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Compiano - Isola   4 Luglio 2005 02

Immagini della Benedizione delle Acque

La benedizione delle Acque del Taro:
una tradizione che si rinnova da 375 anni

 

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Testi e foto di Mauro Delgrosso 
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Testi e foto di Mauro Delgrosso 
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La benedizione delle acque del Taro di Isola di Compiano: una tradizione religiosa, e, vista con occhi moderni, anche ecologica; che si  ripete da 375 anni. Una manifestazione di fede, un momento realmente mistico, in cui gli uomini si ricongiungono con la loro essenza profonda e con la natura. Purtroppo per un solo attimo...
Uno degli ultimi atti sacri rimasti immutati nei secoli, in Emilia, forse in Italia; che unisce, almeno per un giorno, l'esistenza e il destino dell'uomo con le risorse dell'ambiente.

Stiamo diventando forse anche noi dei "cittadini": purtroppo, una sola volta all'anno, ci ricordiamo del fiume Taro, del nostro fiume; ci riappacifichiamo con lui, ci rendiamo conto della sua benefica e insostituibile influenza sulla nostra esistenza; ci riappropriamo del suo antico abbraccio vitale.
E cosģ, una volta all'anno, dopo 375 anni, due parrocchie di Compiano, due Confraternite, si incontrano sulle rive opposte del nostro fiume. Per una volta all'anno, si rinnova l'alleanza tra uomo e natura, espressa in questo caso dal fiume.
Nel 1630 ci fu il primo incontro: per cercare di superare una pestilenza, un flagello che uccise, secondo le fonti storiche, quasi 4000 anime in Valtaro. Ora le malattie sono diverse, molte riguardano la sfera interiore; quelle che condizionano in modo fortissimo la salute e l'esistenza dell'uomo. E a maggior ragione, in questi momenti di crisi generale, questi momenti di misticitą collettiva diventano importanti e utili. Diventano unici: domenica scorsa, a Isola, ho visto persone giunte da lontano piangere, commuoversi. Ho visto persone credere, avere fede.
La comunione con le acque, con questa celebrazione, rappresenta da quasi quattro secoli l'elemento fisico e materiale di una rinascita, di un riscatto dalla malattia; sono il simbolo dell'unione di vari uomini (le Confraternite che si incontrano sulle acque) nell'affrontare la sofferenza, anche quella estrema. Due mondi, due modi di pensare, si incontrano per sconfiggere il male. La religione, la religione ortodossa nelle sue esterioritą, quasi si affievolisce in questi momenti: le preghiere e le orazioni si perdono, si mescolano vorticosamete nel rumore dello scorrere delle acque. Il profumo d'incenso si confonde con gli aromi del fiume, della terra e delle pietre bagnate dai passi dei fedeli. Il caldo soffocante del mezzogiorno estivo scompare, si annulla, di fronte alla forza di volontą della fede, dell'interioritą. Mani e piedi dentro alla corrente, fazzoletti bagnati, bottigliette riempite. Gli occhi sono inumiditi, per essere protetti, per essere aiutati a stare meglio e a soprattutto per vedere il vero.
In questi momenti si mescolano l'ecologia, quella vera, e la religione, diventando un tutt'uno: emerge la vera intelligenza nel vivere e la cura profonda del corpo e dello spirito.
L'amore per il fiume, il rispetto vero per la natura, aldilą delle mode e delle strumentalizzazioni politiche ed emotive, é diventata una costante nei secoli, prendendo un posto importantissimo nelle tradizioni della nostra Valle.

Il Taro, il nostro fiume, é una grande fonte di vita, di purificazione, di riflessione interiore. Rappresenta da sempre anche una grande fonte di guadagno, di possibilitą di impresa (l'energia, le cave, l'irrigazione,...): sia in forma rispettosa, sia in forma selvaggia e violentatrice. Per non cadere in quest'ultima, per non cedere all'ingordigia del guadagno indiscriminato ad ogni costo, per assicurarci un'idea di futuro, forse bisognerebbe avvicinarsi al fiume con un briciolo di vera religiositą, almeno con una nuova sensibilitą interiore, anche completamente laica.



Per dare uno sguardo alle edizioni passate della Benedizione delle acque del Taro:

- 2004

www.valtaro.it/isola2004/index.htm

- 2003

www.valtaro.it/isola2003/index.htm

- 2002

www.valtaro.it/isola2002/index.htm

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