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L'ospedale
lo conosco anch'io: un'iniziativa per avvicinare il
mondo dei bambini, della scuola, alla sanità. Un successo, espresso
soprattutto dalle tante testimonianze positive delle famiglie.
Abbattere barriere,
aiutare i bambini ricoverati con la solidarietà di altri bambini, educare
alla cultura sanitaria, alla cultura della salute, della solidarietà. Il
progetto "L'ospedale lo conosco anch'io" ha fatto tappa, per una
settimana, al Museo delle Mura, con la sua mostra itinerante, con i suoi
momenti di incontro, di scambio, di confronto. Con il convegno pubblico
finale, che ha permesso di fare il punto sull'esperienza maturata.
I video:
Si teme ciò che non si conosce
L’ospedalizzazione non è fortunatamente un fatto ordinario. Tuttavia, tutti quanti noi abbiamo avuto nella vita un incontro ravvicinato con un camice bianco: vaccini, influenza, cadute, il dentista. E sono davvero pochi quelli che possono dire di aver affrontato, soprattutto da piccoli, con entusiasmo queste occasioni. Il progetto L’Ospedale lo conosco anch’io prende il via proprio da questo dato di fatto e dalla consapevolezza che si teme soprattutto ciò che non si conosce.
Il Progetto
L’Ospedale lo conosco anch’io è un’iniziativa educativa nata e sviluppata grazie ad un’efficace collaborazione e condivisione di intenti fra la Scuola in Ospedale – IV Circolo, l’Azienda Ospedaliera – Reparto di Pediatria Oncoematologia e il Servizio Scuole d’Infanzia del Comune di Parma, al finanziamento e alla collaborazione dell’Associazione Noi per Loro e il sostegno della Fondazione Cariparma.
I bambini delle scuole dell’infanzia della provincia di Parma sono stati coinvolti in un percorso didattico-educativo che
li ha portati a confrontarsi con i loro coetanei, con gli insegnanti e le loro famiglie sul tema “ospedale”, producendo infine disegni e storie entrati a far parte della mostra itinerante I bambini raccontano… ospitata in vari contesti educativi della città.
Il viaggio è incominciato però con Tilly. Tilly è una farfalla speciale che girovagando alla ricerca di luoghi sempre nuovi incontra Celestino, un bambino che vive l’esperienza dell’ospedale. Questa storia è stato lo stratagemma del mondo degli adulti per entrare in quello dei bambini, per suscitare il loro interesse ed invogliarli a esprimere paure, timori, bisogni, idee, pensieri. Per capire come vivono il rapporto con il loro corpo e con l’eventualità che questo si ammali.
La storia di Tilly e Celestino continua ad accompagnare i bambini in questo percorso grazie a Giochiamo con Tilly, un gioco per PC/Mac, distribuito a tutti i piccoli partecipanti insieme al libricino della storia e ad un gioco da tavolo che riprende le avventure dei nostri due eroi.
Tilly e Celestino sono due personaggi con cui i bambini si possono facilmente immedesimare, e in particolare Tilly è stata pensata per essere la guida ideale per la scoperta e l’esplorazione di un mondo che non si conosce e si teme. Tilly è colorata, simpatica, curiosa, girovaga, sa tante cose ma non fa la sapientona, non ti riempie la testa di parole per le spiegazioni ma ti accompagna e ti sostiene mentre tu esplori e conosci il mondo direttamente.
Il progetto ha richiesto ai bambini di confrontarsi con se stessi e di mantenere l’attenzione viva su un argomento per un periodo di tempo molto lungo. Attività molto faticose a tutte le età, ma lo è ancora di più in quello stadio dello sviluppo in cui si insegue la novità a tutti i costi e per gli adulti “sei solo un bimbo”.
L’esperienza vissuta, quindi, è stata unica e particolarmente emozionante
perché ha messo in evidenza tanti valori, dal punto di vista dei piccoli,
che noi adulti non consideravamo».