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Massiccio del Maggiorasca 13 Gennaio 2011 02

Immagine del recupero della salma

Tragedia sul Maggiorasca,
escursionista precipita da pendio
 

 

Testi e foto a cura del SAER
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Tragedia sul massiccio del Maggiorasca: un escursionista solitario, un cinquantaseienne di Genova, Pierluigi Balli, è precipitato da un pendio, perdendo la vita; il cadavere è stato recuperato, non senza difficoltà, dal Soccorso Alpino, anche con l'ausilio di due elicotteri.

    

E’ stato recuperato intorno a mezzogiorno di venerdì 13 gennaio il corpo di Pierluigi Balli, alpinista cinquantaseienne genovese che ha perso la vita la notte precedente sui ripidi pendii del gruppo del Monte Maggiorasca, non distante dalla cascata dell’Acqua Pendente, nel comune di Santo Stefano d’Aveto, a pochi chilometri dal confine con le provincie di Parma e Piacenza.

Con ogni probabilità è stato il ghiaccio a tradire l’escursionista, facendolo precipitare in un canalone per diversi metri; nello suo zaino è stata rinvenuta l’attrezzatura da ghiaccio – picozza e ramponi – che quindi al momento dell’incidente non era utilizzata.

Anche le cause del decesso sono, molto probabilmente da imputare ai traumi subiti durante la rovinosa caduta. Difficili le operazioni di ricerca e recupero, che hanno impegnato circa 30 uomini del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico delle provincie di Parma, Piacenza e Genova, due elicotteri, oltre ai Carabinieri ed ai Vigili del Fuoco.

L’allarme era scattato giovedì sera, intorno alle ore 23: il mancato rientro dello sfortunato alpinista aveva messo in moto la macchina dei soccorsi, facendo affluire prima le squadre liguri del Soccorso Alpino, competenti per territorio, e successivamente le vicine stazioni di Parma e Piacenza.

Il ritrovamento è avvenuto intorno a metà mattinata – spiega Gianluca Martini, Vice Capo della Stazione del Soccorso Alpino “Monte Orsaro” di Parma, che ha partecipato alle operazioni – quando una nostra squadra a terra ha individuato il corpo precipitato nel canale ghiacciato, non distante dal sentiero. Subito sono state fatte confluire tutte le forze nel punto del ritrovamento, a quota 1400 metri circa. Si sono levati in volo - ha continuato Martini – due elicotteri, uno dei Vigili del Fuoco e l’eliambulanza del Soccorso Alpino Emilia Romagna di stanza a Pavullo nel Frignano, dotato di verricello per recuperi in zone impervie.

Proprio da questo velivolo sono stati sbarcati un tecnico di elisoccorso insieme ad un medico rianimatore, i quali hanno dapprima constatato il decesso dell’uomo e subito dopo – una volta ottenuto il nulla osta dall’Autorità Giudiziaria - organizzato il recupero della salma attraverso il verricello; una volta giunti a Santo Stefano questa è stata trasferita su un’ambulanza e infine trasportata – ha concluso Martini - all’Ospedale San Martino di Genova a bordo dell’elicottero dei Vigili del Fuoco.

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