I LUOGHI DELL'APPENNINO  
 

Santa Maria del Taro



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Informazioni utili:

Il paese è posto ad una altitudine di 717 metri, sono presenti tutti i servizi, dista 6 km dal confine ligure (Passo del Bocco) e soli 30 minuti d'auto dal mare di Chiavari.

Santa Maria del Taro era l'antico insediamento del monastero di Bobbio, oggi località climatica e di villeggiatura. Nella Parrocchiale eretta  intorno al 1150 (il santuario più antico della valle), demolito agli inizi del XIX secolo, è conservata una statua cinquecentesca in marmo raffigurante la Madonna col Bambino. Nel centro del paese, il cosiddetto ponte romano dei Priori, a due arcate, risale in realtà all'epoca medievale.
 

http://it.wikipedia.org/wiki/Tornolo

 

http://www.youtube.com/user/valtaroTV


Servizi di pubblica utilità:

 
Accessibilità: in auto, da Bedonia S.S. per Chiavari o con autobus sulla linea Bedonia - Passo del Bocco - Chiavari.
 
Pubblica Assistenza Croce Verde: 0525-80106
Mercato settimanale: domenica
Posto telefonico pubblico:
Bar Alpino tel. 0525-80133 dalle ore 8.00 alle ore 20.00
Ufficio postale: Via de Terry, 2 tel. 0525-80445
Banca: via Privata n° 2 - Tel. 0525-80130
Carabinieri: via Privata n° 1 - 0525-80134

 

 

 

 


Il ponte romano dei Priori
 

La chiesa parrocchiale
 

Il borgo
 

 I Dintorni del paese
 


Il lago

La  Torre Piezometrica
della diga dell'Enel

Vicino alla sorgente del Fiume Taro

Cenni storici e curiosità

Santa Maria del Taro, a vederla così, in fondo all'alta e stretta valle del fiume si direbbe nient' altro che un piccolo borgo montano tutto dedito all'agricoltura. E' curioso invece scoprire che, unico forse tra i tanti paesi vicini, Santa Maria del Taro  ebbe e ha tuttora una vocazione artigiano-industriale. Già alla fine dell'800, il cav. Henry De Thierry, agente di una società inglese, aveva acquistato gran parte del territorio del Monte Penna per utilizzarne le risorse naturali, in particolare le miniere di rame e le foreste di faggio. De Thierry fondò nel paese una società commerciale che aveva come scopo principale quello di sfruttare intensamente il faggio e i suoi derivati, infatti il nome della ditta era: "Soc. Acetati e Derivati". La fabbrica  produceva alcool metilico, che serviva per la confezione di vernici;  acetato di calce, che a sua volta dava luogo ad acido acetico  per le tintorie ed acetone  per la fabbricazione della polvere bianca utilizzata per le armi da fuoco. Inoltre si ricavava catrame e molto carbone di legna. Il cav. De Thierry, attivò lo sfruttamento delle miniere di rame, impiantò una teleferica lunga parecchi chilometri che dal Monte Penna arrivava direttamente a Santa Maria del Taro; entrarono, pure, in funzione grandi segherie e una moderna lavorazione del legno. Il Penna era dunque ed è ancora oggi la fonte di vita per gli abitanti del paese.
La sua faggeta millenaria ne circondava la sommità, la cui punta aguzza rappresentava il Dio Pennino adorato dagli antichissimi liguri.Se un tempo dunque il Penna era considerato una divinità, il faggio che cresceva sui suoi fianchi, era il suo profeta. Questa pianta fu sempre il simbolo vivo di questa montagna e del paese che era sorto ai suoi piedi lungo il primo corso del Taro, anche lui nato dal Penna. Oggi il faggio continua ad essere l’emblema della laboriosità di Santa Maria del Taro. Con questo legno si costruiscono centinaia, migliaia di sedie artistiche. Alle antiche industrie chimiche si è infatti sostituita una moderna fabbrica che produce  sedie note in tutto il mondo come “chiavarine”, “parigine”e “campanino”. Fu infatti a Chiavari, cittadina della riviera ligure, un paio di secoli fa, che un ingegnoso falegname di nome Campanino, cominciò a costruire sedie dalle caratteristiche inconfondibili. Ancora oggi questo tipo di sedie sono prodotte a Santa Maria del Taro e conservano le caratteristiche di un tempo: leggerezza, robustezza ed eleganza. Inoltre si sono aggiunte forme nuove e moderne che servono a mantenere alta e viva la fama di queste fabbriche. Nello stabilimento si lavora, oltre il faggio, anche l’acero, il noce e il ciliegio. Le fabbriche di seggiole sono una delle vere attrattive e particolarità del piccolo borgo montano, ma non è la sola. Un'altra risorsa offerta dall'ambiente è il suggestivo paesaggio che offre il fiume Taro il quale, nasce da una greppia muscosa sotto la fitta faggeta della foresta demaniale del Penna. Nella parte alta del suo percorso, ha un andamento irregolare e il suo letto è cosparso di ciottoli e scogli; si allarga poi, fuori dal paese in un ruscello dalle rive fiorite.
Queste caratteristiche devono aver affascinato gli antichi liguri della zona, infatti la parola Taro, in dialetto "Tà", è presente nel dizionario di lingua celtica e sta a significare: "indocile, turbolenta, impetuoso". Inoltre, il suo  letto irregolare, favorisce lo svolgersi di gare di canoa. La corrente impetuosa del Taro è l'ambiente ideale della Trota Fario, preda molto ambita dei pescatori che convergono qui da tutta la provincia... non a caso Santa Maria del Taro è definita “la perla dell’alta Val Taro”!
  






Il vicino Monte Penna

Le cascate del fiume Taro

   

   

 

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La corriera di "Carpani" assegnata
alla linea "Borgotaro-Bedonia-Santa Maria"


La Croce Verde - Santa Maria del Taro ha una nuova ambulanza, dono della Pubblica Assistenza di Chiavari. Per il nostro piccolo ma vitale centro é un avvenimento importante, anzi importantissimo: sia sotto il profilo della gestione delle emergenze che sotto il profilo del sentirsi tutti uniti attorno ai problemi e in una Comunità. Avere un'ambulanza vuol dire anche avere un nuovo elemento di unione sociale, di riflessione, di senso dell'impegno comune.
  
Per ulteriori informazioni...

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Testo e materiale fotografico è stato curato da:Romina Lusardi