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Borgotaro - Le cascate dell'alta Valle del Cogena  23 febbraio 2002 02

Immagini delle sculture di ghiaccio

Cascate di ghiaccio, sculture di ghiaccio

 

Click per ingrandire

La cascata con le pietre sospese

Un tramonto da Belforte

La grande cascata

La cascata con le pietre sospese

Belforte e l'inverno

Ghiaccio e acque verdi

Paolo "ammira" il ghiaccio

Panorama dal sentiero

Ghiaccio e acque verdi

Il Cogena ghiacciato

Paolo

Sculture di ghiaccio

Il Cogena ghiacciato

Un essiccatoio per le castagne: quello che ne rimane

Ghiaccio e acque verdi

Ghiaccio e acque verdi

Legna con vista

Ghiaccio e acque verdi

Ghiaccio e acque verdi

Paolo

Ghiaccio e acque verdi

Un cascata di ghiaccio dal bosco

Il passaggio sul Cogena

Un cascata di ghiaccio dal bosco

Pozze

Paolo

Movimenti d'acqua nel ghiaccio

Scultura naturale

Molinatico

Scultura naturale
 
Ghiaccio e acque verdi
 
Testi e foto di Mauro Delgrosso


 

Il freddo intenso nelle sfumature metalliche del ghiaccio e il caldo abbraccio di un rosso tramonto d'inverno. A Belforte, nel Cogena.

La stagione fredda si é fatta sentire, morde: -14° in certi punti.
In certe zone esposte a nord, l'acqua, tutta l'acqua, si é trasformata in ghiaccio; ha formato delle splendide sculture. Le cascate sono immobili, bloccate nella loro elegante forma.
L'aria é freddissima, punge fino a farti male quando entra nei polmoni; le orecchie urlano di dolore per il vento gelido. Gli occhi ogni tanto si velano di lacrime.
E' sabato pomeriggio e insieme a Paolo, il Paolone di Belforte, decidiamo di vedere di persona questo spettacolo.
Paolo é un omone, e a dispetto dei quasi due metri d'altezza, si muove agilmente e con grande equilibrio: conosce i boschi e canali di Belforte come le sue tasche, sasso per sasso, albero per albero. Sentiero per sentiero, traccia per traccia.
Ogni luogo ha una sua storia, ogni pietra ha qualcosa da raccontare, da dire. Ogni albero ha un'anima ed é un fedele testimone del tempo che é passato.
La mia "guida" é orgogliosa di restare un "contadino". In realtà nella vita fa il manager, di quelli veri: come tutti quelli di Belforte é attaccato alla sua terra come un figlio ad una madre.
Ma quando vuole essere a suo agio, quando si presenta, si definisce un contadino. Un contadino e cacciatore, di antiche e inflessibili tradizioni.
Camminiamo svelti per oltre un'ora, in mezzo a sassi e vegetazione ricoperti di ghiaccio.
Scivolare é quasi obbligatorio: tutto é lucido. L'importante é tenersi lontani dall'acqua e dai dirupi: un bagno in questa stagione potrebbe essere letale. Una frattura, in fondo a questi canaloni e con le giornate ancora corte di luce, anche.
L'acqua del Cogena é verde smeraldo: immergo, per una stupida curiosità e per percepirne la temperatura, una mano nell'acqua. Non l'avessi mai fatto.
D'estate, pur con l'acqua fredda, non riesco mai a resistere ed infilo la testa sotto le cascate: adesso non sento più le dita dal dolore; l'acqua non gela solo perché é in movimento, appena ferma si cristallizza e diventa bianca, istantaneamente, come in un film di fantascienza. Come accade ora sulla mia mano.
Anche la macchina fotografica digitale si blocca per la temperatura artica: per farla funzionare, devo metterla a contatto con il mio corpo, sotto il giaccone; devo anche cambiare le pile. Fortunatamente si riprende: ho rischiato di aver fatto tanta strada per nulla e di tornare senza neanche un'immagine.
Ma eccoci giunti nell'ansa più fredda del canale: decine di "buche", sormontate da cascatelle di ghiaccio. Infinite strisce di ghiaccio che escono dal bosco e si precipitano nell'alveo. E le due grandi cascate, quasi completamente bloccate dal gelo.
Che spettacolo!
Qualche minuto di contemplazione e poi via, verso il percorso di ritorno, obbligatoriamente diverso, viste le difficoltà nello scendere, da quello d'andata; ora camminiamo di nuovo veloci, lungo un sentiero esposto a sud, segnato e mantenuto dai cacciatori locali e che si snoda in mezzo ad alcuni vecchi essiccatoi per le castagne: arriviamo a Belforte giusto in tempo per vedere un caldo tramonto invernale; dopo tanto freddo candore, un po' di caldo e un po' di rosso.

PS: ogni tanto si sente parlare di qualche strano progetto, per imbrigliare e portare le acque pure e limpide del Cogena in pianura. Forse occorrerebbe rifletterci bene sopra. E pensare a quello che si andrebbe a distruggere.