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Borgotaro - Pretorio   26 Agosto 2005 02

Immagini della presentazione del 
nuovo libro di Giacomo Bernardi:
"Borgotaro: qualcosa che conosco"

Giacomo Bernardi regala 
un pezzo importantissimo di storia
borgotarese al futuro

 

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Testi e foto di Mauro Delgrosso 
Attenzione: il  materiale fotografico e i testi riportati sono di proprietà del portale Valtaro.it; é espressamente vietato l'utilizzo in qualsiasi forma, anche parziale o modificata, e per qualsiasi motivo.

Immagini "nascoste", tratte dal libro
Testi e foto di Mauro Delgrosso 
Tutti i diritti sono riservati, proprietà esclusiva del portale Valtaro.it, é vietata ogni forma di utilizzo non autorizzato.

 

Presentato il nuovo libro di Giacomo Bernardi su Borgotaro: un testo importantissimo scritto con passione, come sempre con grande capacità. La storia e la cultura di un paese, viste attraverso i tanti segni e le testimonianze del passato. Un percorso guidato e ragionato per imparare ad avere sensibilità nuove.

Un altro libro fondamentale per la storia di Borgotaro, un'altra testimonianza del legame profondo che lega Giacomo Bernardi al paese; l'autore si dimostra sempre più bravo, sempre più convincente ad emozionare il lettore facendo cultura.
 "Borgotaro: qualcosa che conosco" é il titolo dell'ultima fatica, dell'ultima creatura storica di Giacomo, venuta alla luce dopo una gestazione durata anni, presentata alla fine dell'estate, quasi inaspettatamente. L'autore, in 120 pagine frutto di una catalogazione e di una ricerca attenta, ponderata e sensibile, con il solito piacevole stile asciutto e accorato, racconta e spiega tanti angoli, tante visioni quasi impercettibili, tanti significati di Borgotaro; anche di quella che non esiste più, anche di quella che ci siamo abituati a non riconoscere più. Ricostruisce, narrando anche in prima persona, tanti aspetti di vita, legandoli intelligentemente ad episodi, a volte tragici, che l'autore, come molta della popolazione, ha vissuto direttamente; cogliendo spesso l'occasione per trasmettere le emozioni, ormai a noi quasi incomprensibili, di in una gioventù quasi epica ai nostri occhi, collocata nell'immediato dopoguerra. Il libro si legge tutto d'un fiato, con attenzione estrema, con grande curiosità.
Giunti alla fine, sfogliando l'indice e ripercorrendo il percorso logico della pubblicazione, ci si chiede quanto altro non conosciamo del territorio in cui viviamo. Giunti alla fine, viene spontanea la voglia di prendere ed andare a rivedere quei luoghi, quei particolari citati nel testo. Di rivivere per un attimo le tragedie delle guerre, giunte fino a noi con le parole dell'incisione di una lapide; di toccare con mano i pezzi di storia più antichi, racchiusi in poche parole latine; di ripensare a modi di vivere perduti e ricostruiti attorno alla personalità di qualche personaggio, rimasto famoso nell'immaginario collettivo; rimasto addirittura nelle pieghe del nostro dialetto.

Il libro di Bernardi ha una serie di grandi e indiscutibili meriti.
Appare evidente, fin dalle prime righe, che é un testo facile e piacevole ma allo stesso tempo scientificamente solido, storicamente accurato, quindi facilmente adottabile in percorsi di studio scolastici, anche rivolti a giovani. Tutti i nostri studenti dovrebbero leggerlo, almeno conoscerne l'esistenza.
Fa riflettere il lettore su tanti particolari, su tante testimonianze storiche che ci circondano e che ci "parlano" tutti i giorni di un passato importante, fondamentale per la nostra identità culturale. Il testo, attraverso un vero e proprio percorso di riscoperta, cerca con forza di far riacquisire al lettore una certa sensibilità, una certa attenzione ai segni, alle testimonianze storiche.
E' un forte e accorato richiamo agli Amministratori Pubblici a porre attenzione al nostro patrimonio culturale e storico, fatto anche di piccole ma importantissime testimonianze storiche, spesso trascurate, spesso mal manutenzionate o addirittura abbandonate.
 
Ogni angolo della Borgotaro storica, ogni particolare di una frazione, parlano del nostro passato con un'infinità di piccole testimonianze, frutto spesso di una cultura sociale e di un modo di essere ormai scomparsi. Fra non molto, senza opere come questa, in grado di farci prendere coscienza del grande valore culturale dell'ambiente che ci circonda, ci ritroveremo a non essere più in grado di comprendere i tanti e importantissimi messaggi che il nostro passato ci ha lasciato. Perderemo definitivamente e tragicamente un'eredità indispensabile per il nostro futuro.
Ci troveremo di fronte all'ennesimo genocidio culturale, alla cancellazione di tante identità, di tante esistenze basate sulla fatica e sul sacrificio.
Senza questi segni distintivi, forti e numerosi, il nostro territorio si troverà ad essere più povero, desertificato culturalmente; purtroppo indistinto dalla stragrande maggioranza del resto del mondo.
Si globalizzerà in senso negativo, rendendosi sempre meno competitivo, ad esempio nel settore turistico e in quello delle produzioni alimentari e artigianali. Senza la suggestione della storia, senza la cultura che i nostri avi hanno costruito con grandi sforzi, senza la purezza del nostro territorio, saremo destinati a soccombere di fronte all'aggressione economica e culturale di masse indistinte e sostenute da regole basate sui grandi numeri, per noi ovviamente impossibili da sostenere.

Mai come in questo momento, mai come adesso, riscoprire, capire, conservare, tutelare e catalogare il nostro patrimonio storico e ambientale (la parola "patrimonio" non é mai stata così appropriata!) appare come l'unica scelta per poter cercare di avere un futuro sociale ed economico decoroso. Mai come ora la conoscenza del passato ci potrà essere utile.

Chi ci amministra, chi ci governa, ha di che riflettere.
E lo deve fare piuttosto in fretta, agendo prioritariamente, cambiando sicuramente marcia: l'evoluzione (o involuzione) della storia non aspetta nessuno, non tollera ritardi o assenze; non ascolta scuse.

Per acquistarne una copia basta scrivere alla redazione di Valtaro.it o mettersi direttamente in contatto con Giacomo sul suo sito:

www.giacomobernardi.it