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Click per ingrandire
Testi e foto di
Mauro Delgrosso |

Salvatore Oppo e Vittorio
Rabaglia della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma |

La Crocefissione di
Giovanni Lanfranco (1582 - 1647) |

Don Luigi Pini, Giovanni Signani
e Don Domenico Ponzini |

Pier Luigi Ferrari e
Andrea Borri Presidente della Provincia di Parma |

Il quadro, dietro l'altare |

Lucia Fornari Schianchi,
Sopraintendente dei beni artistici di Parma |

Don Ponzini, |

La tela senza ombre ma in
assenza di luce |

Barbara Zilocchi,
progettista dell'intervento architettonico insieme a Signani |

Salvatore Oppo |

La chiesa di San Pietro in
Porcigatone |

Salvatore Oppo, Barbara
Zilocchi, Vittorio Rabaglia e Renato Delchiappo |

Andrea Borri |

La tela con alcuni
riflessi, dovuti al vetro protettivo |

Andrea Borri e Giorgio
Istrali |

Fabrizio Mariani e
Alessandro Cardinali |

La chiesa di San Pietro in Porcigatone |

Mariangela Giusti |

Luca Marcora |

La chiesa di San Pietro in
Porcigatone |

Romeo Broglia |

Pier Luigi Ferrari |

Lucia Fornari Schianchi,
Barbara Bersellini e Salvatore Oppo |

Giuliana Anelli |

Giacomo Bernardi, Don
Mario Burlini e Giuseppe Costella |

Luciano Allegri e Angelo
Angella |

Il Parroco di Porcigatone
e Ferrari |

Salvatore Oppo e
Mariangela Giusti |

La chiesa di San Pietro in
Porcigatone |

Lucia Fornari Schianchi |

Renato Toschi e Andre
Borri |

In ammirazione |

Claudio Barilli, Luigi
Rinaldi e Luigi Cresci |

Vittorio Rabaglia |

Vittorio Rabaglia
intervistato da Franco Brugnoli |

Vittorio Rabaglia |

Immagini dei presenti |

Immagini dei presenti |

Immagini dei presenti |

Immagini dei presenti |

Barbara Zilocchi |

Immagini dei presenti |
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I coniugi Levanti
all'opera: il "Sant'Adone" |
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Testi e foto di
Mauro Delgrosso |
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Cosa hanno in comune Dostojewski,
Porcigatone, Giovanni Lanfranco e il restauro della sua Crocefissione?
Riflettendo hanno tanto i comune. Perché una frase del grande autore russo,
rimarrà nella memoria di tutti quelli che erano presenti: "La bellezza
salverà il mondo". L'ha citata nel suo discorso Lucia Fornari
Schianchi, sopraintendente ai beni culturali, storici ed artistici della
Provincia di Parma. Parole che ha usato per commentare la ricollocazione dell'opera
del Lanfranco: opportunamente misurate,
non retoriche.
In un periodo come questo, con l'orrore che tutti abbiamo dovuto rivedere alla
TV , le sue riflessioni appaiono solenni e importanti.
Quante crocefissioni abbiamo davanti agli occhi e chissà quante ne dovremo
ancora vedere.
Sorge prepotente una riflessione sul ruolo dell'arte e la sua funzione per cercare di
recuperare i valori umani attraverso le opere; immagini visive forti che sollecitano le
introspezioni sulla fede e sul rapporto con l'assoluto. L'uomo
sembra essere in grado solo di uccidere e di distruggere: eppure riesce
anche a creare opere splendide come questa. Riesce a creare dei messaggi
visivi, delle suggestioni emotive che riescono a sopravvivere ai secoli,
alla storia.
L' iniziativa di recupero assume oltrettutto un forte valore simbolico per
la Valtaro: una frazione può
essere rivalorizzata e rivitalizzata anche con un semplice atto di giustizia
culturale: é finita l'epoca dei "furti", dei trasferimenti delle opere presso i musei e
le grandi e sterminate pinacoteche pubbliche. La Crocefissione é nata per
Porcigatone e proseguirà a restarci.
L'opera, come in una trama di un film, ha una storia strana: é rimasta per
anni in una piccola chiesa di campagna, dimenticata, ignorata e
sottovalutata dai più. A volte anche un po' maltrattata. Oggi é stato
sapientemente restaurata e ricollocata nella sua sede originale; é una delle
più belle opere di Giovanni Lanfranco, uno dei massimi esponenti del Barocco
italiano. Chissà come il quadro é finito nella sperduta frazione del nostro
Appennino: un dono dell'artista di passaggio durante un suo viaggio a
Piacenza? Una commessa da parte di qualche Valtarese facoltoso? Forse solo
una fortunata coincidenza. Fatto sta che dal 1611 la tela ha fatto bella
mostra di se nella chiesa di San Pietro, non a Roma, ma in un borgo
sperduto: il nostro Porcigatone appunto.
Il restauro e la messa in sicurezza (ora é super protetto, forse fin
troppo!) si devono all'interessamento delle Istituzioni (Provincia di Parma
e Comune di Borgotaro in testa) e al consistente finanziamento della
Fondazione Cassa di Risparmio di Parma.
Se avete occasione,
fateci un salto, cogliete l'occasione per andare in questa sperduta e
austera chiesa di campagna, per riflettere: magari al tramonto, con il riflesso
del rosone che diventa poco invadente sul nuovo vetro protettivo; con il
piazzale della chiesa che si affaccia sulla Valle piena di ombre e il vento
dell'Appennino che non vi lascia in pace neanche un secondo; vi assicuro che
ne vale la pena.
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