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Click per ingrandire |

Tramonto sulla Valle |

Tramonto sulla Valle: qualche istante dopo |

Tramonto invernale nel faggeto |

Rovine, vecchi sassi
ancora in piedi |

Rovine con vista |

La vista: Belforte |

Il lago nel bosco di
Baselica: quello che resta |

Il lago nel bosco di
Baselica: quello che ne resta |

Il lago nel bosco di
Baselica: quello che resta |

L'abbraccio del ghiaccio |

Le canne palustri, dopo il freddo
dell'inverno |

Il lago nel bosco di
Baselica: quello che resta |

Le canne, dopo il freddo
dell'inverno |

Le canne, dopo il freddo
dell'inverno |

Le canne, dopo il freddo
dell'inverno |

Funghi e neve |

Vecchi tronchi nella neve |

Funghi e neve |

L'acqua, dopo la neve |

L'acqua, dopo la neve |

L'acqua, dopo la neve |

Primi germogli |

Primi germogli |

Primi germogli |

La sorgente d'acqua nel
bosco |

La sorgente d'acqua nel
bosco |

La sorgente d'acqua nel
bosco |

Tramonto nel faggeto |

Tramonto nel faggeto |

Tramonto nel faggeto |

Tramonto nel faggeto |
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Tramonto nel faggeto:
qualche minuto dopo |
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Testi e foto di
Mauro Delgrosso |
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Qualche anno fa,
dopo aver risalito ogni torrente, ogni canalone della Valle, in cerca di
trote e di emozioni, scoprii e cominciai ad amare una valle
straordinaria, piena di vita, di sorprendenti e strane costruzione: l'alta
valle del Cogena. Quella stessa zona che fu devastata da una gigantesca
frana, che in pochi giorni spazzò via un intero versante, distruggendo
antiche case e strade.
E generò una serie di laghi; due erano particolarmente belli. Ricchi di
pesce, di anfibi, di uccelli e di vita come non mai.
Ora, giorno dopo giorno, i laghi si stanno richiudendo, si stanno
trasformando in acquitrini, purtroppo privi di vita; intanto le ferite delle
frane, poco a poco, scompaiono.
Gli alberi nascono e la foresta ricresce, forte.
Il freddo intenso di
questi giorni consente di andare a visitare questi luoghi senza rischiare di
affondare nel terreno, reso molle dalla grande presenza di acqua: la crosta
ghiacciata sostiene bene il peso di una persona. Ed ecco che, dopo pochi
istanti, il solo rumore che mi accompagna é quello dei miei passi nella
neve, nel ghiaccio, nella neve.
Cammino per ore, guardo, osservo, ascolto. Fotografo.
Mi rendo conto che i paesaggi sono in continua evoluzione, in movimento. Che
alcune case sono state ricostruite, altre demolite, forse per impiegarne le
bellissime e antiche pietre altrove.
Ad un certo punto sento anche delle voci, voci di bambini che giocano a
pallone, vicino ad una vecchia casa. Un immagine quasi surreale, in questo
immenso freddo. I laghi si chiudono, ma la vita e gli uomini
stanno ricominciando a tornare. Dopo oltre trent'anni.
Non so se é bene o se é male: so solo che la vita, quella dell'uomo, poco
alla volta é
tornata in questi luoghi.
Per vedere come
erano questi luoghi, solo qualche mese fa:
http://www.valtaro.it/speciali/cogena/
Altre immagini delle
cascate del torrente Cogena, inviateci da un lettore:
http://www.valtaro.it/liviomuzio/index.htm
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