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Parma - Via Rimini      15 Settembre 2003 02

Immagini della visita di Ferdinando
presso l'abitazione di Via Rimini a Parma

Ferdinando Carretta a casa per alcune ore

 

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Testi e foto di Mauro Delgrosso
Attenzione: il  materiale fotografico riportato é di proprietà del portale Valtaro.it; é espressamente vietato l'utilizzo in qualsiasi forma, anche parziale o modificata, e per qualsiasi motivo.


Ferdinando Carretta esce dalla casa di Via Rimini 8, a Parma

Ferdinando Carretta esce dalla casa di Via Rimini 8, a Parma

Ferdinando Carretta esce dalla casa di Via Rimini 8, a Parma

L'Avvocato compianese Marco Moglia, difensore di Ferdinando Carretta

La casa del delitto, in Via Rimini 8 a Parma

L'Avvocato Gianluca Paglia, difensore di Ferdinando Carretta

I giornalisti Luca Ponzi (RAI) e Davide Barilli (Gazzetta di Parma)

Gianluca Paglia e Marco Moglia, escono dalla casa di Carretta

Gianluca Paglia e Marco Moglia, escono dalla casa di Carretta

Gianluca Paglia e Marco Moglia, escono dalla casa di Carretta

Gianluca Paglia e Marco Moglia, escono dalla casa di Carretta

Ferdinando Carretta torna in carcere, con la borsa contenente gli oggetti prelevati

Giornalisti in appostamento

Giornalisti in appostamento: la finestra dell'appartamento del delitto

Giornalisti in appostamento

Gianluca Paglia e il giornalista RAI Luca Ponzi

Marco Moglia e Gianluca Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi

Marco Moglia e Gianluca Paglia

Marco Moglia e Gianluca Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi

Marco Moglia e Gianluca Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi

Marco Moglia e Gianluca Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi e da Davide Barilli (Gazzetta di Parma)

Marco Moglia e Gianluca Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi e da Davide Barilli

Marco Moglia e Gianluca Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi e da Davide Barilli

Marco Moglia e Gianluca Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi e da Davide Barilli

Giornalisti in appostamento
 
Giornalisti in appostamento
Testi e foto di Mauro Delgrosso
Tutti i diritti sono riservati, proprietà esclusiva del portale Valtaro.it, é vietata ogni forma di utilizzo non autorizzata del materiale pubblicato, anche parziale.

 

Torniamo con la memoria un attimo nel passato, alla cronaca nera del passato: alla cronaca che più nera non si può. Tutta Italia ne parlò, tutti rimasero sgomenti.
Un orrendo delitto: Ferdinando Carretta un giorno di un'estate di alcuni anni fa, massacrò la sua famiglia e seppellì i cadaveri di padre, madre e fratello in una discarica; non furono mai più trovati. Qualche anno dopo, l'assassino fu catturato a Londra. Processato, si assunse la responsabilità del triplice delitto. Da allora é rinchiuso in un ospedale psichiatrico giudiziario. E ieri, per la prima volta dall'inizio della reclusione, Ferdinando Carretta é uscito dal carcere ed é tornato a Parma; per prendere alcuni cose personali, che da anni sono rimaste li, nella casa dove avvenne la tragedia. Per la prima volta, dopo anni.
Ora la memoria ha fatto il suo compito e si spegne: siamo di nuovo nel 2003, precisamente ieri, lunedì 15 settembre; Parma é immersa nel suo traffico tranquillo di un caldo inizio settimana; é tarda mattinata e dopo una riunione di lavoro mi perdo, tra un cantiere e un altro, cercando di guadagnare il centro della città: ho voglia di un buon aperitivo prima di tornare in Valle; passo per una via parallela a via Rimini, la via del misfatto; passo e vedo una troupe della RAI; vedo anche un paio di amici giornalisti. Mi fermo per salutarli; uno, Luca Ponzi, mi sussurra di proseguire e di "nascondere la macchina". Così, con questa frase, la mia curiosità é a mille!
La fotocamera che ho sempre nel baule dell'auto in un istante é nella mia mano e via, con loro.
Mi dicono che siamo vicini alla casa di Ferdinando Carretta e che proprio lui, sta per arrivare. Sono giorni che, dopo una serie di interviste apparse sui giornali, l'attenzione sul caso é di nuovo altissima. La libertà sembra essere vicina. 
Altra sorpresa: Carretta non entra, escono invece dalla casa due uomini, distinti, ben vestiti, dal passo veloce; si tuffano in una familiare; uno lo conosco: é l'Avvocato Marco Moglia, un amico di Compiano, un giovane professionista molto stimato; é con Gianluca Paglia: anche lui é ben conosciuto e stimato anche a Borgotaro. Tutto perso allora? No!
Mezzo minuto e Ferdinando Carretta esce di casa, come un fantasma, rapido. Ho solo il tempo di fare tre foto e poi scompare nell'auto che lo aspetta. Tutto torna normale. Nel frattempo, grazie alla mia inesperienza e allo stupore, riesco anche ad "impallare" la telecamera della RAI per un istante: la mia nuca é stata vista da mezza Italia. Meno male che non si sono sentite le parolacce del cameraman... mi scuso ancora con lui per l'accaduto!

E allora, fatto trenta, tanto vale fare trenta e uno! Chiamo Marco sul cellulare: mi conferma di essere uno dei difensori di Ferdinando Carretta; gli chiedo se mi può dire qualcosa.
Mi dice di raggiungerlo nel suo studio, nel centro di Parma.
E qui, ritrovo i giornalisti Luca Ponzi e Davide Barilli. Una buona occasione per imparare qualcosa, da due veri professionisti: da cogliere al volo. In fondo Marco é di Compiano, ha lo studio al Borgo ed é un amico. La sua carriera professionale interessa sicuramente anche ai lettori di Valtaro.it.
Anche lui è un personaggio della Valle.
E quindi, via all'intervista: una di quelle "classiche"... con quattro domande a Marco e a Gianluca.

domanda - Qual'è la posizione giudiziaria di Ferdinando Carretta?
risposta - Avv. Gianluca Paglia: Ferdinando Carretta ha subito un processo avanti la Corte d'Assise di Parma per aver cagionato la morte dei propri genitori e del proprio fratello. Nel corso del processo Ferdinando ha confermato i fatti che gli venivano contestati. La Corte d'Assise di Parma, nel novembre 1999, assolveva Ferdinando Carretta dai reati commessi in quanto persona non imputabile per vizio totale di mente. E' stato così accertato che al momento della commissione del fatto non aveva la capacità di intendere e di volere. Cosicchè secondo la previsione dell'art. 222 c.p. veniva applicata a Ferdinando la misura di sicurezza del ricovero in Ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere.

domanda - Come sono le attuali condizioni di salute di Ferdinando Carretta?
risposta - Avv. Marco Moglia: Sta bene sia fisicamente che dal punto di vista psichico. I medici ci hanno riferito che ha raggiunto una condizione clinica di sufficiente compenso psicopatologico, tale da consentirgli di controllare adeguatamente le proprie spinte volitive e di essere in perfette condizioni per compiere atti giuridici, di esercizio dei propri diritti e di assumere e adempiere obblighi. Insomma, sta bene e nulla può essere osservato negativamente sulle sue condizioni psichiche.

domanda - Potrebbe tornare in libertà Ferdinando?
risposta - Avv. Gianluca Paglia: Occorre essere prudenti. Innanzitutto oggi Ferdinando ha già benefici di diversi permessi che gli hanno consentito di uscire dall'Ospedale psichiatrico per esigenze strettamente connesse alla sua rieducazione e reinserimento sociale. La misura di sicurezza verrà a scadere nel dicembre di questo anno, ma più che di libertà, sarebbe il caso di parlare di semilibertà. Non è escluso che nei prossimi giorni si possa presentare istanza di ammissione al regime di semilibertà per consentire a Ferdinando Carretta di passare parte del giorno al di fuori dell'Ospedale psichiatrico svolgendo un'attività lavorativa. La decisione spetterà al Tribunale di Sorveglianza. E' chiaro, però, che tutto ciò sarà subordinato all'individuazione di un lavoro o di altra attività che sia utile per il reinserimento sociale.

domanda - Come passa la giornata Ferdinando Carretta?
risposta - Avv. Marco Moglia: Innanzitutto lavora. Partecipa in modo attivo e proficuo a corsi di formazione ENAIP in materia grafica, informatica, restauro; attraverso queste attività formative, ha modo di realizzarsi con i colleghi di corso, nonché di acquisire e perfezionare un buon numero di abilità. Si interessa di economia e di informatica, coltivando altresì, con vari approfondimenti, la lingua inglese.