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Paolo "Cicci" Pattoneri
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In bici, da Borgotaro a Medjugorie, in 8 giorni: é la nuova impresa
di Paolo "Cicci" Pattoneri.
1068 chilometri, tutti
filati, tutti in bici, alla scoperta del mondo, alla scoperta dei
propri limiti.
.
Testo di Paolo "Cicci" Pattoneri
Sono le 6 e 30 quando Enrico, dal suo balcone mi augura buon viaggio, un
saluto a moglie e figli, un'ultima occhiata alla CINELLI di EZIOBIKE, è il
momento di partire.
Durante il tragitto, fino a Valmozzola
stazione, gli amici che mi hanno aiutato per questo viaggio si susseguono
per salutarmi. Già alla trattoria della stazione di Valmozzola la signora
Maria mi offre un caffè, una breve pausa ristoratrice e di raccomandazioni.
La giornata è stupenda, certo a quest'ora del mattino fa un poco freddo,
arrivo a Parma dove davanti allo stadio Tardini ho un appuntamento con un
paio di amici, Silvia e Giulio,che mi accompagneranno fino a Brescello.
Purtroppo non posso passare da Casalmaggiore in quanto il ponte sul Po è
chiuso per manutenzione. A Brescello una breve sosta con foto di rito
davanti alle statue di Don Camillo e Peppone. Salutati i miei amici mi
dirigo verso Mantova dove volevo fare tappa ma la giornata è bella le gambe
girano quindi decido di allungare di qualche decina di chilometri fino a
Nogara (VR) In tutto 158 km. Per cena vado alla festa di un partito dove
c'e' a cantare Omar, ero incuriosito dal personaggio dato che spesso lo si
vede cantare a Videotaro nel programma di liscio, devo dire che a vene sul
collo è pari a Pappalardo.
La seconda tappa mi regala una splendida giornata di sole e di
traffico,infatti la strada che collega la bassa padana a Padova è un via vai
di camion e auto, a 20 km da Padova per evitare la città cerco strade
secondarie in aperta campagna,proprio tra Padova e Mestre,intorno alle una
fa un caldo soffocante passo il paese di Fossò che curiosamente è gemellato
con Medjugorie, più avanti attraverso Dolo bellissima cittadina piena di
antiche ville e parchi storici. La meta della giornata era Scorzè ma anche
oggi le gambe girano a meraviglia e arrivo a Mogliano Veneto,dove incontro
parecchie difficoltà per trovare da dormire,è qua che grazie al gestore di
una tabaccheria, il gentilissimo Umberto, trovo un ricovero per la notte in
un alberghetto di cinesi, un luogo probabilmente adoperato per molti usi, ma
è tardi mi adeguo. Anche questa tappa è stata lunga, 155 km.
La terza frazione è una tappa speciale,
rivedrò l'amico Massimo Ostrouska, per chi non lo conoscesse nel 1994\96 ha
attraversato il continente americano dall'Alaska alla Terra del fuoco
(estrema 94 nel web). A SanDonà di Piave attraverso il ponte sul fiume sacro
alla patria. Ho appuntamento nei pressi di Duino con Massimo precisamente al
villaggio pescatore, un porticciolo con bellissime barche, ho approfittato
degli amici di Trieste per fare un giretto in barca a vela, è stata una
bella esperienza guidata dal capitano Andrea e dai racconti avventurosi di
gioventù del capitano Ido. La serata è stata ugualmente suggestiva, arrivato
a Trieste i genitori di Massimo mi hanno ospitato per la notte e ho potuto
assaporare la cucina della signora Grazia, abbiamo parlato della passata
avventura di Massimo, è stata una serata appassionante, come si dice da noi
abbiamo fatto "filosso". Davvero persone speciali.
Intanto in questa giornata altri 140 km
sono stati pedalati. Il giorno dopo ero impaziente, mi prestavo ad
attraversare la Slovenia per poi giungere in Croazia. A Trieste Grazia e
Luciano mi hanno accompagnato all'inizio di una ciclabile che porta
direttamente in Slovenia,é stata ricavata da una vecchia ferrovia dismessa.
All'inizio è tutta asfaltata,molto bella e mano a mano che che si sale , ne
esce in una splendida cartolina di Trieste. Dopo pochi chilometri inizia la
strada bianca purtroppo,nonostante il timore di bucare vado avanti
attraversando strette valli carsiche e entrando in gallerie illuminate dal
terreno,molto suggestivo. Chiedo ad un biker di nome Giorgio di indicarmi
un'alternativa asfaltata per raggiungere la frontiera,gentilmente mi
accompagna per qualche chilometro e dopo una rinfrescata ad una fontana ci
salutiamo, ora sono di nuovo sull'asfalto e nonostante la forte pendenza
pedalo di buona lena, non vedo l'ora di attraversare il confine. Finalmente
ci sono,anche se in Slovenia la moneta è l'euro trovo un'agenzia che cambia
in Kune (moneta croata), faccio un po’ di cambio in previsione della Crozia,
anche se poi si rivelerà inutile perchè l'euro è accettato in qualsiasi
esercizio croato ed anche in Bosnia-Erzegovina. Dopo 70km e tantissima
salita arrivo a Rijeka (Fiume), attraverso la città e comincio a seguire la
strada costiera fino a Crikvenica, 118 km molto duri, è alta stagione
turistica e faccio fatica a trovare un alloggio per la notte, mi rivolgo
all'ufficio del turismo a la ragazza scuote la testa dicendomi che sarà
molto difficile, dopo un'ora a girovagare all'apice della cittadina trovo in
una (SOBE) camera privata il sospirato riposo. Una cosa curiosa mi è
capitata in questo luogo, sono andato a comprare da un benzinaio le cewingum
dopo l'ordinazione il commesso mi da il resto nonostante non avessi ancora
pagato, cerco di spiegargli ma non capisce nulla di italiano, mi rivolgo al
padrone che lo parla perfettamente e gli spiego la situazione, per la mia
buona fede mi hanno regalato una scatola di cerini. Ero stupito ma anche
orgoglioso di questo.
Il giorno dopo il sole mi sorride il
mare è stupendo, la faccenda si fa subito dura sali scendi a non finire, più
sali che scendi. All'apice di un salitone lungo parecchi kilometri, mi fermo
a ristorarmi ad un bar sulla strada, scorgo 2 sagome in bici, molto
affaticate, si fermano anche loro al bar e facciamo conoscenza raccontandoci
in un misto italoanglotedesco i nostri rispettivi viaggi,li saluto e
finalmente la discesa e ancora salita e su e giù, per tutto il viaggio è
stato così, arrivo a BaricDraga dopo 130km, trovo alloggio dai signori Baric,
incredibile ma vero in questo paese si chiamano tutti Baric. Faccio spesa di
frutta per il giorno dopo, un ristorantino è lontano 2 km quindi decido di
mangiare sulla spiaggia e dopo un bagno mangio del tonno comprato prima. Io
non conosco il croato e la scatoletta sembrava tonno, ho scoperto dopo che
era mangiare per gatti. La sera conosco 2 ragazzi alloggiati dai signori
Baric, sono Mary e Luca di Cuneo, gentilmente mi danno il loro numero di
cellulare in caso avessi bisogno mi avrebbero portato aiuto. In seguito si
riveleranno preziosissimi, non potrò mai ringraziarli quanto meritano.
Il giorno dopo parto per la sesta
tappa, giornata solare mare a specchio, per evitare la città di Zadar (Zara)
sono passato su di un altopiano all'interno, qua la recente guerra ha
picchiato molto, ho visto campi minati ancora da bonificare, case bombardate
oppure colpite da pallottole. A dimostrazione delle atrocità sono i
monumenti recenti con i nomi dei caduti, quasi tutti ventenni. Mi fermo in
una bancarella di frutta, prendo le solite pesche, volevo disfarmi della
moneta in kune, ma ne manca mezza, la signora appena ho detto da dove arrivo
e dove era la mia destinazione, me le voleva regalare, gli ho dato 5 euro.
Arrivo a Sibenik grosso centro della Dalmazia, trovo alloggio dal signor
Milan, il quale per 20 euro mi fa dormire in un buco di stanza con water
incorporato, la doccia mi ha permesso di farla in un appartamento occupato
da 2 ragazze che erano al lavoro, con la raccomandazione di non lasciar
segni del mio passaggio, NON USARE SAPONI E NON SPOSTARE OGGETTI, avevo 15
minuti di tempo per lavarmi. Comunque una bella spaghettata in un ristorante
italiano mi ha gratificato dei 138 km percorsi quel giorno.
Il giorno seguente finalmente le salite
sono diminuite costeggio il mare bellissimo fino a Omis bellissimo luogo di
villeggiatura, italiani, tedeschi, polacchi, ungheresi, austriaci, insomma
un bel misto di gente. Infatti per trovare l'alloggio (praticamente
impossibile) mi devo accontentare di un 4 stelle, l'unica camera disponibile
nella città, tappa di116km. Al mattino parto per l'ultima frazione, so già
dalle informazioni di cui dispongo che sarà durissima, dovrò attraversare le
montagne per addentrarmi nell'entroterra, arrivare e attraversare il confine
con la Bosnia. Infatti da Makarska sul mare si snoda scavata nella roccia
una strada da tappone dolomitico, la guardo dal basso pensando ai miei 15 kg
di bagaglio che scorazzavo per la Dalmazia da una settimana. Finalmente
arrivo sull'apice del passo e se ancora sali scendi si alternavano ormai il
più e' fatto. Discesa finalmente, mi concedo un panino in uno dei numerosi
spiedi che si incontrano lungo la strada, maialini allo spiedo anche una
decina uno in fila all'altro. Dopo qualche chilometro da Vrgorac passo il
confine con la BosniaErzegovina, mancano 40 km alla meta, pedalo con
tranquillità ormai sto per raggiungere Medjugorie dopo 114km, finalmente
capisco di esserci incrociando decine di autobus, costeggio una strada piena
di alberghi, negozi, ristoranti,ed eccomi arrivato sono di fronte alla
chiesa. Curioso e noto che fra le tante migliaia di persone la stragrande
maggioranza è italiana, diciamo che il rapporto è 100 a 1 fra italiani e
persone di altra nazionalità. Sapendo che arrivavo a Medjugorie la Marta,
una ragazza di Borgotaro andata in pellegrinaggio, mi ha contattato e ci
siamo incontrati. Grazie a lei e ad una ragazza di Monza di nome Anna, sono
riuscito a trovare posto per la bicicletta e parte del bagaglio, dato che
sono dovuto andare a 9 km da Medjugorie per l'alloggio che ho trovato in un
centro cattolico italiano.
Ho seguito la messa pensando fosse di
una durata come da noi ma e' risultata assai più lunga, 2,30 ore circa in
croato. Il giorno seguente di prima mattina torno a Medjugorie per salire
sulla collina dell'apparizione, già tanta gente si ritrovava lungo il
percorso a pregare, nel luogo dove la signora della pace è apparsa c'e' un
silenzio surreale nonostante la calca di persone, tra le rocce della
montagna scorgo tante foto di ragazzi e biglietti con richieste di grazia.
Altre persone raccolgono sassi della montagna sacra. Ritorno al paese
attraversando bancarelle di ogni tipo, erano in vendita anche tartarughe di
terra. Alle 14,30 avevo appuntamento con i ragazzi di Cuneo conosciuti
giorni prima che nel loro pellegrinare in Croazia si sono offerti di darmi
un passaggio fino a Spalato da dove con un traghetto ho raggiunto Ancona e
con un treno Parma. Ho proseguito poi per BorgoTaro in bicicletta. Sono
stati 8 giorni intensi dove ho percorso 1068km con la Cinelli di Ezio. Ho
conosciuto persone sempre disponibili ad aiutarmi, come del resto anche nei
miei viaggi passati.
Un ringraziamento particolare per aver
reso possibile questa avventura a Auto2000 di Bernazzoli, Cardinali
elettroimpianti, Trattoria bar la stazione di Valmozzola, F.lli Bonaccio
costruzioni edili, Formaggi d'Italia, Pizzeria bar da Romano a Berceto, Flli
Baccarini autoriparazioni, Ettore Zanrè creazioni in legno su misura.
Un saluto affettuoso a chi mi è stato vicino............ arrivederci al
prossimo viaggio!