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Presentato
il nuovo libro di Giacomo Bernardi su Borgotaro:
un testo importantissimo scritto con passione, come sempre con grande
capacità. La storia e la cultura di un paese, viste attraverso i
tanti segni e le testimonianze del passato. Un percorso guidato e
ragionato per imparare ad avere sensibilità nuove. |

Un altro libro
fondamentale per la storia di Borgotaro, un'altra testimonianza del legame
profondo che lega Giacomo Bernardi al paese; l'autore si dimostra sempre
più bravo, sempre più convincente ad emozionare il lettore facendo
cultura.
"Borgotaro: qualcosa che conosco" é il titolo
dell'ultima fatica, dell'ultima creatura storica di Giacomo, venuta alla
luce dopo una gestazione durata anni, presentata alla fine dell'estate,
quasi inaspettatamente. L'autore, in 120 pagine frutto di una catalogazione
e di una ricerca attenta, ponderata e sensibile, con il solito piacevole
stile asciutto e accorato, racconta e spiega tanti angoli, tante visioni
quasi impercettibili, tanti significati di Borgotaro; anche di quella che
non esiste più, anche di quella che ci siamo abituati a non riconoscere
più. Ricostruisce, narrando anche in prima persona, tanti aspetti di vita,
legandoli intelligentemente ad episodi, a volte tragici, che l'autore, come
molta della popolazione, ha vissuto direttamente; cogliendo spesso
l'occasione per trasmettere le emozioni, ormai a noi quasi incomprensibili,
di in una gioventù quasi epica ai nostri occhi, collocata nell'immediato
dopoguerra. Il libro si legge tutto d'un fiato, con attenzione estrema, con
grande curiosità.
Giunti alla fine, sfogliando l'indice e ripercorrendo il percorso logico
della pubblicazione, ci si chiede quanto altro non conosciamo del territorio
in cui viviamo. Giunti alla fine, viene spontanea la voglia di prendere ed
andare a rivedere quei luoghi, quei particolari citati nel testo. Di
rivivere per un attimo le tragedie delle guerre, giunte fino a noi con le
parole dell'incisione di una lapide; di toccare con mano i pezzi di storia
più antichi, racchiusi in poche parole latine; di ripensare a modi di
vivere perduti e ricostruiti attorno alla personalità di qualche
personaggio, rimasto famoso nell'immaginario collettivo; rimasto addirittura
nelle pieghe del nostro dialetto.

Il libro di Bernardi ha una serie di grandi e indiscutibili meriti.
Appare evidente, fin dalle prime righe, che é un testo facile e piacevole
ma allo stesso tempo scientificamente solido, storicamente accurato, quindi
facilmente adottabile in percorsi di studio scolastici, anche rivolti a
giovani. Tutti i nostri studenti dovrebbero leggerlo, almeno conoscerne
l'esistenza.
Fa riflettere il lettore su tanti particolari, su tante testimonianze
storiche che ci circondano e che ci "parlano" tutti i giorni di un
passato importante, fondamentale per la nostra identità culturale. Il
testo, attraverso un vero e proprio percorso di riscoperta, cerca con forza
di far riacquisire al lettore una certa sensibilità, una certa attenzione
ai segni, alle testimonianze storiche.
E' un forte e accorato richiamo agli Amministratori Pubblici a porre
attenzione al nostro patrimonio culturale e storico, fatto anche di piccole
ma importantissime testimonianze storiche, spesso trascurate, spesso mal
manutenzionate o addirittura abbandonate.
Ogni angolo della Borgotaro storica, ogni particolare di una frazione,
parlano del nostro passato con un'infinità di piccole testimonianze, frutto
spesso di una cultura sociale e di un modo di essere ormai scomparsi. Fra
non molto, senza opere come questa, in grado di farci prendere coscienza del
grande valore culturale dell'ambiente che ci circonda, ci ritroveremo a non
essere più in grado di comprendere i tanti e importantissimi messaggi che
il nostro passato ci ha lasciato. Perderemo definitivamente e tragicamente
un'eredità indispensabile per il nostro futuro.
Ci troveremo di fronte all'ennesimo genocidio culturale, alla cancellazione
di tante identità, di tante esistenze basate sulla fatica e sul sacrificio.
Senza questi segni distintivi, forti e numerosi, il nostro territorio si
troverà ad essere più povero, desertificato culturalmente; purtroppo
indistinto dalla stragrande maggioranza del resto del mondo.
Si globalizzerà in senso negativo, rendendosi sempre meno competitivo, ad
esempio nel settore turistico e in quello delle produzioni alimentari e
artigianali. Senza la suggestione della storia, senza la cultura che i
nostri avi hanno costruito con grandi sforzi, senza la purezza del nostro
territorio, saremo destinati a soccombere di fronte all'aggressione
economica e culturale di masse indistinte e sostenute da regole basate sui
grandi numeri, per noi ovviamente impossibili da sostenere.
Mai come in questo momento, mai come adesso, riscoprire, capire, conservare,
tutelare e catalogare il nostro patrimonio storico e ambientale (la parola
"patrimonio" non é mai stata così appropriata!) appare come
l'unica scelta per poter cercare di avere un futuro sociale ed economico
decoroso. Mai come ora la conoscenza del passato ci potrà essere utile.
Chi ci amministra, chi ci governa, ha di che riflettere.
E lo deve fare piuttosto in fretta, agendo prioritariamente, cambiando
sicuramente marcia: l'evoluzione (o involuzione) della storia non aspetta
nessuno, non tollera ritardi o assenze; non ascolta scuse.
Per acquistarne una
copia basta scrivere alla redazione di Valtaro.it o mettersi direttamente in
contatto con Giacomo sul suo sito:
www.giacomobernardi.it

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