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Tornolo Agosto 2010 02

Immagini di repertorio

Cristina Cardinali, sindaco donna di montagna
 

 

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Valtaro

 

 

Cristina Cardinali, Sindaco di Tornolo, in un'intervista a 360°: ci racconta cosa si prova ad occuparsi di un Comune di montagna nel 2010, del futuro instabile di questi territori, delle difficoltà e delle soddisfazioni che incontra una donna che s’impegna a svolgere un ruolo come quello del Sindaco, in un ambiente politico in cui gli uomini sono la stragrande maggioranza..

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PUNTO DI VISTA FEMMINILE
di Eleonora Ondolati

Maria Cristina Cardinali, Sindaco di Tornolo dalle elezioni amministrative del Giugno 2009, ci racconta cosa si prova ad occuparsi di un Comune di montagna nel 2010, del futuro instabile di questi territori, delle difficoltà e delle soddisfazioni che incontra una donna che s’impegna a svolgere un ruolo come quello del Sindaco, in un ambiente politico in cui gli uomini sono la stragrande maggioranza.

D:
era già in politica prima di candidarsi a Sindaco?
R: si, ero già impegnata come consigliere comunale da due legislature, quindi 10 anni, anche se il ruolo è completamente diverso.

D:
il fatto di essere donna in un ambiente, che è quello politico, prevalentemente maschile, l’ha spaventata al momento della sua candidatura?
R: quando mi è stata offerta l’opportunità di candidarmi a Sindaco sono stata molto dubbiosa, per diversi motivi: mettiamo al primo posto il fatto che essere una donna non aiuta, ma non perché temevo di non essere accettata o che i miei meriti non fossero riconosciuti, non mi sono mai posta questo problema e per fortuna non l’ho mai vissuto sulla mia pelle; più che altro temevo di non riuscire a conciliare tutti gli impegni, e quindi di non avere le capacità per gestire la macchina amministrativa in un comune di montagna.
Riconosco come ruolo femminile quello di occuparsi della casa e della famiglia, e penso che a questi aspetti della vita di una donna debba essere assegnato un importante valore. Forse sono un caso a sé, ma non sono una delle tante donne che ambiscono a far carriera politica, mettendo questo al primo posto.

D:
é riuscita a conciliare tutto?
R: ho cercato di non trascurare il lavoro, che è una parte essenziale della vita umana, su cui si gioca la sicurezza economica ed il futuro; per quanto riguarda la vita privata, non ho lasciato che la mia carriera politica intralciasse i progetti di vita che avevo da tempo: quando ho deciso di candidarmi ero in procinto di sposarmi, e non ho voluto cambiare i miei programmi, sono convolata a nozze durante il mandato.
Dopo un anno, posso dire di essere riuscita a risolvere, almeno in parte, i timori iniziali, ho raggiunto un buon equilibrio e spero di riuscire a mantenerlo.

D:
pensa di avere qualcosa in più in quanto donna? Di vivere alcune realtà con una sensibilità diversa?
R: si, credo che, in generale, una donna possa dare quel qualcosa in più proprio per le caratteristiche innate che ha: una maggiore sensibilità, un senso estetico più fine anche per le piccole cose, una maggiore voglia di capire i bisogni dell’altro. Riesco a mettermi con più facilità rispetto ad un uomo, nonostante non abbia figli, nei panni nei panni di una madre che deve lavorare, badare a casa e famiglia, e non sa a chi affidare i propri bambini. La nostra indole ci porta ad entrare con più trasporto nelle cose che facciamo, e questo da un lato aiuta, mentre dall’altro ci rende forse più vulnerabili nel ruolo politico, perché vorremmo arrivare a risolvere i problemi di tutti. Penso che comunque siano maggiori gli aspetti positivi, che possono dare quel valore aggiunto, che mi auguro possa essere colto dai cittadini.

D:
cosa caratterizza l’amministrazione di un comune di montagna?
R: amministrare un comune di montagna è molto più complicato che amministrarne uno di pari livello ma in un’altra realtà, realtà più fluente, più produttiva dal punto di vista lavorativo ed economico. Nel nostro territorio, purtroppo, viviamo una realtà più disagiata, più penalizzante, dove ogni azione diventa più complicata, impegna più tempo e più risorse.

D:
e questo la spaventava?
R: era proprio per questi motivi che temevo di non essere all’altezza del mio ruolo.

D:
poi, cos’è successo?
R: sono stata in parte sollecitata, e in parte mi sono lasciata trasportare da questa avventura; e a un anno dalla candidatura posso dire che ne è valsa la pena.

D:
il fatto di conoscere direttamente praticamente tutti i suoi cittadini, influenza le sue scelte amministrative?
R: in un Comune come il nostro, e come molti altri della zona, è molto importante questa vicinanza con i cittadini. Il Comune è l’ente che i cittadini sentono maggiormente vicino a loro, è il primo interlocutore cui fanno riferimento, e l’approccio con cui si rivolgono a Sindaco e amministratori è diretto, molto personale.
Quando mi reco alle sagre delle nostre frazioni, le persone mi aspettano per farmi l’elenco delle cose che sarebbero da fare, e questo è un bel segno perché dimostra che si sentono particolarmente ascoltati, che hanno una fiducia e un’aspettativa abbastanza alte. Il contatto diretto con il cittadino è sicuramente dal punto di vista umano un arricchimento forte, è chiaro poi che bisogna anche porre dei limiti, perché altrimenti non si riuscirebbero più a fare scelte oggettive e imparziali.

D:
che tipo di momento storico è per un comune di montagna?
R: sono capitata in un momento non felicissimo, in cui i problemi di tipo economico generale sono sicuramente tanti; le scelte politiche a livello nazionale che hanno interessato la montagna in quest’ultimo anno sono state sicuramente penalizzanti, e quindi diventa certamente più difficile far fronte alle richieste, assolutamente legittime, dei cittadini. Se fino a ieri i nostri comuni potevano contare su trasferimenti dello Stato che ci garantivano le risorse sufficienti per assicurare i servizi fondamentali, cioè scuola, sanità e viabilità, ora siamo stati in un certo senso abbandonati; questo federalismo territoriale e fiscale, che può avere da un certo punto di vista dei lati positivi, a livello di comuni piccoli come il nostro significa avere risorse sempre più scarse, più limitate e strettamente legate alle forze del territorio, e quindi rivalersi sui propri cittadini aumentando le imposte locali, che non è certamente un bene.
Siamo in una situazione in cui la sopravvivenza di questi comuni è fortemente a rischio, per questo si attua un’amministrazione molto curata, che non concede sprechi e non ha più tagli da attuare: questi sono comuni che hanno già razionalizzato il possibile.
Abbiamo già messo in conto che ci potranno anche essere cambiamenti a livello territoriale, cioè comuni come i nostri, in un futuro non troppo lontano potrebbero essere ridimensionati. Devo dire che noi del Comune di Tornolo ci siamo già attivati in questo senso, mettendo in campo tutto quello che è possibile in forma assolutamente associata e aperta, ci rendiamo conto che un Comune da solo, chiunque esso sia, non potrà più portare avanti le proprie istanze, quindi non possiamo più esimerci dal lavorare insieme. Questo è un augurio che faccio a me stessa e ai colleghi dei Comuni vicini: di essere sempre più in sintonia, unire le forze per poter lavorare insieme al meglio.