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Borgotaro - Baselica, Molinatico, Cogena e Dintorni  Febbraio 2003 02

Immagini della natura

Sotto zero, camminando nei boschi di Baselica

 

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Tramonto sulla Valle

Tramonto sulla Valle: qualche istante dopo

Tramonto invernale nel faggeto

Rovine, vecchi sassi ancora in piedi

Rovine con vista

La vista: Belforte

Il lago nel bosco di Baselica: quello che resta

Il lago nel bosco di Baselica: quello che ne resta

Il lago nel bosco di Baselica: quello che resta

L'abbraccio del ghiaccio

Le canne palustri, dopo il freddo dell'inverno

Il lago nel bosco di Baselica: quello che resta

Le canne, dopo il freddo dell'inverno

Le canne, dopo il freddo dell'inverno

Le canne, dopo il freddo dell'inverno

Funghi e neve

Vecchi tronchi nella neve

Funghi e neve

L'acqua, dopo la neve

L'acqua, dopo la neve

L'acqua, dopo la neve

Primi germogli

Primi germogli

Primi germogli

La sorgente d'acqua nel bosco

La sorgente d'acqua nel bosco

La sorgente d'acqua nel bosco

Tramonto nel faggeto

Tramonto nel faggeto

Tramonto nel faggeto

Tramonto nel faggeto
 
Tramonto nel faggeto: qualche minuto dopo
Testi e foto di Mauro Delgrosso


 

Qualche anno fa, dopo aver risalito ogni torrente, ogni canalone della Valle, in cerca di trote e di emozioni,  scoprii e cominciai ad amare una valle straordinaria, piena di vita, di sorprendenti e strane costruzione: l'alta valle del Cogena. Quella stessa zona che fu devastata da una gigantesca frana, che in pochi giorni spazzò via un intero versante, distruggendo antiche case e strade.
E generò una serie di laghi; due erano particolarmente belli. Ricchi di pesce, di anfibi, di uccelli e di vita come non mai.
Ora, giorno dopo giorno, i laghi si stanno richiudendo, si stanno trasformando in acquitrini, purtroppo privi di vita; intanto le ferite delle frane, poco a poco, scompaiono.
Gli alberi nascono e la foresta ricresce, forte.

Il freddo intenso di questi giorni consente di andare a visitare questi luoghi senza rischiare di affondare nel terreno, reso molle dalla grande presenza di acqua: la crosta ghiacciata sostiene bene il peso di una persona. Ed ecco che, dopo pochi istanti, il solo rumore che mi accompagna é quello dei miei passi nella neve, nel ghiaccio, nella neve.
Cammino per ore, guardo, osservo, ascolto. Fotografo.
Mi rendo conto che i paesaggi sono in continua evoluzione, in movimento. Che alcune case sono state ricostruite, altre demolite, forse per impiegarne le bellissime e antiche pietre altrove.
Ad un certo punto sento anche delle voci, voci di bambini che giocano a pallone, vicino ad una vecchia casa. Un immagine quasi surreale, in questo immenso freddo. I laghi si chiudono, ma la vita e gli uomini stanno ricominciando a tornare. Dopo oltre trent'anni.
Non so se é bene o se é male: so solo che la vita, quella dell'uomo, poco alla volta é tornata in questi luoghi. 

Per vedere come erano questi luoghi, solo qualche mese fa:

http://www.valtaro.it/speciali/cogena/

Altre immagini delle cascate del torrente Cogena, inviateci da un lettore:

http://www.valtaro.it/liviomuzio/index.htm