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Investimenti
e opere per la viabilità in montagna: se
ne é parlato in un incontro pubblico, organizzato dalla Provincia in
Comunità Montana. L'occasione
per fare qualche riflessione e per dare qualche consiglio
"pratico".
Tempo
di bilanci,
per le opere pubbliche viarie della Provincia - di Elisa Delgroso |
Consigli
pratici, da un imprenditore di montagna
- di Mauro Delgrosso
Ho letto con
attenzione il pezzo che segue di Elisa, nulla da dire. Le cose ci sono e
sono state fatte. Io non ero presente alla presentazione, per motivi di
lavoro. Per dare il mio contributo, su sollecitazione di un'associazione di
categoria a cui sono iscritto, avevo preparato una specie di lista della
spesa, pratica, di immediata esecuzione; da sottoporre, vista l'occasione,
all'attenzione degli amministratori della Provincia. Purtroppo, per motivi
di tempo, per un'evidente scelta infelice dell'ora dell'incontro, non é
stato possibile al "mio direttore" di poter parlare. Tutti, a
presentazione finita, vista l'ora tarda, sono corsi a casa, con una rapida
sosta al buffet, allestito all'ingresso.
Ecco allora che colgo l'occasione per rilanciare, per rendere pubbliche,
alcune mie riflessioni; visto il periodo pre-elettorale, sono sicuro che
saranno attentamente valutate, magari con qualche risultato positivo. Vengo
al sodo, cifre alla mano.
Un'impresa di montagna, anche se si occupa di servizi immateriali, affronta
maggiori costi di trasporto, di movimentazione, di manutenzione, in maniera
consistente. Questo rispetto ad un'azienda cittadina, in grado di
organizzarsi al meglio. Parlo citando dati oggettivi, analizzati negli
ultimi 5 anni di attività.
Prima di tutto le gomme da neve e le catene obbligatorie: sono necessarie e
rappresentano una voce di costo veramente consistente (minimo 600 euro a
treno).
Passiamo alla manutenzione ordinaria del mezzo, senza pensare agli eventi
eccezionali: incide, visto lo stato delle strade, delle intemperie, dei
tracciati, per un 35% in più, rispetto ad un automezzo prevalentemente
usato in città. Marmitte, freni, assetti, sospensioni, lampadine,
tergicristallo sono particolarmente sollecitati. Nel caso di un'auto del
segmento medio (golf, bravo, megane,...) siamo intorno a 1.000 euro ogni
anno. Il blocco della circolazione per le auto non dotate di filtro
antiparticolato ha obbligato di fatto a rinnovare tutto il parco macchine
delle imprese di montagna, con una serie spese impreviste, difficili
comunque da quantificare.
Per quel che riguarda i pedaggi autostradali, l'Autocisa, di fatto passaggio
obbligato, é una delle autostrade più costose d'Italia (e d'Europa!):
andare a Parma costa quasi quanto andare da Parma a Milano... Costosa e
sempre intasata di traffico, zeppa di eterni cantieri.
Una volta a Parma, visto il piano traffico del capoluogo della nostra
provincia, molto attento ad incassare, si é di fatto costretti a fare uso
di parcheggi a pagamento: qui la spesa varia dai 5 ai 9 euro al giorno. Io,
mediamente, per lavoro, ci sono due volte alla settimana: i conti sono
presto fatti, con un altro migliaio di euro che si volatilizza in soste.
Il treno é una
costosa utopia, pur rappresentando potenzialmente un mezzo perfetto: questo
per la situazione in cui versa la tratta Borgotaro-Parma, visti i ritardi
sistematici e gli orari di trasferimento, nonché la mancanza di spazi
adeguati in cui poter lavorare; i pendolari viaggiano in piedi, ammassati
come bestie, in ambienti assurdi, figurarsi poter usufruire di tavolini,
prese elettriche per PC, collegamenti internet...
Fin qui, i "miei" problemi: le soluzioni potrebbero essere facili
da individuare. Ovviamente avendo voglia di essere pratici, di voler
ascoltare.
Faccio qualche esempio, concreto: uno sconto per chi, residente, in zona,
entra in autostrada dal casello di Borgotaro, Berceto e Fornovo. La
Provincia é socia dell'Autocisa.
E poi un prezzo agevolato per i parcheggi di Parma, della pianura, per chi
opera dalla montagna.
Magari l'organizzazione di un servizio di mezzi ecologici, a metano,
elettrici, di piccole dimensioni, da prendere e restituire vicino alla
stazione di Parma, fruibili solo dopo un percorso in treno; ovviamente una
volta reso il parco rotabile almeno decente (giovedì sera ci sarà
l'ennesimo incontro con Peri... chissà cosa ci dirà questa volta...).
Evitare di fare delle fesserie viarie, anzi delle schizofrenie, come nel
caso della devastazione del ponte di San Rocco, letteralmente trasformato in
un campo da cross, per una manutenzione che lascia perplessi. E' inutile
fare decine di chilometri di strade lisce come un biliardo, se poi uno, per
tornare a casa, deve fare, obbligatoriamente, un tratto di
"Dakar". Oppure fare una deviazione sterrata in capo al mondo.
Sul problema dei maggiori costi di gestione... senza scomodare la
lontanissima Roma, con sgravi fiscali, con la revisione dei parametri di
congruità, anche in questo caso, uno sconto sulle Imposte Provinciali che
gravano sulle auto della montagna, non sarebbe presa male.
Stavo per
dimenticare: quest'anno, per le nevicate, per lo sgombero non proprio
ottimale delle strade, la mia piccola azienda, ad oggi, ha perso oltre 20
giornate di lavoro. Provate voi a dire ad un cliente di Parma, in attesa di
una consegna, che un vostro dipendente non ha finito un lavoro, che non
potrà "scendere a valle", perché bloccato dalla neve... magari
con l'ADSL di casa (quando arriva!) non funzionante. Immaginatevi le
risate...
Il
bilancio della Provincia, dopo 5 anni, nel settore viabilità -
di Elisa Delgrosso
Un intervento sulle infrastrutture senza precedenti.
Il piano di interventi attuati, in corso e in fase di progettazione della Provincia di Parma su tutte le strade del territorio è stato presentato nel tardo pomeriggio di
giovedì scorso a Borgo val di Taro, presso la sede della Comunità Montana Ovest.
Una sala gremita di amministratori locali e di addetti ai lavori ha accolto con grande attenzione il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli e l’assessore alle infrastrutture Ugo Danni, i quali hanno presentato l’operazione che vede l’investimento totale di circa 20 milioni di euro per i soli Comuni del comprensorio Taro Ceno, parte integrante ed importante del progetto più vasto che ha visto impiegare l’importante cifra di 150 milioni di euro su tutto il territorio provinciale.
E’ questa infatti la prima tappa di un ciclo di incontri di presentazione, che l’amministrazione provinciale ha organizzato per rendere conto del lavoro fatto in questo importante settore negli ultimi cinque anni, tema fra i principali di impegno per questa amministrazione, per ammodernare la rete viaria e quella ferroviaria.
“Un investimento importante- l’ha definito il presidente Bernazzoli, riferendosi in particolare al territorio della Comunità Montana
Ovest - per mettere in condizioni anche questo territorio di montagna di essere meglio percorribile, per chi vi abita, vi lavora, per chi viene come turista.”
Tanti gli interventi in questo piano, fra i primi il completamento del tratto Ghiare-Bertorella, e da ultimo fino al bivio di Albareto, che consegnano una situazione migliorata anche nella gestione del traffico per Borgotaro, anche in termini di sicurezza.
Bernazzoli ha poi ricordato “l’investimento sulle piste ciclabili, per permettere un collegamento ciclo pedonale fra tutti i comuni dell’Alta Valle, da inserire poi in una rete provinciale che copra tutto il territorio.”
Fra i più attesi è poi di certo il raddoppio della Pontremolese, nel tratto ferroviario tra Solignano e Osteriazza, intervento che dopo tanti intoppi sta procedendo ed è stato riconosciuto
unanimemente, anche a livello nazionale, come uno snodo importante e un’opera strategica per l’interno Paese.
Molti gli investimenti anche per la Val Ceno, con il contenimento del dissesto idrogeologico e la riqualificazione della Fondovalle, e le opere arriveranno fino alle porte di Bardi, dove non è difficile che si pensi ad un bypass del capoluogo.
Rotatorie, tangenziali, bretelle, ferrovia: la Provincia di Parma riassume cinque anni di intenso lavoro, che hanno da sempre spinto l’amministrazione verso la costruzione di una provincia aperta, flessibile e comoda nei collegamenti, moderna e più sicura.

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