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Valtaro una domenica nei boschi  fine Settembre 2002 02

Immagini...e sensazioni

Boschi delle Comunalie di Borgotaro

 

Click per ingrandire
 
Prime castagne
 

Alba sulla Valtaro

La luce dell'alba nel bosco


Alba sulla Valtaro

Colazione sulle nuvole

Colazione sulle nuvole

Colazione sulle nuvole

La luce dell'alba nel bosco

La luce dell'alba nel bosco

Tracce dell'uomo

La luce dell'alba nel bosco

Prime castagne

Le Casaline

Le Casaline

Funghi...

Caccia!

Prime castagne

Prime castagne

Prime castagne

Luci dell'alba e colori in controluce

Funghi...

Braccia di legno

Il pregiato "grifo" e gallinelle

Funghi...

Il pregiato "grifo"

Funghi...

Funghi...

Funghi...

Funghi...

La luce dell'alba nel bosco

Funghi...

MB classe 1944!

Funghi...

MB classe 1944!

Molinatico

La luce dell'alba nel bosco

Pian del lago
 
Resti di un albero
 
Testi e foto di Mauro Delgrosso


 

Settembre é agli sgoccioli.
L'inverno incombe e in tanti ci ritroviamo nei boschi per portare a casa le ultime "carrate" di legna rimaste. Ci aspettano dal tardo inverno scorso.
Confesso: farlo é anche un rito, un momento di evasione; io, ad esempio, lo faccio per avere una scusa per restare un giorno intero nei boschi: posso andare a funghi, girare con il cane. Lo faccio per faticare in allegria e in compagnia, per bere un buon bicchiere di rosso nostrano con una fetta di salame, per essere libero, distante dal mondo. Un giorno intero dedicato alla vita all'aperto, prima del grande freddo e della vita rintanata.

Domenica mattina, ore sei e trenta, la solita MB del '44, il solito piacevole freddo. Mentre salgo di quota assisto allo spettacolo della Valle invasa dalle nebbie basse (i "n'bbiarò"); una lunga scia bianca, in movimento si illumina del sole del mattino. Che spettacolo! Incontro delle mucche al pascolo: le guardo e penso alla loro "colazione con vista". Penso un attimo agli allevamenti intensivi: no, meglio non pensarci, poveri animali. Proseguo. Arrivo al crinale: ho ancora pochi tronchi che mi aspettano. La luce é accecante, scintillante, calda. Non c'é vento.

Tutto bene allora, giornata perfetta?
No, per niente. Ho appena finito di caricare il carro... e come sempre faccio... mi dirigo a colpo sicuro verso le mie fungaie. Niente, niente di niente. Neanche un fungo porcino. Anzi uno lo trovo: si disintegra nelle mie mani appena lo tocco.
Penso: dovremmo essere in piena stagione. Anche gli altri funghi (sempre rari anche loro) sembrano dei piccoli fantasmi. Pochi e a volte dilaniati dai parassiti.
Mi consolo con le castagne? No, neanche quelle sembrano godere di buona salute: sono in arretrato nella maturazione. Poche e un po' piccine. Molti rami sono già spogli. Si riprenderanno, almeno spero: sempre che non ci sia qualche gelata precoce o la calata del vento freddo.

Torno a casa: sono a mani vuote; dentro di me sento sempre di essere un privilegiato, soprattutto per il  tempo trascorso nei boschi. Soprattutto perché sono distante anni luce dalle aree metropolitane, con il loro disordine e la loro pessima qualità della vita.
Ma un po' di pensieri negativi mi colgono, e forse colgono anche altri: mai vista un'estate tanto piovosa. Mai avuti tanti danni nelle coltivazioni. Mai tanti danni alle piante per dilavamenti improvvisi e le successive giornate secche, dovute al troppo vento freddo. Mai avuti tanti insetti parassiti nei boschi.
Per avere una giornata di vento "marino", si é dovuta aspettare la metà di settembre: per intenderci é il vento fertile e caldo che in Valtaro in inverno fa sciogliere la neve e in estate fa crescere i funghi e maturare la frutta.
Il clima é cambiato e sta cambiando. E in modo sensibile, stagione dopo stagione. E io sono preoccupato, in modo serio. Come dovrebbero forse esserlo tutti.
In Valtaro non ci sono e non ci sono mai state grandi fabbriche, non c'é un comparto industriale, non ci sono fonti dirette di inquinamento. I riscaldamenti sono a metano o a fonti rinnovabili. Anche molte auto funzionano a metano. Non c'é traffico. La densità abitativa é bassissima.
Purtroppo, anche in Valtaro, come in tutta la montagna, cominciamo a subire le conseguenze di anni di scempio ambientale, anni all'insegna di...
...lasciamo perdere, sennò ci resto male. Tanto avete capito.