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"Fiö d'al
Burgu", la
storica compagnia teatrale di Borgotaro, fanno
ancora centro: con uno strepitoso successo, portando in scena "Cula
Sčira al B'zuntoun", un pezzo esilarante, del prezioso autore
dialettale Mario Faccini. Tre ore di spettacolo in borgotarese,
simpatico e divertente.
Nei prossimi giorni, sarą messa in vendita la
registrazione video dell'intero spettacolo: per chi ne volesse
prenotare una copia (DVD o VHS) sarą sufficiente mandare un'email
alla redazione di Valtaro.it. |
Bisogna essere
veramente tanto amici, tanto affiatati, per mettere in piedi una commedia
dialettale di vero successo; bisogna essere uniti, per arrivare a
confezionare uno spettacolo piacevole e intelligente come quello messo in
scena al Farnese, venerdģ scorso.
Ci vogliono idee chiare, ci vogliono tante energie, fisiche e mentali, ci
vuole tanta intelligenza; bisogna anche saper vivere, saper stare al mondo,
insieme a tante altre personalitą. Occorre saper tenere insieme tante teste
e tanti talenti, a volte inespressi: non é da tutti saper mandare avanti
una compagnia teatrale, anche se composta da dilettanti. Non é poco,
soprattutto se il compenso, per tutto questo impegno, é un semplice e
genuino applauso.
Mesi di prove, mesi di fatiche, mesi di serate in Imbriani a ripetere, a
perfezionare ogni singolo passaggio. Mesi di passione, di attrazione per il
teatro, di amore per il dialetto.
E cosģ, alla fine, anche quest'anno, i Fiö d'al Burgu ci hanno regalato un
altro piccolo capolavoro, una prova orgogliosa di valore assoluto, come
sempre in borgotarese: Cula Sčira al B'zuntoun, di Mario Faccini. Alla
solita e rodata compagnia, che raccoglie tanti successi da anni, si sono
aggiunti tre attori, tre volti nuovi, rivelatisi bravissimi e senza timori
reverenziali: Antonia Molinari, Annalisa Oppo e Claudio Mallero. Antonia,
chiamata per la sua padronanza del dialetto, al debutto assoluto; per
Annalisa un ritorno, dopo anni di attivitą in alcune compagnie di Parma;
per Claudio, dotato di ottimo talento e animato da tanta passione, una
tappa, definibile come "tipica", di un percorso appena
intrapreso.
Tre ore di ottimo spettacolo, quasi tutte in dialetto, con l'accompagnamento
garbato e gradevole del gruppo dei mandolinisti; con delle scenografie
particolarmente curate e belle, adatte alla storia e ricche di preziosi
particolari (by Piscina, Murena e Franchi). Con i trucchi e le acconciature
perfette di Gianni e Rosalba. Pippo Caramagna, é stato impegnato in una
difficile regia e nei suggerimenti dalla buca. Un personaggio eclettico e
flessibile, accomodante, come suo solito.
La storia é ambientata in un "Burgu" che potrebbe quasi essere
contemporaneo, con i frequentatori di un bar dall'atmosfera nostrana
(Pacifico - Marco Ferrari e Cipriano - Carlo Contini) che, tra una ciucca e
un'altra, tra un lavoro mancato e una goliardata, ne combinano di tutti i
colori, capeggiati da Leonardo (Franco Brugnoli), la tipica simpatica "lingera"
squattrinata di paese.
La storia, dopo l'intreccio delle storie dei personaggi, ha il suo
divertente epilogo in una notte, nei pressi del Bisuntone (al B'zuntoun): il
realmente celebre luogo di incontri galanti borgotaresei; la trama si svolge
in un crescendo di equivoci, che coinvolgono Annabella (Maria Rosa Pattoneri),
l'affascinante moglie del ricco possidente terriero "della bassa"
Asdrubale (Renato Toschi), il loro figliolo Gianrocco (Claudio Mallero), la
nipote Livietta (Annalisa Oppo) della titolare dell'hosteria del Gallo
d'Oro, Liberata (Claudia Leonardi); tutto nasce dalla cacciata di casa di
Leonardo, ad opera della "padrona-morosa", Catrčina (Clara
Molinari), con la complicitą dell'immancabile donna di servizio di paese,
Tugn'tta (Antonia Molinari).
Ottimo spettacolo sul palcoscenico e grande energia dietro le quinte: pochi
minuti per rivoluzionare gli scenari, stelle e luna comprese.
Alla fine di tutto, una delle cose pił belle della serata, un momento tanto
significativo, veramente unico. Il dopo spettacolo, nella baita degli
Alpini: tutta la compagnia si é riunita, si é seduta a tavola, insieme a
tutti quelli che hanno contribuito al successo, a tutti quelli che si sono
dati da fare. Pane salame e allegria. E dopo aver mangiato e bevuto, ancora
truccati, é spuntata una chitarra e un bravo chitarrista: si é fatta
baldoria, fino quasi all'alba. Con lo spirito giusto, con l'animo
giusto.
Pronti per un'altra commedia, un'altra bella e piacevole sfida teatrale da
vincere.
Altri articoli sulle
performances dei Fiö d'al Burgu:
www.valtaro.it/fio2007/index.htm
www.valtaro.it/la_quara_2006/index.htm
www.valtaro.it/commedia2004/index.htm
www.valtaro.it/commedia2003/index.htm
http://www.valtaro.it/alcocu/

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