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Cristina Cardinali, Sindaco di Tornolo, in un'intervista a 360°:
ci
racconta cosa si prova ad occuparsi di un Comune di montagna nel
2010, del futuro instabile di questi territori, delle difficoltà e
delle soddisfazioni che incontra una donna che s’impegna a svolgere
un ruolo come quello del Sindaco, in un ambiente politico in cui gli
uomini sono la stragrande maggioranza.. |
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PUNTO DI VISTA FEMMINILE
di Eleonora Ondolati
Maria Cristina Cardinali, Sindaco di Tornolo dalle elezioni amministrative
del Giugno 2009, ci racconta cosa si prova ad occuparsi di un Comune di
montagna nel 2010, del futuro instabile di questi territori, delle
difficoltà e delle soddisfazioni che incontra una donna che s’impegna a
svolgere un ruolo come quello del Sindaco, in un ambiente politico in cui
gli uomini sono la stragrande maggioranza.
D: era già in politica
prima di candidarsi a Sindaco?
R: si, ero già impegnata come consigliere comunale da due
legislature, quindi 10 anni, anche se il ruolo è completamente diverso.
D: il fatto di essere
donna in un ambiente, che è quello politico, prevalentemente maschile, l’ha
spaventata al momento della sua candidatura?
R: quando mi è stata offerta l’opportunità di candidarmi a Sindaco
sono stata molto dubbiosa, per diversi motivi: mettiamo al primo posto il
fatto che essere una donna non aiuta, ma non perché temevo di non essere
accettata o che i miei meriti non fossero riconosciuti, non mi sono mai
posta questo problema e per fortuna non l’ho mai vissuto sulla mia pelle;
più che altro temevo di non riuscire a conciliare tutti gli impegni, e
quindi di non avere le capacità per gestire la macchina amministrativa in un
comune di montagna.
Riconosco come ruolo femminile quello di occuparsi della casa e della
famiglia, e penso che a questi aspetti della vita di una donna debba essere
assegnato un importante valore. Forse sono un caso a sé, ma non sono una
delle tante donne che ambiscono a far carriera politica, mettendo questo al
primo posto.
D:
é riuscita a conciliare tutto?
R: ho cercato di non
trascurare il lavoro, che è una parte essenziale della vita umana, su cui si
gioca la sicurezza economica ed il futuro; per quanto riguarda la vita
privata, non ho lasciato che la mia carriera politica intralciasse i
progetti di vita che avevo da tempo: quando ho deciso di candidarmi ero in
procinto di sposarmi, e non ho voluto cambiare i miei programmi, sono
convolata a nozze durante il mandato.
Dopo un anno, posso dire di essere riuscita a risolvere, almeno in parte, i
timori iniziali, ho raggiunto un buon equilibrio e spero di riuscire a
mantenerlo.
D:
pensa di avere qualcosa in più in quanto donna? Di vivere alcune realtà con
una sensibilità diversa?
R: si, credo che, in generale, una donna possa
dare quel qualcosa in più proprio per le caratteristiche innate che ha: una
maggiore sensibilità, un senso estetico più fine anche per le piccole cose,
una maggiore voglia di capire i bisogni dell’altro. Riesco a mettermi con
più facilità rispetto ad un uomo, nonostante non abbia figli, nei panni nei
panni di una madre che deve lavorare, badare a casa e famiglia, e non sa a
chi affidare i propri bambini. La nostra indole ci porta ad entrare con più
trasporto nelle cose che facciamo, e questo da un lato aiuta, mentre
dall’altro ci rende forse più vulnerabili nel ruolo politico, perché
vorremmo arrivare a risolvere i problemi di tutti. Penso che comunque siano
maggiori gli aspetti positivi, che possono dare quel valore aggiunto, che mi
auguro possa essere colto dai cittadini.
D:
cosa caratterizza l’amministrazione di un comune di montagna?
R: amministrare un comune di montagna è molto
più complicato che amministrarne uno di pari livello ma in un’altra realtà,
realtà più fluente, più produttiva dal punto di vista lavorativo ed
economico. Nel nostro territorio, purtroppo, viviamo una realtà più
disagiata, più penalizzante, dove ogni azione diventa più complicata,
impegna più tempo e più risorse.
D:
e questo la spaventava?
R: era proprio per questi motivi che temevo di
non essere all’altezza del mio ruolo.
D:
poi, cos’è successo?
R: sono stata in parte sollecitata, e in parte
mi sono lasciata trasportare da questa avventura; e a un anno dalla
candidatura posso dire che ne è valsa la pena.
D:
il fatto di conoscere direttamente praticamente tutti i suoi cittadini,
influenza le sue scelte amministrative?
R: in un Comune come il nostro, e come molti
altri della zona, è molto importante questa vicinanza con i cittadini. Il
Comune è l’ente che i cittadini sentono maggiormente vicino a loro, è il
primo interlocutore cui fanno riferimento, e l’approccio con cui si
rivolgono a Sindaco e amministratori è diretto, molto personale.
Quando mi reco alle sagre delle nostre frazioni, le persone mi aspettano per
farmi l’elenco delle cose che sarebbero da fare, e questo è un bel segno
perché dimostra che si sentono particolarmente ascoltati, che hanno una
fiducia e un’aspettativa abbastanza alte. Il contatto diretto con il
cittadino è sicuramente dal punto di vista umano un arricchimento forte, è
chiaro poi che bisogna anche porre dei limiti, perché altrimenti non si
riuscirebbero più a fare scelte oggettive e imparziali.
D:
che tipo di momento storico è per un comune di montagna?
R: sono capitata in un momento non felicissimo,
in cui i problemi di tipo economico generale sono sicuramente tanti; le
scelte politiche a livello nazionale che hanno interessato la montagna in
quest’ultimo anno sono state sicuramente penalizzanti, e quindi diventa
certamente più difficile far fronte alle richieste, assolutamente legittime,
dei cittadini. Se fino a ieri i nostri comuni potevano contare su
trasferimenti dello Stato che ci garantivano le risorse sufficienti per
assicurare i servizi fondamentali, cioè scuola, sanità e viabilità, ora
siamo stati in un certo senso abbandonati; questo federalismo territoriale e
fiscale, che può avere da un certo punto di vista dei lati positivi, a
livello di comuni piccoli come il nostro significa avere risorse sempre più
scarse, più limitate e strettamente legate alle forze del territorio, e
quindi rivalersi sui propri cittadini aumentando le imposte locali, che non
è certamente un bene.
Siamo in una situazione in cui la sopravvivenza di questi comuni è
fortemente a rischio, per questo si attua un’amministrazione molto curata,
che non concede sprechi e non ha più tagli da attuare: questi sono comuni
che hanno già razionalizzato il possibile.
Abbiamo già messo in conto che ci potranno anche essere cambiamenti a
livello territoriale, cioè comuni come i nostri, in un futuro non troppo
lontano potrebbero essere ridimensionati. Devo dire che noi del Comune di
Tornolo ci siamo già attivati in questo senso, mettendo in campo tutto
quello che è possibile in forma assolutamente associata e aperta, ci
rendiamo conto che un Comune da solo, chiunque esso sia, non potrà più
portare avanti le proprie istanze, quindi non possiamo più esimerci dal
lavorare insieme. Questo è un augurio che faccio a me stessa e ai colleghi
dei Comuni vicini: di essere sempre più in sintonia, unire le forze per
poter lavorare insieme al meglio.
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