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Nenè Ribeiro:
un musicista, uno studioso, una bella testimonianza diretta per
iniziare a conoscere il mondo della musica popolare brasiliana.
Una serata
"culturale",
passata piacevolmente a comprendere, a capire, soprattutto a sentire.
Nel solito ambiente, un po' speciale, che é lo Zappa-Fermi.
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Testo di Giuliana Anelli
Personaggio curioso, questo Nenè, brasiliano, che si presenta allo sparuto
pubblico del Laboratorio musicale dell’Istituto Zappa Fermi, in una
temporalesca serata di maggio che certo invita più alle pantofole che ad
uscire.
Curiose le poche persone che sono lì presenti, a sentirsi raccontare da dove
nasce la musica brasiliana, quella popolare soprattutto.
E Nenè manifesta la sua nasalità brasiliana, quasi evidenziata con una punta
di orgoglio, nella parlata e nel canto. Poche canzoni, a dire il vero troppo
poche, suonate e cantate dal vivo che, però, immergono in una situazione
altra che non è la nostra e che vale la pena di conoscere. E quindi la
storia, narrata con competenza e con coinvolgimento, degli esordi di una
musica, quella degli indios, che nasce da uno stretto contatto con la
natura, quella musica e quel contatto che noi, forse abbiamo dimenticato.
La storia di un portoghese conquistatore che , oltre alla violenza, porta la
saudade del fado e della lingua.
Per arrivare ad una poliritmia africana che, nella sua atipicità, scombina
tutti i nostri parametri musicali.
Tutto legato alla storia di popoli, conquiste, storia e microstoria e
documentato dall’ascolto di brani musicali.
Una lezione concerto forse un po’ atipica rispetto a quelle che eravamo
abituati a “sentire” negli anni precedenti, ma non per questo meno
interessante. Anzi.
La bellezza della musica brasiliana , così ricca di suggestioni “altre”,
forse deriva proprio dalla capacità di mettersi in gioco e di rigenerarsi
continuamente nel confronto con l’alterità. Questo ci dice Nenè.
E forse non solo alterità musicale. Se è vero che la musica è davvero un
veicolo comunicativo che non comprende solo le note musicali della
partitura.
Personaggio curioso questo Nenè, che, direttore dell’Istituto Brasile-Italia
di Milano, ride compiaciuto del fatto che lo chiamino “dottore”. Ma io non
sono dottore, replica, e poi nenè in brasiliano vuol dire bebè! Te
l’immagini, dottor bebè!
Lascia il Brasile per far conoscere la musica brasiliana nel mondo.
I più curiosi di questa piovosa serata hanno incontrato una bella persona,
un’occasione in più.
Per quelli che non si faranno scoraggiare dalle eventuali intemperie e che
non si faranno tentare da un’allettante trasmissione televisiva,
l’appuntamento è per venerdì 14 maggio sempre alle ore 21.00 ( laboratorio musicale-Istituto Zappa Fermi)
per le origini afroamericane del Jazz.
Con noi Carlo Cerini ( chitarra elettrica jazz ) e Beppe Castellani ( sax
tenore).
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