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Tragedia sul massiccio del Maggiorasca:
un escursionista solitario, un
cinquantaseienne di Genova, Pierluigi Balli, è precipitato da un
pendio, perdendo la vita; il cadavere è stato recuperato, non senza
difficoltà, dal Soccorso Alpino, anche con l'ausilio di due
elicotteri. |


E’ stato recuperato
intorno a mezzogiorno di venerdì 13 gennaio il corpo di Pierluigi Balli,
alpinista cinquantaseienne genovese che ha perso la vita la notte precedente
sui ripidi pendii del gruppo del Monte Maggiorasca, non distante dalla
cascata dell’Acqua Pendente, nel comune di Santo Stefano d’Aveto, a pochi
chilometri dal confine con le provincie di Parma e Piacenza.
Con ogni probabilità è stato il ghiaccio a tradire l’escursionista,
facendolo precipitare in un canalone per diversi metri; nello suo zaino è
stata rinvenuta l’attrezzatura da ghiaccio – picozza e ramponi – che quindi
al momento dell’incidente non era utilizzata.
Anche le cause del decesso sono, molto probabilmente da imputare ai traumi
subiti durante la rovinosa caduta. Difficili le operazioni di ricerca e
recupero, che hanno impegnato circa 30 uomini del Corpo Nazionale di
Soccorso Alpino e Speleologico delle provincie di Parma, Piacenza e Genova,
due elicotteri, oltre ai Carabinieri ed ai Vigili del Fuoco.
L’allarme era scattato giovedì sera, intorno alle ore 23: il mancato rientro
dello sfortunato alpinista aveva messo in moto la macchina dei soccorsi,
facendo affluire prima le squadre liguri del Soccorso Alpino, competenti per
territorio, e successivamente le vicine stazioni di Parma e Piacenza.
Il ritrovamento è avvenuto intorno a metà mattinata – spiega Gianluca
Martini, Vice Capo della Stazione del Soccorso Alpino “Monte Orsaro” di
Parma, che ha partecipato alle operazioni – quando una nostra squadra a
terra ha individuato il corpo precipitato nel canale ghiacciato, non
distante dal sentiero. Subito sono state fatte confluire tutte le forze nel
punto del ritrovamento, a quota 1400 metri circa. Si sono levati in volo -
ha continuato Martini – due elicotteri, uno dei Vigili del Fuoco e
l’eliambulanza del Soccorso Alpino Emilia Romagna di stanza a Pavullo nel
Frignano, dotato di verricello per recuperi in zone impervie.
Proprio da questo velivolo sono stati sbarcati un tecnico di elisoccorso
insieme ad un medico rianimatore, i quali hanno dapprima constatato il
decesso dell’uomo e subito dopo – una volta ottenuto il nulla osta
dall’Autorità Giudiziaria - organizzato il recupero della salma attraverso
il verricello; una volta giunti a Santo Stefano questa è stata trasferita su
un’ambulanza e infine trasportata – ha concluso Martini - all’Ospedale San
Martino di Genova a bordo dell’elicottero dei Vigili del Fuoco.

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