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Testi e foto di
Mauro Delgrosso
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modificata, e per qualsiasi motivo. |

Ferdinando Carretta esce
dalla casa di Via Rimini 8, a Parma |

Ferdinando Carretta esce
dalla casa di Via Rimini 8, a Parma |

Ferdinando Carretta esce
dalla casa di Via Rimini 8, a Parma |

L'Avvocato compianese
Marco Moglia, difensore di Ferdinando Carretta |

La casa del delitto, in
Via Rimini 8 a Parma |

L'Avvocato Gianluca Paglia, difensore di Ferdinando Carretta |

I giornalisti Luca Ponzi
(RAI) e Davide Barilli (Gazzetta di Parma) |

Gianluca Paglia e Marco
Moglia, escono dalla casa di Carretta |

Gianluca Paglia e Marco
Moglia, escono dalla casa di Carretta |

Gianluca Paglia e Marco
Moglia, escono dalla casa di Carretta |

Gianluca Paglia e Marco
Moglia, escono dalla casa di Carretta |

Ferdinando Carretta torna
in carcere, con la borsa contenente gli oggetti prelevati |

Giornalisti in
appostamento |

Giornalisti in
appostamento: la finestra dell'appartamento del delitto |

Giornalisti in
appostamento |

Gianluca Paglia e il
giornalista RAI Luca Ponzi |

Marco Moglia e Gianluca
Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi |

Marco Moglia e Gianluca
Paglia |

Marco Moglia e Gianluca
Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi |

Marco Moglia e Gianluca
Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi |

Marco Moglia e Gianluca
Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi e da Davide Barilli
(Gazzetta di Parma) |

Marco Moglia e Gianluca
Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi e da Davide Barilli |

Marco Moglia e Gianluca
Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi e da Davide Barilli |

Marco Moglia e Gianluca
Paglia, intervistati nel loro studio da Luca Ponzi e da Davide Barilli |

Giornalisti in
appostamento |
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Giornalisti in
appostamento |
Testi e foto di
Mauro Delgrosso
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materiale pubblicato, anche parziale. |
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Torniamo con la
memoria un attimo nel passato, alla cronaca nera del passato: alla cronaca
che più nera non si può. Tutta Italia ne parlò, tutti rimasero sgomenti.
Un orrendo delitto: Ferdinando Carretta un giorno di un'estate di alcuni
anni fa, massacrò la sua famiglia e seppellì i cadaveri di padre, madre e
fratello in una discarica; non furono mai più trovati. Qualche anno dopo,
l'assassino fu catturato a Londra. Processato, si assunse la responsabilità
del triplice delitto. Da allora é rinchiuso in un ospedale psichiatrico
giudiziario. E ieri, per la prima volta dall'inizio della reclusione,
Ferdinando Carretta é uscito dal carcere ed é tornato a Parma; per prendere
alcuni cose personali, che da anni sono rimaste li, nella casa dove avvenne
la tragedia. Per la prima volta, dopo anni.
Ora la memoria ha fatto il suo compito e si spegne: siamo di nuovo nel 2003,
precisamente ieri, lunedì 15 settembre; Parma é immersa nel suo traffico
tranquillo di un caldo inizio settimana; é tarda mattinata e dopo una
riunione di lavoro mi perdo, tra un cantiere e un altro, cercando di
guadagnare il centro della città: ho voglia di un buon aperitivo prima di
tornare in Valle; passo per una via parallela a via Rimini, la via del
misfatto; passo e vedo una troupe della RAI; vedo anche un paio di amici
giornalisti. Mi fermo per salutarli; uno, Luca Ponzi, mi sussurra di
proseguire e di "nascondere la macchina". Così, con questa frase, la mia
curiosità é a mille!
La fotocamera che ho sempre nel baule dell'auto in un istante é nella mia
mano e via, con loro.
Mi dicono che siamo vicini alla casa di Ferdinando Carretta e che proprio
lui, sta per arrivare. Sono giorni che, dopo una serie di interviste apparse
sui giornali, l'attenzione sul caso é di nuovo altissima. La libertà sembra
essere vicina.
Altra sorpresa: Carretta non entra, escono invece dalla casa due uomini,
distinti, ben vestiti, dal passo veloce; si tuffano in una familiare; uno lo
conosco: é l'Avvocato Marco Moglia, un amico di Compiano, un giovane
professionista molto stimato; é con Gianluca Paglia: anche lui é ben
conosciuto e stimato anche a Borgotaro. Tutto perso allora? No!
Mezzo minuto e Ferdinando Carretta esce di casa, come un fantasma, rapido.
Ho solo il tempo di fare tre foto e poi scompare nell'auto che lo aspetta.
Tutto torna normale. Nel frattempo, grazie alla mia inesperienza e allo
stupore, riesco anche ad "impallare" la telecamera della RAI per un istante:
la mia nuca é stata vista da mezza Italia. Meno male che non si sono sentite
le parolacce del cameraman... mi scuso ancora con lui per l'accaduto!
E allora, fatto
trenta, tanto vale fare trenta e uno! Chiamo Marco sul cellulare: mi
conferma di essere uno dei difensori di Ferdinando Carretta; gli chiedo se
mi può dire qualcosa.
Mi dice di raggiungerlo nel suo studio, nel centro di Parma.
E qui, ritrovo i giornalisti Luca Ponzi e Davide Barilli. Una buona
occasione per imparare qualcosa, da due veri professionisti: da cogliere al
volo. In fondo Marco é di Compiano, ha lo studio al Borgo ed é un amico. La
sua carriera professionale interessa sicuramente anche ai lettori di
Valtaro.it.
Anche lui è un personaggio della Valle.
E quindi, via all'intervista: una di quelle "classiche"... con quattro
domande a Marco e a Gianluca.
domanda
- Qual'è la
posizione giudiziaria di Ferdinando Carretta?
risposta -
Avv. Gianluca
Paglia: Ferdinando Carretta ha
subito un processo avanti la Corte d'Assise di Parma per aver cagionato la
morte dei propri genitori e del proprio fratello. Nel corso del processo
Ferdinando ha confermato i fatti che gli venivano contestati. La Corte
d'Assise di Parma, nel novembre 1999, assolveva Ferdinando Carretta dai
reati commessi in quanto persona non imputabile per vizio totale di mente.
E' stato così accertato che al momento della commissione del fatto non aveva
la capacità di intendere e di volere. Cosicchè secondo la previsione
dell'art. 222 c.p. veniva applicata a Ferdinando la misura di sicurezza del
ricovero in Ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere.
domanda
- Come sono le
attuali condizioni di salute di Ferdinando Carretta?
risposta -
Avv. Marco Moglia:
Sta bene sia fisicamente che dal punto di vista psichico. I medici ci hanno
riferito che ha raggiunto una condizione clinica di sufficiente compenso
psicopatologico, tale da consentirgli di controllare adeguatamente le proprie
spinte volitive e di essere in perfette condizioni per compiere atti giuridici,
di esercizio dei propri diritti e di assumere e adempiere obblighi. Insomma,
sta bene e nulla può essere osservato negativamente sulle sue condizioni
psichiche.
domanda
- Potrebbe tornare
in libertà Ferdinando?
risposta -
Avv. Gianluca
Paglia: Occorre essere prudenti.
Innanzitutto oggi Ferdinando ha già benefici di diversi permessi che gli
hanno consentito di uscire dall'Ospedale psichiatrico per esigenze
strettamente connesse alla sua rieducazione e reinserimento sociale. La
misura di sicurezza verrà a scadere nel dicembre di questo anno, ma più che
di libertà, sarebbe il caso di parlare di semilibertà. Non è escluso che nei
prossimi giorni si possa presentare istanza di ammissione al regime di
semilibertà per consentire a Ferdinando Carretta di passare parte del giorno
al di fuori dell'Ospedale psichiatrico svolgendo un'attività lavorativa. La
decisione spetterà al Tribunale di Sorveglianza. E' chiaro, però, che tutto
ciò sarà subordinato all'individuazione di un lavoro o di altra attività che
sia utile per il reinserimento sociale.
domanda
- Come passa la
giornata Ferdinando Carretta?
risposta -
Avv. Marco Moglia:
Innanzitutto lavora. Partecipa in modo attivo e proficuo a corsi di
formazione ENAIP in materia grafica, informatica, restauro; attraverso
queste attività formative, ha modo di realizzarsi con i colleghi di corso,
nonché di acquisire e perfezionare un buon
numero di abilità. Si interessa di economia e di informatica, coltivando
altresì, con vari approfondimenti, la lingua inglese.
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