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Mario
Tommasini, esempio di grande e tenace uomo libero, che
ha creduto, per primo e senza riserve, al progetto delle Case di
Tiedoli, ci ha lasciato. Una città e un'intera provincia lo piangono,
consapevoli di una grave perdita. |
E' morto Mario
Tommasini, un grande uomo, veramente libero nei pensieri, nei sentimenti,
nelle azioni.
Rifletto su quanto sto per scrivere, immagino i miei pensieri, organizzo i
tanti ricordi; quasi senza accorgermene, per un attimo, prendo in mano il
cellulare: penso per una frazione che proverò il dolore di dover cancellare
dalla rubrica un altro numero importante; non potrò più contare su una
bella e inconfondibile voce amica. Non riceverò più delle telefonate,
tanto improvvise quanto ricche di gioia di vivere.
Mario aveva un grande cuore, con dentro tanto spazio per gli altri, per
tutti gli altri. Aveva una grande mente, sempre piena di progetti
fantastici, rivolti a far stare bene l'umanità, a realizzare le legittime
aspirazioni degli esseri umani. Ho avuto l'onore e grande privilegio di
averlo conosciuto da vicino, di averlo frequentato, soprattutto durante
l'avvio del bel progetto delle Case di Tiedoli; ho avuto la fortuna di
vederlo all'opera, inarrestabile e determinato nell'arrivare là dove tanti
altri non riuscivano a giungere, neanche con un pezzo della loro fantasia.
Aveva e trasmetteva il grande dono della magia generata dall'utopia buona,
dall'ottimismo: lo faceva attraverso il suo sguardo, le sue parole convinte,
i suoi gesti spontanei; la sua era una magia contagiosa, energetica, fonte
di vita, soprattutto di vera libertà.
Sapeva infrangere tutte le barriere e i vincoli imposti dalle scelte comode,
dalle posizioni di rendita, dai pensieri deboli. Sapeva essere un
combattente tenace, portava avanti le sue battaglie con grande
determinazione, senza mai però perdere neanche un atomo della sua umanità.
Aveva la grande dote di saper sempre cercare, e quindi di trovare, una via
di dialogo con tutti; toccando, con grande discrezione e sensibilità, gli
angoli più intimi e più belli che ognuno di noi sa di avere, e che spesso
si ha paura di scoprire.
Fu un grande innovatore, un grande ed efficace distruttore di muri mentali e
fisici, un filosofo innamorato della vita, che sapeva oltrepassare con
facilità e disarmante semplicità i confini del pregiudizio, dei luoghi
comuni.
Come quando aprì per primo i manicomi di Parma e poi d'Italia, liberando e
restituendo alla vita centinaia di reclusi innocenti, vere vittime inermi
della nostra società; come quando si dedicò al mondo dimenticato degli
anziani, facendoli uscire dagli ospizi, dalle case di riposo, ridando loro
la dignità di una vita meritatamente vissuta. Come quando fece breccia
nelle mura delle carceri, per cercare di recuperare tanti giovani finiti
male.
Come quando, in Valtaro, adottò e accolse nel suo cuore il grande progetto
delle Case di Tiedoli.
Avrei tanto da raccontare su di lui, su quello che ha fatto in Valtaro e per
la nostra montagna; mi accorgo che tanti pensieri e tanti ricordi riguardano
la sfera privata, forse da ponderare, forse da custodire gelosamente.
Pensando a lui, mentre tento di rendergli onore con queste parole, non posso
fare a meno di vederlo, almeno per un attimo, seduto sul grande prato verde
davanti alla chiesa di Tiedoli; circondato dai visi allegri di tanti amici,
con in mano un bicchiere di vino, mentre canta felice con tutta la sua
forza, accompagnato dalla fisarmonica di Claudio.
E' un'immagine che mi accompagnerà per sempre, che emergerà dalla mia
memoria, come immagino che accadrà in quella di tante persone che hanno
conosciuto Mario Tommasini, ogni volta che metterò piede a Tiedoli; e dove
sono sicuro che vedrò i suoi progetti continuare a vivere.
Per conoscere alcune delle importanti attività svolte da Mario Tommasini in
Valtaro, soprattutto a Tiedoli:
www.valtaro.it/case_tiedoli2005/index.htm
www.valtaro.it/tiedoli2004/index.htm
www.valtaro.it/tiedoli2003/index.htm
www.valtaro.it/tiedolicastagne/index.htm
www.valtaro.it/tiedoli/index.htm
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