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E' iniziata
la stagione dei funghi, con già in queste ore un buon afflusso di
cercatori e di appassionati di cucina: é quasi d'obbligo
un'intervista a Michele Porcari, presidente della Strada del Fungo
Porcino di Borgotaro. Una chiacchierata informale, davanti ad un
aperitivo, affrontando tanti temi, un po' a ruota libera. |
Michele Porcari, 34
anni, conosciuto e stimato imprenditore bedoniese, da poco trasferitosi a
Borgotaro, parla della sua esperienza pluriennale di
presidente della Strada del Fungo Porcino di Borgotaro, un'importante ed
efficace struttura di promozione del nostro territorio e dei suoi prodotti,
il fungo porcino in testa.
D.
Michele, a quasi
due anni dalla tua elezione, quali sono le tue impressioni sulla tua
esperienza?
R.
Ottime! Penso che stiamo facendo un
buon lavoro, al servizio di tutto il comparto enogastronomico e turistico
locale. I risultati tangibili sono sotto gli occhi di tutti, con oltre mezzo
centinaio di aderenti privati e con l'iscrizione di un buon numero di Enti
pubblici e associazioni di categoria. L'elenco della manifestazioni, sempre
di alta qualità e qualificanti, patrocinate o gestite dalla Strada, é
altrettanto ben nutrito. Ho avuto la fortuna di ereditare una situazione in forte e positiva crescita, maturata
grazie alle intuizioni e al solito lavoro instancabile di Alessandro Cardinali,
precedente presidente e
attualmente ancora membro del consiglio. C'é un forte spirito di
collaborazione e di proposizione tra gli iscritti, interessati in modo
tangibile dai benefici delle varie azioni di promozione. Basti pensare alla
semplice, ma fondamentale, cartellonistica, presente ora in ogni angolo di
montagna, ai pieghevoli distribuiti in decine di manifestazioni e al sito
internet che lavora in continuazione, con centinaia di contatti al giorno.
In questi anni si sono moltiplicate le attività promozionali, e con queste,
anche gli iscritti: in modo costante, senza "spingere" neanche
tanto, c'é stato un incremento di adesioni incredibile. Senza mai qualcuno
che si sia "tirato indietro". Non é poco, per un'associazione che
vive con pochissime risorse e con il contributo di tutti. Anche le sinergie
sono diventate tantissime: ad esempio, ad ogni gara di bici che si svolge
localmente, altra mia grande passione, vengono distribuite centinaia di
borsine della Strada, contenenti tantissimo materiale promozionale e
informativo.
D.
Quanto tempo
della tua vita dedichi a questa attività?
R.
Tanto, forse a volte anche un po' troppo; magari anche a scapito
della mia attività imprenditoriale, tutto sommato abbastanza impegnativa. Ogni tanto,
dopo qualche riunione infinita a Bologna, dopo qualche sfacchinata
promozionale in qualche angolo di mondo, dopo qualche pomeriggio passato a
fare progetti o cercare di far quadrare i conti, si sente il peso della
fatica. Ma si continua ugualmente, in fondo lo si fa con grande piacere e con grande serenità, consapevole
del ruolo importantissimo giocato dalla Strada a favore di tutti quelli che,
con grandissimi sacrifici e tra mille difficoltà, hanno deciso di fare
impresa nel settore enograstronomico e turistico della nostra montagna. Lo
si fa per creare una squadra di imprese vincenti.
D.
Una domanda che sarà venuta in mente
a molti... Percepisci un
compenso per la tua carica di presidente?
R.
No, non é previsto nessun compenso per chi amministra le strade. La
struttura é regolata da una legge regionale che non prevede compensi e
purtroppo non
prevede utili: é il rovescio della medaglia di una struttura di sola
promozione; campiamo, se così si può dire, solo con le quote associative e con interventi
speciali. Fortunatamente, da alcuni mesi, dopo le fatiche "a
scavalco" di Sandra Montelli che ha messo in piedi l'Associazione con
Alessandro, la Strada si avvale della preziosa collaborazione di Angela
Gotelli: almeno, così, alcuni compiti di organizzazione generale e di
coordinamento pratico, possono essere svolti senza togliere tempo alla
propria vita privata e al lavoro. E con risultati evidenti. Ecco, ora
che ci penso, la Strada é riuscita a creare un nuovo significativo posto di
lavoro: anche questo, permettetemelo, é un piccolo successo.
D.
Beh, qualcosa ci guadagnerai...
R.
In tutta questa attività, la mia vera fonte di ricchezza, almeno per quello
che mi riguarda, la percepisco nel mio accrescimento interiore e
professionale: come presidente, ho sempre l'occasione di frequentare persone
di grande spessore umano, di grande capacità professionale; gli ambienti
regionali hanno sempre molto da insegnare e questo sia in ambito privato che
in quello pubblico. Bisognerebbe che un po' tutti i giovani manager locali
cercassero di sviluppare delle esperienze simili: ne trarremmo giovamento
tutti, soprattutto nel mondo dell'impresa; imparando ad avere delle visioni
progettuali che poi possano essere alla base di idee vincenti. Imparando a
giocare in squadra, in un'ottica di rete.
D.
Esistono
collaborazioni o scambi con le altre Strade enogastronomiche dell'Emilia
Romagna?
R. Parliamo e cerchiamo di
collaborare un po' con tutte, anche con quelle più lontane, allo scopo di
fare sistema, per essere più efficaci in un mercato turistico ogni giorno
sempre più difficile e competitivo; devo però dire che é nato un rapporto
speciale con la Strada del Prosciutto, soprattutto grazie alla simpatia e
alla vulcanicità del suo presidente, Mario Schianchi. Con lui basta una
telefonata per mettere in piedi, con successo, una manifestazione, anche
dall'altra parte del mondo. E' un personaggio pratico, uno che risolve i
problemi senza fare tante storie. Forse, per questo suo carattere solare,
privo di peli sulla lingua, a volte, può non risultare simpatico a tutti:
sicuramente é un nostrano.
D. Dopo
tanti aspetti positivi, per chiudere l'intervista un po' in controtendenza
rispetto al solito, mi chiedo se sia mai possibile che in questi due anni di
attività, non siano emersi dei problemi.
R. Purtroppo si, sarebbe
assurdo non ammetterlo; prima di tutto la carenza cronica di fondi, un male
tipicamente italiano. La Regione Emilia Romagna e gli Enti Locali fanno un
po' quello che possono ma alla fine dobbiamo sempre,
come si dice, "fare le nozze con i fichi secchi". Se gli aderenti
della Strada non si facessero in quattro, fornendo materie prime e tanta
manodopera, sarebbe impossibile tirare avanti. Sono cinque anni che la quota
di adesione (105 Euro!) non viene toccata: questo viene fatto per non
appesantire la già difficile situazione di tante aziende che operano in
Appennino. Ci sarebbero sempre tante idee da valutare, tanta
voglia di fare: a volte, queste azioni positive, sono ridimensionate o,
peggio, accantonate per la mancanza di
sostegni finanziari.
Anche la poca capacità di dialogo tra gli Enti, spesso rappresenta un
ostacolo non da poco: si perde tantissimo tempo, finendo, a volte, per
vedersi sfuggire delle occasioni uniche. Un altro difetto, forse il
peggiore e su cui bisognerà lavorare molto, lo vedo nel non aver ancora
imparato ad essere più efficaci nel ragionare in un'ottica di rete, in
un'ottica di territorio unito nell'affrontare mercati sempre più globali e
per questo sempre più difficili da capire e da interpretare.
Per altri articoli
sulla Strada del Fungo e su Michele Porcari:
www.valtaro.it/stradafungo2004/index.htm
www.valtaro.it/stradaborgo/index.htm
www.valtaro.it/autofunghi/index.htm
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