodo, ampio, ben marcato e soprattutto segnalato dal C.A.I.
Camminiamo in mezzo all’alto fusto del Faggio in località Costa Pianelle m. 1420.
In località Busanca m. 1410 troviamo a destra un bivio per Adelano, ma proseguiamo diritti.
Dopo circa 2 ore di marcia, arriviamo in località Prato m. 1561. A questo punto il bosco si fa più rado e lascia spazio ad ampi alpeggi. Poco più avanti arriviamo in un pianoro con bivio a destra per Albareto e a sinistra per Adelano. Scegliamo di proseguire diritti in salita, superato M. Tecchione m. 1583 proseguiamo per il Passo dei due Santi, dove arriviamo alle ore 11.00, scendendo lungo le piste da sci di Zum-Zeri.
Al passo ci fermiamo per circa mezzora per mangiare alcuni panini. Più tardi, dopo il breve pasto scendiamo per raggiungere la località di Pradeschei imboccando il sentiero in discesa che parte dalla Cappelletta. Il sentiero, che noi riteniamo più corto e scorrevole rispetto all’altro, costeggia per un buon tratto il torrente Tarodine. Arrivati al guado in prossimità del Bacino filtrante, proseguiamo fino a raggiungere la Casermetta; poco dopo siamo a Pradeschei, sono le 12.20.
Sulla sinistra del prato imbocchiamo un sentiero a salire, è uno dei tre che portano al passo dei due Santi.
Si sale fino a raggiungere un piccolo rifugio in legno, in prossimità di un bivio, dove a sinistra si prosegue per il Passo, diritti per il Torrente Lecora. Lo imbocchiamo e proseguiamo sempre diritti fino al torrente sopra citato dove la strada si interrompe.
Attraversiamo il guado e risaliamo dall’altra sponda, arrivati sul pianoro troviamo un sentiero ben marcato: questo è il percorso che ci riporterà in località Squarci.
E’ importante però tenersi sul percorso principale perché innumerevoli sono i bivi e quindi le possibilità di sbagliare percorso, comunque il nostro sentiero è riconoscibile perché rimane sempre di costa e quindi non bisogna ne salire ne scendere, ma mantenersi sempre in quota.
Più tardi, dopo aver oltrepassato una torbiera delimitata da una palizzata di legno, arriviamo ad un incrocio contrassegnato a destra da un cartello di legno, noi proseguiamo a sinistra (in discesa) e oltrepassiamo un piccolo torrente denominato “il Gotrino”. Il percorso è lungo ma piacevole: nella prima parte ci accolgono grandi Faggi, mentre nella seconda freschi castagni e pinete. Arrivati in prossimità delle valli del Torrente Schiena e del Gotra, scendiamo per raggiungere la località di Zalloni. Infine, dopo circa un chilometro, alle ore 15.15 ci ritroviamo in località Squarci.

Per informazioni sui percorsi é possibile contattare Vincenzo Boffetti allo
0525 97706

per rivedere tutte i percorsi di Boffetti e Moretti  (ben diciotto!):