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Immagini
dell'ambiente valtarese in questi giorni:
nebbie e pioggerelline autunnali
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Ecco alcuni semplici consigli
per i cercatori di funghi e per coloro che frequentano i boschi della
nostra valle in questi giorni.
Per prima cosa parliamo di
burocrazia:
se avete intenzione di raccogliere porcini o prodotti del sottobosco
munitevi dei permessi per accedere ai boschi e leggete le norme in materia (vedasi
regolamento). Ricordate di apporre sul permesso il vostro nome e la
data di accesso ai boschi prima di cominciare la ricerca e di rispettare i
giorni previsti per la raccolta. Lasciate l'apposito tagliando sul cruscotto
del vostro mezzo in un luogo visibile e in modo che si leggano le generalità
e la data.
Gli strumenti:
per la raccolta munitevi di un cestino in vimini o in legno (non usate buste
in plastica) e di alcuni semplici oggetti: un coltellino multiuso per la
pulizia dei funghi e dei prodotti trovati, un panno per la pulizia e la
ricopertura del raccolto ed un bastone affidabile; l'ideale é in legno di
castagno stagionato; deve essere leggero, flessibile e resistere bene alle
sollecitazioni. Una volta trovata la giusta lunghezza ed impugnatura
conservatelo: per molti rappresenta un portafortuna.
Non dimenticate il cellulare (comunque spento o silenziato): può essere utile in caso
di difficoltà. Ricordate che alcune volte, anche in zone non coperte dalle
reti tradizionali, é possibile raggiungere i centralini delle emergenze (112
Carabinieri o 118 pronto soccorso): usano ponti radio differenti e più
potenti dei soliti usati per la telefonia cellulare privata.
Il metodo:
rispettate il bosco e tutto quanto vi potete trovare; non rovinate il
sottobosco e le piante, anche quelle ritenute erroneamente infestanti; non
raccogliete e non danneggiate le varietà di funghi che non conoscete;
rispettate le proprietà private e le zone recintate e destinate a usi
diversi dalla raccolta.
Non esagerate con le ore di ricerca e con il grado di difficoltà dei
percorsi: la stanchezza gioca brutti scherzi e il bosco può trasformarsi
improvvisamente da un luogo di divertimento in un percorso di guerra. In
caso di pioggia i fondi diventano scivolosi e i vestiti diventano più
pesanti: la fatica si fa sentire prima e l'attenzione cala. La notte nel
bosco cala d'improvviso, soprattutto nelle giornate nebbiose o piovose. Non
raccogliete funghi di piccole dimensioni o di difficile riconoscibilità.
Ricordate, prima di consumarlo, di far controllare il vostro raccolto ad un
micologo.
L'abbigliamento:
usate un abbigliamento adatto e semplice. Ai piedi, calze leggere in cotone
con sopra dei morbidi calzettoni in lana, scarponcini o stivali regolabili
della giusta misura: provateli prima per brevi e semplici percorsi, in modo
che si adattino ai vostri piedi; i pantaloni devono essere
resistenti e sufficientemente resistenti, possibilmente chiusi alla base con
un elastico o un laccetto: nel bosco potreste inavvertitamente calpestare
degli insetti (api o vespe sono frequenti) e la chiusura impedirà loro di
pungervi. Usate una cintura resistente e lunga: in caso di necessità può
essere usata per vari scopi. Non copritevi eccessivamente, di solito basta
una camicia pesante e un capo senza maniche munito di tante tasche, chiuse
con cerniere o velcro: nel bosco in questa stagione non c'é mai troppo
freddo; semmai procuratevi un mantellina antipioggia pieghevole e delle
ghette impermeabili: le precipitazioni possono essere improvvise ed
abbondanti. Per finire un bel cappello resistente d impermeabile.
Il cibo:
portatevi delle bevande e dei cibi digeribili per un breve spuntino. Non
esagerate con le quantità e le calorie: l'eccesso appesantisce e gioca
brutti scherzi. Meglio fermarsi, dopo la ricerca, ad un buon ristorante. Non
mettevi subito alla guida se siete stanchi o avete sonno.
Non perdetevi:
per non perdervi, evitate di allontanarvi troppo dalle strade di accesso,
soprattutto se siete poco pratici dei luoghi: i funghi nascono dappertutto,
spesso vicino alle vie più frequentate e per questo meno osservate.Non
andate a funghi da soli: in coppia o in compagnia si rischia solo di
divertirsi di più.
In caso di smarrimento dei riferimenti, non fatevi prendere dal panico:
fermatevi e pensate ai vostri movimenti e cercate di percepire i rumori di
centri abitati o di strade ad alto scorrimento. Non cercate scorciatoie
improvvisate e non scendete troppo rispetto alla quota in cui siete; rifate
il cammino a ritroso finché non riuscite a ritrovare punti di riferimento
certi. Se trovate delle strade sterrate non conosciute e decidete di
seguirle, controllate bene che abbiano tracce ed impronte recenti (ad
esempio nelle pozzanghere): se imboccate una strada "tagliafuoco" o usata
dai boscaioli per il trasporto della legna potreste trovarvi in un
luogo completamente isolato e lontano dai centri abitati.
Risparmiate le forze e non cercate di fare arrampicate "impossibili" per il
solo fatto di cercare dei riferimenti.
Se perdete il contatto con una persona, chiamatela più volte a distanza di
pochi secondi e da posizioni diverse: i canaloni e le foglie spesso non
permettono al suono di propagarsi. Non camminate quando chiamate o cercate
di sentire: il rumore dei vostri passi e della vegetazione non vi permette
di sentire bene i suoni. Se la situazione si fa "pesante" (perdita di
contatto ad esempio per nebbia improvvisa o per temporale) per orientarvi
ricordatevi di ascoltare le campane delle chiese allo scoccare delle mezze
ore. Se vi perdete o perdete qualcuno, se ne avete la possibilità, non
aspettate l'oscurità per segnalare il fatto alla Protezione Civile e ai
Carabinieri. In ogni modo cercate di segnalare la vostra posizione
costantemente con urla ripetute e fischi.
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