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Testi e foto di
Mauro Delgrosso
eccetto le foto segnate con (**) di Sabina Delnevo
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Il premio |

Il vincitore del premio
P.E.N. 2003: Carlo Sgorlon |

Il tavolo della giuria |

Carlo Sgorlon, il
vincitore |

Lucio Lami, presidente del
P.E.N Club italiano (**) |

Carlo Sgorlon con Graziano
Bertani e signora |

Carlo Fedrigoni e Lucio Lami |

Graziano Bertani, Sindaco
di Compiano |

Lucio Lami e Massimo Fini |

Alda Merini
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Paola Marini, presidente
del premio Fedrigoni |

Alda Merini |

Lucio Lami e Gianfranco
Ravasi |

Luciano Luisi e Gianfranco
Ravasi |

Massimo Fini |

Lucio Lami e Carlo Sgorlon
(**) |

Compiano: scorcio |

Lucio Lami e Giovanni
Raboni |

Giovanni Raboni |

Lucio Lami e Sgorlon |

Massimo Fini |

Gianfranco Ravasi e
Fabrizio Mariani (**) |

Alda Merini e i suoi
ammiratori |

Carlo Sgorlon e Monica
Pellerano |

Sotto il tendone, nella
piazzetta di Compiano (**) |

I Vincitori del premio "Fedrigoni" |

Sotto il tendone, nella
piazzetta di Compiano (**) |

Autorità |

Autorità |

Autorità |

Autorità |

Autorità |

Autorità |

Autorità |

Autorità |

Autorità |

Autorità (**) |

Autorità |

Autorità |

Il vincitore (**) |

Il vincitore: i giusti
applausi |

Il vincitore: le
congratulazioni |

Compianese D.O.C. (**) |

Autografi |

Giovanni Brusamolino e il
Dott. Musa |

Belle presenze |

Belle presenze |

Belle presenze (**) |

Andrea e Sammy |

Giuliana Anelli (**) |

Sgorlon e Monica |

Belle presenze |

Francesco (**) |

Belle presenze |

Belle presenze (**) |

Belle presenze |

Luciano Erba e uno dei
vincitori del premio Fedrigoni (**) |

Massimo Fini |

Lucio Lami |

Massimo Fini |

Sabina e Giovanna |

Intervista |

Belle presenze (**) |

Intervista |

Fiori |

Intervista |

Alda Merini |

Paola Merini e Luciano
Luisi |

Lucio Lami, sua Moglie e
Fabrizio Mariani |

Calcoli (**) |

Sotto il tendone, nella
piazzetta di Compiano |

Lucio Lami e Alda Merini
|

Vincenzo Bernazzoli e Don.
Ponzini (**) |

Alda Merini e Giovanni
Raboni |

Luisi e Giovanni Raboni |

Giovanni Raboni e Luciano
Erba |

Carlo Sgorlon |

Gianfranco Ravasi |

Carlo Sgorlon e Signora |

Al tavolo di Massimo Fini |

Tabelloni |

Fabiano Casanova |

Calcoli (**) |

La chiesa di Compiano
durante il concerto |

Belle presenze (**) |
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Belle presenze (**) |
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Mi accorgo ora che é
proprio difficile scrivere di scrittori; non parliamo poi se si tratta di scrivere di un
premio di letteratura, gestito dai nomi più illustri della carta stampata, presieduto da un grande
scrittore e giornalista, come Lucio Lami. Che stress. Con la mia solita
incoscienza, decido di "buttarmi". Mi si perdoni.
Prima di tutto il premio: é una bellissima idea, una competizione vera,
indipendente e molto distante dalle pure e deleterie logiche di vendita; un meccanismo non
contaminato e viziato dal mercato editoriale: forse é anche per questo che
il premio é
poco conosciuto e probabilmente é stato fin ora un po', diciamo
così, snobbato dai
media.
E' nato tredici anni fa, quasi per caso: dopo una rilassante serata estiva, in piazzetta a Compiano; da
un'idea di Lami, di Graziano Bertani e Fabrizio Mariani.
Tutto é partito piano piano, é cresciuto nel tempo: ha però mantenuto
uno spirito di forte originalità, di limpida qualità e profonda serietà.
Bisogna dare atto che l'Amministrazione di Compiano ha avuto coraggio (come anche per la ristrutturazione del Castello),
si é armata di tenacia e di grande capacità: tenere in piedi, con questi ottimi risultati,
un evento di tale portata, in un comune che sfiora a mala pena i 2000 abitanti, non é cosa
da poco.
Con stile, senza troppo rumore, e badando al sodo. E
fidandosi delle qualità di Lucio Lami, un vero personaggio: tutte le volte che
presenta un libro resto incantato. Ogni volta. Nella sua profonda cultura, ha
un carattere senza mezze misure; battagliero quando diventa necessario, sempre
diretto e poco incline alla finta mediazione, soprattutto quando le parole
appaiono solo destinate a se stesse. In poche
parole uno che, come si dice, "non te le manda a dire".
Bravi,
veramente: se la Valtaro ha questo invidiabile gioiello culturale, lo
dobbiamo principalmente a queste persone e al gruppo di lavoro volontario che ruota attorno al
premio P.E.N..
Il meccanismo funziona più o meno così: una giuria, composta unicamente da
scrittori, seleziona, durante l'anno, una rosa di finalisti (solitamente cinque); i
campioni si giocano "il tutto per tutto" nella giornata finale a Compiano.
Qui vengono scrutinate una serie di schede che pervengono dai giurati,
dislocati in ogni parte d'Italia.
E' emozionante vedere comparire i voti sui
tabelloni, in piazzetta; con lo sfondo della Valle, che fa da
quinta naturale.
Si assiste ad una specie di rito e di ritrovo collettivo: tutti i dati, scritti su
schede, vengono letti ad alta voce, senza nessun meccanismo automatico di
calcolo; i risultati vengono scritti a mano. Mentre la votazione si
materializza, durante le soste, gli autori vengono intervistati: possono
parlare liberamente, spiegare, approfondire, scherzare.
Ed é qui, in questo momento, che si fanno delle scoperte incredibili, che ci
si sente per qualche istante al centro del mondo: senza accorgersene, si
entra nello spirito profondo dei libri, nelle pagine, nelle parole scritte.
Penso che un grande merito del Premio Compianese consista nel rendere facilitato
e semplificato l'approccio con il mondo della letteratura e della poesia;
sono alcuni anni che frequento il P.E.N. e sabato scorso ho notato, per la
prima volta, decine di giovani e di giovanissimi: seduti estasiati, ad
ascoltare le parole degli autori, a tifare per il libro che
avevano appena finito di leggere; hanno cercato, come tutti, di godere fino
in fondo di questi momenti splendidamente unici, esclusivi.
Sensazioni e memorie indelebili: Carlo Sgorlon, il vincitore di quest'anno,
e il suo impegno morale nel comprendere l'essenza della vita; é una persona
eccezionale, squisita e incredibilmente accattivante; il suo modo sempre
disponibile di guardarti, di parlarti pacatamente, di mettersi a disposizione é quasi
commovente; ho percepito nelle sue parole e nei suoi gesti ponderati, lo
spirito di un montanaro, di uno di noi, vicino alla nostra essenza; e poi i
brividi (veri!) che ho provato nel sentire la poetessa Alda Merini, mentre
leggeva, anzi recitava, in modo profondo ed epidermico, una sua poesia; interrotta
dal suo respirare ritmico, un po' pesante e faticoso per le infinite sigarette:
quando la vedi in TV, ospite di Mollica, te la immagini diversa: i suoi
occhi, mentre ti guardano, entrano un po' nella tua anima; Massimo Fini,
acuto, attento, ironico e sarcastico in modo impeccabile; il suo Nietzsche,
quello estremamente umano, quello introspettivo e personale, dovrebbe essere
letto in tutte le scuole: magari con la registrazione in video
dell'intervento dell'autore a Compiano; la sconfinata cultura, il modo
religioso e cristiano, di interpretare l'essenza dell'uomo che affronta la
sofferenza: un punto di vista privilegiato, quello di Gianfranco Ravasi; la
citazione di un antico geroglifico, sul tema della morte imminente, ha fatto
breccia nella mente di tutti; il poeta Giovanni Raboni, elegante, attento e
misurato nel comunicare: eppure terribile nel rendere fermamente condivisa
con l'universo,
la sua profonda delusione, per quanto male l'uomo riesca sempre a fare a se
stesso e al suo genere; un testimone deluso, forse non completamente arreso.
Insieme al premio P.E.N. è stato assegnato il premio Fedrigoni, istituito
dalle omonime cartiere: per il piacere della lettura diventa importante un
giusto ed adeguato supporto, anch'esso in grado di comunicare in qualche
forma delle emozioni.
Anche questa risulta essere una scelta azzeccata e di grande qualità
artistica ed intellettuale.
I finalisti della
XIII edizione:
- Massimo Fini
"Nietzsche"
- Alda Merini
" La carne degli angeli"
- Giovanni Raboni
" Barlumi di storia"
- Gianfranco Ravasi
"Fino a Quando, Signore?"
- Carlo Sgorlon
(VINCITORE) "L'uomo di Praga"
per informazioni
dirette sul P.E.N. Club
www.penclubitalia.org/index.html
e sul Premio P.E.N.
www.penclubitalia.org/pag_premio.htm
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