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Borgotaro - Chiesa di San Pietro in Porcigatone   22 Marzo 2003 02

Immagini del riposizionamento della
"Crocefissione" del Lanfranco (1611)

"La bellezza salverà il mondo"

 

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Testi e foto di Mauro Delgrosso


Salvatore Oppo e Vittorio Rabaglia della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma

La Crocefissione di Giovanni Lanfranco (1582 - 1647)

Don Luigi Pini, Giovanni Signani e Don Domenico Ponzini

Pier Luigi Ferrari e Andrea Borri Presidente della Provincia di Parma

Il quadro, dietro l'altare

Lucia Fornari Schianchi, Sopraintendente dei beni artistici di Parma

Don Ponzini,

La tela senza ombre ma in assenza di luce

Barbara Zilocchi, progettista dell'intervento architettonico insieme a Signani

Salvatore Oppo

La chiesa di San Pietro in Porcigatone

Salvatore Oppo, Barbara Zilocchi, Vittorio Rabaglia e Renato Delchiappo

Andrea Borri

La tela con alcuni riflessi, dovuti al vetro protettivo

Andrea Borri e Giorgio Istrali

Fabrizio Mariani e Alessandro Cardinali

La chiesa di San Pietro in Porcigatone

Mariangela Giusti

Luca Marcora

La chiesa di San Pietro in Porcigatone

Romeo Broglia

Pier Luigi Ferrari

Lucia Fornari Schianchi, Barbara Bersellini e Salvatore Oppo

Giuliana Anelli

Giacomo Bernardi, Don Mario Burlini e Giuseppe Costella

Luciano Allegri e Angelo Angella

Il Parroco di Porcigatone e Ferrari

Salvatore Oppo e Mariangela Giusti

La chiesa di San Pietro in Porcigatone

Lucia Fornari Schianchi

Renato Toschi e Andre Borri

In ammirazione

Claudio Barilli, Luigi Rinaldi e Luigi Cresci

Vittorio Rabaglia

Vittorio Rabaglia intervistato da Franco Brugnoli

Vittorio Rabaglia

Immagini dei presenti

Immagini dei presenti

Immagini dei presenti

Immagini dei presenti

Barbara Zilocchi

Immagini dei presenti
 
I coniugi Levanti all'opera: il "Sant'Adone"
 
Testi e foto di Mauro Delgrosso

 

Cosa hanno in comune Dostojewski, Porcigatone, Giovanni Lanfranco e il restauro della sua Crocefissione?
Riflettendo hanno tanto i comune. Perché una frase del grande autore russo, rimarrà nella memoria di tutti quelli che erano presenti: "La bellezza salverà il mondo". L'ha citata nel suo discorso Lucia Fornari Schianchi, sopraintendente ai beni culturali, storici ed artistici della Provincia di Parma. Parole che ha usato per commentare la ricollocazione dell'opera del Lanfranco: opportunamente misurate, non retoriche.
In un periodo come questo, con l'orrore che tutti abbiamo dovuto rivedere alla TV , le sue riflessioni appaiono solenni e importanti. Quante crocefissioni abbiamo davanti agli occhi e chissà quante ne dovremo ancora vedere.
Sorge prepotente una riflessione sul ruolo dell'arte e la sua funzione per cercare di recuperare i valori umani attraverso le opere; immagini visive forti che sollecitano le introspezioni sulla fede e sul rapporto con l'assoluto.  L'uomo  sembra essere in grado solo di uccidere e di distruggere: eppure riesce anche a creare opere splendide come questa. Riesce a creare dei messaggi visivi, delle suggestioni emotive che riescono a sopravvivere ai secoli, alla storia.
L' iniziativa di recupero assume oltrettutto un forte valore simbolico per la Valtaro: una frazione può essere rivalorizzata e rivitalizzata anche con un semplice atto di giustizia culturale: é finita l'epoca dei "furti", dei trasferimenti delle opere presso i musei e le grandi e sterminate pinacoteche pubbliche. La Crocefissione é nata per Porcigatone e proseguirà a restarci.

L'opera, come in una trama di un film, ha una storia strana: é rimasta per anni in una piccola chiesa di campagna, dimenticata, ignorata e sottovalutata dai più.  A volte anche un po' maltrattata. Oggi é stato sapientemente restaurata e ricollocata nella sua sede originale; é una delle più belle opere di Giovanni Lanfranco, uno dei massimi esponenti del Barocco italiano. Chissà come il quadro é finito nella sperduta frazione del nostro Appennino: un dono dell'artista di passaggio durante un suo viaggio a Piacenza? Una commessa da parte di qualche Valtarese facoltoso? Forse solo una fortunata coincidenza. Fatto sta che dal 1611 la tela ha fatto bella mostra di se nella chiesa di San Pietro, non a Roma, ma in un borgo sperduto: il nostro Porcigatone appunto.
Il restauro e la messa in sicurezza (ora é super protetto, forse fin troppo!) si devono all'interessamento delle Istituzioni (Provincia di Parma e Comune di Borgotaro in testa) e al consistente finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma.

Se avete occasione, fateci un salto, cogliete l'occasione per andare in questa sperduta e austera chiesa di campagna, per riflettere: magari al tramonto, con il riflesso del rosone che diventa poco invadente sul nuovo vetro protettivo; con il piazzale della chiesa che si affaccia sulla Valle piena di ombre e il vento dell'Appennino che non vi lascia in pace neanche un secondo; vi assicuro che ne vale la pena.