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Un eroe di Borgotaro,
 Luigi Cacchioli - Vigile del Fuoco a N.Y.
Testo Ufficiale del Sindaco di Borgotaro L'uomo L'attesa
L'arrivo Le memorie Borgotaro-USA
Incontro con Dio Memoria  Fratelli!

 Borgo Val di Taro, 6 dicembre 2001

E' passata una notte e il ricordo della giornata trascorsa insieme a Luigi Cacchioli é vivissimo. Gli eroi non sono solo quelli "classici", in grado di distruggere il "nemico"! No, sono quelli che donano la propria vita, la propria esistenza per il bene e la sopravvivenza degli altri.

Photogallery della giornata

Click per ingrandire le foto
L'uomo

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L'attesa  ore 12.00

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Tutti pronti
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Bandiere
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Amici
 
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La folla
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Autorità e Teresa
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"Fiat lux"
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Amici e la "sorpresa" Raphael
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La stampa
 
Vigili del Fuoco
L'arrivo ore 12.30

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Eccolo! 
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La gente
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 Raphael Manganiello
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Sorpresa parte I
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Sorpresa parte II
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Le scale della storia

Quanto tempo!

 l'Alpino

Quanto tempo ancora!
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Luigi
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Memorie
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Tom Skipper
Le memorie ore 13.00

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La voce ai ricordi
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La voce ai ricordi
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La voce ai ricordi
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La voce ai ricordi
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Jim Carney
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La voce ai ricordi
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Fratelli!
Borgotaro e Stati Uniti ore 13.30

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Firme per ricordare
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Firme per ricordare
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Firme per ricordare
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Testimonianze 
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Testimonianze
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Testimonianze
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Testimonianze
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Testimonianze
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La consegna della pergamena: uniti!
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La medaglia
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Gli ufficiali
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Scambi
Incontro nella casa del Signore ore 14.00

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Incontro con Dio
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I banconi di Sant'Antonino

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La voce ai ricordi
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La luce di un giorno di dicembre: i caduti
Memoria per sempre ore 14.30

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L'attesa
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Per sempre
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Insieme per ricordare i caduti
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L'inno, i ricordi
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Con Ernesto
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L'inno, la memoria
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Autorità
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Mirco!
Fratelli, vigili del fuoco ore 15.00

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Esperienze comuni
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"I Pompieri", la forza del coraggio
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Luigi e Paolo
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Luca
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Paolo e Luigi
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Mario!
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Le esperienze
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Le esperienze
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Fratelli!
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Felici di essere insieme
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Felici di essere insieme
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Felici di essere insieme
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Felici di essere insieme
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Felici di essere insieme
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La torta...
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Senza parole!
Testi e foto di Mauro Delgrosso
 
Cosa ho visto? Cosa ho percepito? Cosa ho provato ieri?

Tanto affetto, tanta solidarietà, tanta stima. Ho sentito solo parole serie, pesanti, sentite; parole associate a cose concrete, ad avvenimenti drammatici e sconvolgenti. A fatti che segnano l'anima, che portano a vivere la vita in modo diverso, ad avere visioni e punti di vista mai presi in considerazione. Ho risentito dei termini come ONORE, SOLIDARIETA', FRATELLANZA usati in modo opportuno, non sprecati e oltraggiati come troppo spesso accade.
Anche il modo di ricordare tutti insieme i fatti del tragico 11 settembre mi hanno toccato: un testimone, uno di quelli veri, uno di quelli che "c'erano in mezzo", non "di fianco", un racconto. Fatto con il cuore, non con la mente. Luigi, un fiume in piena di emozioni e di parole: forza e coraggio allo stato puro.
Il silenzio attento dei presenti nella Sala del Consiglio di Borgotaro. La commozione sincera di tanti; le mandibole serrate e gli occhi lucidi dei tanti pompieri, delle forze dell'ordine e degli operatori del mondo del volontariato. Gli si poteva leggere sul volto la solidarietà e la condivisione di tante esperienze comuni, anche se vissute a chilometri di distanza, in un altro continente.

Ho avuto, e continuo volutamente e in modo forse egoistico a parlare al singolare, la fortuna di avere una testimonianza diretta che mi può aiutare a capire situazioni indescrivibili. Non erano foto, non era un sito internet, non era un film di Hollywood: era la realtà e a raccontarmela era un amico, un "nostrano", un fratello. Una persona fidata, con i miei stessi sentimenti e le mie stesse origini culturali. Pochi attimi e la vita che si mescola con la morte, l'eroismo con la paura, la solidarietà con l'indignazione e l'incapacità a comprendere (chi potrebbe mai riuscirci?) come degli esseri umani possano essere talmente feroci e bestiali. Come si possa arrivare ad odiare in questo modo la vita e l'essenza dell'uomo. Hanno ferito New York, la città più multietnica del mondo: hanno colpito loro stessi, la loro speranza; hanno ucciso la loro stessa fede. New York che per secoli ha accolto benevolmente i nostri emigranti e i rifugiati di ogni parte del mondo, che ha sempre dato un'opportunità a intere generazioni, che ha difeso deboli ed indifesi. Una città che ha accolto un piccolo "Luigi da Borgotaro", quando aveva solo 10 anni e non conosceva neanche una parola d'inglese. New York che ha sempre generato cultura e rispetto per le idee diverse.

Ma ho visto e percepito anche speranza, essenza vitale, energia: la vita continua, deve continuare, meglio di prima. Più attenta di prima.

Sono sicuro che le radici borgotaresi di Luigi Cacchioli lo hanno aiutato a sopravvivere anche a questo disastro: durante il suo racconto ho sentito in lui tutta la forza dei nostri monti, della nostra fede, delle origini. Ha detto "sono qui per curarmi, e la vostra presenza é la mia miglior cura". I suoi monti, la sua gente, la sua aria sono sicuro che generosamente lo aiuteranno ancora. Dopo ieri, io, e sono sicuro come tutti quelli che ieri lo hanno festeggiato, sono pronto ad aiutarlo, sempre in ogni momento.

Luigi ha parlato commosso dei suoi 343 fratelli caduti nel portare soccorso nel luogo dell'attentato e dei fratelli di Roma: ci ha insegnato cosa vuol dire fratellanza e solidarietà.

Sono onorato di averlo conosciuto.


Di seguito riportiamo il discorso ufficiale di Salvatore Oppo, Sindaco di Borgotaro, in onore di Luigi Cacchioli e degli ospiti statunitensi.

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“CERIMONIA IN ONORE DEI CADUTI DELL’11 SETTEMBRE 2001

L’11 settembre 2001 la Comunità Borgotarese ha vissuto in diretta il tragico episodio che ha colpito New York.

Ha vissuto in diretta il folle attentato terroristico di un comando suicida che voleva abbattere il simbolo di una città cosmopolita quale è New York che da sempre è stata una città aperta ed ospitale a tutti coloro che volevano cambiare il loro stato sociale cercando in quella città le sorti e le migliori fortune che a volte il loro paese natale non era riuscito a dare loro.

Borgotaro è ben conscia di questo fatto. Decine e decine di borgotaresi hanno visto negli anni in questa città  un punto di arrivo, una soluzione ai loro problemi economici alle loro ansie di poter garantire alle loro famiglie certezze e sicurezze sociali.

Due grandi esodi verso New York dopo la fine della 1^ e 2^ guerra mondiale, non solo da Borgotaro, ma da tutta l’Alta valle del Taro e del Ceno.

E da New York i nostri emigranti ritornavano testimoniando la possibilità in quella terra lontana di poter lavorare, con fatica certamente, ma nella convinzione che erano stati ben accetti, che si erano perfettamente integrati e che il risultato era quello che si aspettavano e di questo erano contenti.

E’ per questo che l’11 settembre, nel primo pomeriggio di quella giornata che sarà impossibile dimenticare, davanti ad un piccolo schermo di un computer abbiano trepidato, abbiamo visto con angoscia e con sofferenza le immagini che via internet ci giungevano da New York, da una città che abbiamo la pretesa di considerare un po’ anche nostra.

Ci siamo interrogati per sapere se  la nostra Comunità avesse dovuto registrare qualche perdita umana, siamo riusciti a metterci in contatto, seppure con fatica,  con un rappresentante della nostra Comunità Borgotarese, Capitelli Gian Franco e, sempre via internet, abbiamo, per nome suo, espresso i nostri sentimenti di dolore per una tragedia che anche ora non siamo riusciti a capire e a spiegarci.

Ora le due torri non esistono più, sono state cancellate, rase al suolo, ma certamente lo scopo che si prefiguravano i terroristi non è stato raggiunto.

Tutta la Comunità mondiale ha trovato la forza di reagire e di coalizzarsi contro il terrorismo. La guerra contro il terrorismo crediamo che sarà lunga e non senza sacrifici  ma ci auguriamo,  e lo desideriamo vivamente, e questo pensiero è al di sopra delle nostre preghiere, che alla fine sia la pace a prevalere.

La Comunità Borgotarese  nel primo Consiglio Comunale, tenutosi subito dopo l’11 settembre ha voluto ricordare.

Tanti sono i modi con i quali una Comunità ricorda la sua storia.

 Tanti sono i segni che servono per ricordare.

I segni di civiltà lasciati sul terreno e riscoperti a testimonianza di usi e costumi passati. I segni della toponomastica. I segni lasciati sulla carta. Borgotaro ha la fortuna di essere in possesso dei suoi antichi statuti quattrocenteschi dati dai Fieschi e di innumerevoli libri dei Convocati nei quali è raccolta la storia di oltre 200 anni sino a tutto il settecento.

 I segni della mano dell’uomo che ha costruito e realizzato chiese, palazzi, vie, giardini, affreschi, dipinti e monumenti. Ma non ultimo e certamente molto importanti sono i segni che si trovano all’inizio delle vie e che servono per orientarci e naturalmente per ricordare.

Le vie di Borgotaro ricordano ai suoi cittadini la propria storia passata e recente.

Ricordano i loro Signori, i loro Dominatori, i loro uomini famosi musicisti, condottieri, gli episodi che hanno segnato la storia della Nazione, la Liberazione dal periodo nazifascista, gli uomini che hanno contribuito a questa Liberazione. Le date da non dimenticare perchè hanno segnato la nostra storia e tra queste anche l’11 settembre 2001.

Questo segno consentirà ai nostri cittadini, ai loro figli di ricordare, di fissare questa data nella storia della nostra Comunità, perchè con questa data noi vogliamo tra tutto ricordare il legame forte che si lega a quella città New York che ha dato ospitalità a tanti nostri cittadini che cercavano e hanno trovato risposta alle loro richieste di aiuto e tra questi naturalmente il vigile del fuoco Luigi Cacchioli che è corso in aiuto, mettendo in pericolo la sua stessa vita, di cittadini di cui non conosceva le origini ma che New York aveva legato sotto il proprio cielo così come ha fatto con i nostri figli.                                                

  IL SINDACO

(Dr. Oppo Salvatorangelo)

 Borgo Val di Taro 6.12.2001

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