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Consiglio
comunale teso, pieno di aspettative, per il ritorno di una parte
dell'opposizione, dopo mesi di assenza: prove di
dialogo, con un nulla di fatto. Alla fine, solo
le dimissioni da consigliere di Luciano Avalli e quelle da capogruppo
di Vignali. |
E' finita un'era
politica? Parrebbe di si. Forse qualcuno continua a non volerlo vedere.
Nell'ultimo consiglio comunale é ricomparsa una parte dell'opposizione,
dopo settimane, dopo mesi di assenza. Le aspettative erano tante, la
curiosità pure, dopo la stagione dei toni troppo accesi, dopo i volantini e
i manifesti, dopo i noiosi comunicati stampa letti, quasi tutte le sere, al
TG locale; dopo le querele e le carte bollate.
All'ordine del giorno, una decina di punti, una decina di votazioni,
lasciate scorrere. Fino al punto chiesto dalla minoranza, ricomparsa. Fino
alla richiesta di varie precisazioni, sempre di forma, puntualmente
contrastate dal segretario comunale. Fino alla richiesta irrituale, fuori
dagli schemi dl consiglio comunale, di un dibattito pubblico, una specie di
confronto-scontro, su temi riconducibili alle impostazioni urbanistiche
comunali.
C'é stato il tentativo, a dire il vero un po' maldestro, viste le reazioni
della maggioranza, visti i risultati ottenuti, di ricucire lo strappo,
dovuto alla querelle "Appennino-Inastrà";
per ora tutto é andato male, per ora si resta ancora in sospeso; dopo un
fiume di parole, ormai poco comprensibili, ormai forse completamente
inutili, fini solo ad un esercizio interpretativo, di un esercizio di
retorica. Dopo una sospensione, a tarda ora, del consiglio stesso.
Parole che hanno cercato di cambiare il senso interpretativo di fatti ormai
accertati, anche attraverso pareri della magistratura, tirata in ballo da
più parti.
Si é così scoperto che la Procura ha analizzato l'operato del comune, in
merito alla vicenda Appennino, e non ha ravvisato nulla di sbagliato, nulla
di strano. Si é scoperto, o forse riscoperto, che la variazione
urbanistica, alla base della feroce battaglia sulla destinazione di alcuni
locali dell'ex albergo Appennino, era stata determinata nel lontano 1989,
quando chi oggi é all'opposizione, era al governo del comune. Si é
verificato che la querela, la denuncia sporta dalla maggioranza contro
alcuni membri della minoranza, nonchè di un simpatizzante politico, per
alcune affermazioni, per alcune frasi, presentata nel novembre 2008, é
partita solo dopo l'ennesima diffusione di volantini e comunicati
stampa.
Tutte situazioni che, con maggiore attenzione e minore foga accusatoria,
potevano essere evitate. Tutte situazioni che hanno solo confuso gli
elettori, hanno avvelenato inutilmente il clima politico, hanno solo
inasprito dei rapporti umani. Senza nessuna nota positiva.
Alla fine di tutto, ciò che é rimasto, nella sostanza, sono le dimissioni
da consigliere di Luciano Avalli, dopo decenni di attività. Avalli é uno
che ha sempre avuto un grosso bagaglio di voti personali, in buona parte
slegati dal partito o dalla coalizione. Ci sono state anche le dimissioni,
da capogruppo di minoranza, di Salvatore Vignali; i soliti ben informati,
dicono che anche Vignali sia sul punto di seguire l'esempio di Avalli, di
voler uscire dalla politica, di volersi dimettere. Rolandi
non si é espresso, ma un certo fastidio si é colto anche nei suoi
discorsi, nei suoi atteggiamenti.
L'unico che non sembra aver colto la situazione, con Alessandro Bocci sempre
più indipendente, sembra essere Rodolfo Marchini, che ha tirato dritto per
la sua strada, continuando ad esprimersi al plurare, continuando ad
affermare le sue ragioni, ormai ampiamente diffuse, ampiamente confutate. Ad
esclusione di Bocci, ci si trova di fronte ad una minoranza con pochissimo
peso, ormai priva di un buon attrattore moderato di consensi come Avalli,
completamente incapace di contrastare politicamente, e nei numeri, la giunta
guidata da Oppo.
Una situazione fantascientifica, se pensata solo un anno fa.
Qualche precedente:
www.valtaro.it/consiglio_comunale_luglio_2009/
www.valtaro.it/conferenza_stampa_legale/
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