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Acque
pubbliche, l'oro blu delle montagne: se ne é
discusso in un incontro pubblico, presenti i vertici di Montagna
2000 e molti amministratori pubblici valtaresi. Si prospettano tempi
duri, per l'applicazioni dei recenti dispositivi legislativi,
penalizzanti per la Valtaro: si aprono le porte alle multinazionali,
attratte solo dal profitto.
Il futuro prossimo vedrà l'acqua
al centro di grandi scontri, di grandi manovre, dettate
dall'interesse, dalla carenza di un bene primario: é una delle poche
risorse sicure delle zone montane.
Futuro delle acque
pubbliche, in relazione agli ultimi dispositivi legislativi: se ne é
discusso, tra esperti di settore, amministratori pubblici e cittadini, in un
convegno pubblico, a Bedonia, venerdì sera.
Dalle relazioni, prodotte dai vertici di Montagna 2000, dalle sollecitazioni
e dai contributi del pubblico presente, é emersa una situazione piuttosto
preoccupante per la gestione futura del bene pubblico acqua. Sempre meno
risorse economiche, sempre più oneri e vincoli, dettati dalle leggi
nazionali, pensate e prodotte senza tener presente le esigenze della
montagna, delle piccole comunità: l'acqua della montagna, praticamente
pura, minerale, viene trattata alla stregua delle captazioni in riva alla
foce del Po. Un assurdo che distrugge la qualità e fa lievitare i prezzi,
per una depurazione obbligatoria, di fatto inutile.
A breve, Montagna 2000, in qualità di società "in house", dovrà
accogliere, per legge, nel suo azionariato il 40% di nuovi soci privati;
nuovi soci che dovranno avere caratteristiche specifiche, a livello europeo,
sia a livello di capacità produttiva, che finanziaria. E proprio per questi
punti, piuttosto specifici, si affaccia all'orizzonte lo spettro di un
possibile intervento di società multinazionali, alcune francesi e spagnole,
ovviamente interessate solo alla qualità e alla purezza delle nostre acque.
Le stesse società al centro di proteste planetarie, a causa dei loro
interventi speculativi in zone povere del mondo (sud America, zone molto
abitate dell'Asia); per paradosso, queste aziende non operano più nelle
loro nazioni di partenza per precisi cambi di programma dei governi, anche
di vario orientamento politico, ormai contrari, dopo anni di esperienze
negative, alla privatizzazione del bene acqua.
La scelta di creare Montagna 2000, con specifiche caratteristiche pubbliche,
ha consentito di minimizzare i problemi, almeno in relazione alle gestioni
locali: infatti, le grandi società "multiutility", quotate in
borsa, contrariamente a quelle "in house", dovranno
"accogliere" nuovi soci fin alla quota del 70%. Che, a questo
punto, decideranno le strategie di questo bene.
La riunione si é
conclusa con la considerazione che solo un fronte unitario e compatto, a
livello politico, amministrativo e sociale, potrà consentire di affrontare
il futuro con qualche speranza. Il bene acqua é della montagna, ma la
rappresentatività politica, a causa dei numeri, sempre troppo piccoli
rispetto alle masse delle pianure, é sempre troppo bassa. A questo va
aggiunto che alcuni rappresentanti di comuni, per motivi poco comprensibili,
hanno deciso di non aderire a questo fronte comune