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La
benedizione delle acque del Taro di Isola di Compiano:
una tradizione
religiosa, e, vista con occhi moderni, anche ecologica; che si
ripete da 375 anni. Una manifestazione di fede, un momento realmente
mistico, in cui gli uomini si ricongiungono con la loro essenza
profonda e con la natura. Purtroppo per un solo attimo...
Uno degli ultimi
atti sacri rimasti immutati nei secoli, in Emilia, forse in Italia;
che unisce, almeno per un giorno, l'esistenza e il destino dell'uomo
con le risorse dell'ambiente. |

Stiamo diventando
forse anche noi dei "cittadini": purtroppo, una sola volta all'anno, ci
ricordiamo del fiume Taro, del nostro fiume; ci riappacifichiamo con lui, ci
rendiamo conto della sua benefica e insostituibile influenza sulla nostra
esistenza; ci riappropriamo del suo antico abbraccio vitale.
E cosģ, una volta all'anno, dopo 375 anni, due parrocchie di Compiano, due
Confraternite, si incontrano sulle rive opposte del nostro fiume. Per una
volta all'anno, si rinnova l'alleanza tra uomo e natura, espressa in questo
caso dal fiume.
Nel 1630 ci fu il primo incontro: per cercare di superare una pestilenza, un
flagello che uccise, secondo le fonti storiche, quasi 4000 anime in Valtaro.
Ora le malattie sono diverse, molte riguardano la sfera interiore; quelle
che condizionano in modo fortissimo la salute e l'esistenza dell'uomo. E a
maggior ragione, in questi momenti di crisi generale, questi momenti di
misticitą collettiva diventano importanti e utili. Diventano unici: domenica
scorsa, a Isola, ho visto persone giunte da lontano piangere, commuoversi.
Ho visto persone credere, avere fede.
La comunione con le acque, con questa celebrazione, rappresenta da quasi
quattro secoli l'elemento fisico e materiale di una rinascita, di un
riscatto dalla malattia; sono il simbolo dell'unione di vari uomini (le
Confraternite che si incontrano sulle acque) nell'affrontare la sofferenza,
anche quella estrema. Due mondi, due modi di pensare, si incontrano per
sconfiggere il male. La religione, la religione ortodossa nelle sue
esterioritą, quasi si affievolisce in questi momenti: le preghiere e le
orazioni si perdono, si mescolano vorticosamete nel rumore dello scorrere
delle acque. Il profumo d'incenso si confonde con gli aromi del fiume, della
terra e delle pietre bagnate dai passi dei fedeli. Il caldo soffocante del
mezzogiorno estivo scompare, si annulla, di fronte alla forza di volontą
della fede, dell'interioritą. Mani e piedi dentro alla corrente, fazzoletti
bagnati, bottigliette riempite. Gli occhi sono inumiditi, per essere
protetti, per essere aiutati a stare meglio e a soprattutto per vedere il
vero.
In questi momenti si mescolano l'ecologia, quella vera, e la religione,
diventando un tutt'uno: emerge la vera intelligenza nel vivere e la cura
profonda del corpo e dello spirito.
L'amore per il fiume, il rispetto vero per la natura, aldilą delle mode e
delle strumentalizzazioni politiche ed emotive, é diventata una costante nei
secoli, prendendo un posto importantissimo nelle tradizioni della nostra
Valle.
Il Taro, il nostro
fiume, é una grande fonte di vita, di purificazione, di riflessione
interiore. Rappresenta da sempre anche una grande fonte di guadagno, di
possibilitą di impresa (l'energia, le cave, l'irrigazione,...): sia in forma
rispettosa, sia in forma selvaggia e violentatrice. Per non cadere in quest'ultima,
per non cedere all'ingordigia del guadagno indiscriminato ad ogni costo, per
assicurarci un'idea di futuro, forse bisognerebbe avvicinarsi al fiume con
un briciolo di vera religiositą, almeno con una nuova sensibilitą interiore,
anche completamente laica.


Per dare uno sguardo alle edizioni passate della Benedizione delle acque del
Taro:
- 2004
www.valtaro.it/isola2004/index.htm
- 2003
www.valtaro.it/isola2003/index.htm
- 2002
www.valtaro.it/isola2002/index.htm
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