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Carlo Ceriani e Beppe Castellani:
salgono in cattedra allo Zappa-Fermi per una lezione concerto
sulla musica jazz.
La storia della musica,
narrata attraverso un percorso musicale di altissima qualità e di
altissimo livello; interpretato e spiegato magistralmente dai due
musicisti. |
Testo di Giuliana Anelli
Pubblico sparuto anche quello di venerdì scorso: quindi non sono le
intemperie ad ostacolare un maggiore afflusso. Pazienza.
L’ascolto di musica dal vivo è sempre una buona opportunità. Per chi la
musica la ama e per chi si lascia sedurre dall’incontro con gli strumenti. E
una buona occasione per i nostri giovani musicisti che hanno il piacere di
conoscere sempre qualcosa in più. Anche questo è lo scopo delle nostre
lezioni concerto. In questo caso l’incontro con la chitarra di Carlo
Ceriani e il sax di Beppe Castellani. Non di consueto la chitarra
si presta alle sonorità del jazz, eppure il risultato di questa breve storia
“musicata”, dall’origine nera dei blues men ai nomi più grandi quali Charlie
Parker o Telonius Monk, è risultata efficace e incisiva. Come efficace il
riferimento, mai troppo scontato, alle contaminazioni che la musica moderna
e contemporanea deve al jazz. Illuminante l’esempio della “sperimentazione”
rock di un brano di Miles Davis.
Caldo l’imponente sax di Beppe Castellani che, persa la cromatura, acquista
in morbidezza di suono. E l’improvvisazione, anche quella più audace, si
distingue per colori musicali raffinati ed eleganti.
Un’altra opportunità di ascolto, dicevamo,. Forse il jazz non è musica
facile, immediatamente percepibile e ascoltabile, ma forse è anche questo
che la rende così unica e particolare.
Lo sanno bene i tanti borgotaresi appassionati del genere che, pur pochi,
hanno apprezzato la performance di due grandi professionisti.
Non delusi dal numero. Chi suona per e con passione lo fa anche per pochi.
Un po’ come succedeva una volta quando, nelle fumose cantine, il jazz si
ballava.
Prossimo ed ultimo appuntamento venerdì 21 alle ore 21.00 con la musica
flamenca di Paolo Mappa e Aurelio Boscaini. Nomi accreditati a livello
nazionale.
Di Boscaini si dice che sia il più “spagnolo” dei musicisti italiani.
Non più nel laboratorio musicale, ma nella più intima Sala Imbriani.
A venerdì..
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