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Liguria - Santo Stefano d'Aveto 30 Maggio 2007 02

Immagini del Castello di Santo Stefano d'Aveto

Alla scoperta dei resti del Castello di Santo Stefano, 
in Liguria, in Val d'Aveto
- I manieri dell'Appennino: quinta puntata - 

 

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Foto e testi di  Elisa Delgrosso
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Foto e testi di  Elisa Delgrosso
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Strade dei Sapori - Strada del Prosciutto di Parma e dei vini dei Colli

Strade dei Sapori - Strada del Fungo Porcino di Borgotaro

 

I resti del Castello di Santo Stefano d'Aveto: antichi muri, intorno ai quali é cresciuto, con alterne vicende storiche e turistiche, il complesso urbano del paese; raggiungibile appena superato il passo del Tomarlo, a pochi chilometri dalla Valtaro, nella verde e suggestiva montagna che modella l'entroterra ligure. 
Quinta puntata della nuova rubrica periodica, curata da Elisa Delgrosso , finalizzata a valorizzare e a far conoscere i bellissimi castelli e i ruderi antichi che si possono visitare comodamente nella nostra zona appenninica. Un percorso che ci accompagnerà, con una pubblicazione ogni due settimane, fino alla fine dell'anno. Prossima uscita: i ruderi del Castello di Berceto.

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EPOCA: La storia del borgo è praticamente tutta legata al suo castello, edificato prima del XII° secolo e che ha visto alternarsi al suo interno diversi proprietari. In seguito, con il passare degli anni, il castello venne a perdere la sua funzione strategica e oggi viene utilizzato per rievocazioni medievali estive per i turisti.

STATO DI CONSERVAZIONE: del grande castello rimane solo l’ossatura, con le mura perimetrali, la parte esterna delle torri, e le severe geometrie che lo compongono.

COME ARRIVARCI: il bel borgo di Santo Stefano d’Aveto, fregiato dalla bandiera arancione del Touring Club Italiano, si trova a circa 50 km da Borgo val di Taro, al di là dello scenografico Passo del Tomarlo. 

COME VISITARLO: il castello normalmente è visitabile solo all’esterno, ma nell’arco dell’anno vengono organizzate diverse rievocazioni storiche e visite guidate.

NOTIZIE E CENNI STORICI: Mille e dieci metri sul livello del mare, circa mille e duecento abitanti.
Santo Stefano d’Aveto è un gioiello nel cuore dell’Appennino, al confine fra Liguria ed Emilia Romagna, dove si respira un’aria tutta particolare, fatta del profumo della famosa focaccia ligure, dalle case dal sapore trentino, e dalla mole del suo grigio castello.

Già nel secondo secolo avanti Cristo si hanno notizie di questi luoghi se è vero, come sembra, che proprio alle pendici del Monte Penna si svolse l’ultima battaglia con cui i Romani domarono l’ultima fiera resistenza dei Liguri.

Nel secolo XII l’imperatore Federico Barbarossa conferì il feudo di S. Stefano d’Aveto ai Malaspina, che vi costruirono il poderoso castello, poi passato ai Fieschi e ai Doria, di cui rimangono imponenti ruderi.

A loro volta i Malaspina cedettero il castello ai Fieschi, e questi ultimi ne furono espropriati dai Doria dopo la fallita congiura del 1547, che mirava al loro rovesciamento da parte dei signori di Lavagna.
L'importanza dell'edificio, posto a presidio di una zona strategica di confine, nei pressi del valico verso la Valle Padana, è documentata anche dalla sua trasformazione cinquecentesca, motivata dal suo persistente valore strategico.

Costituito da un muro perimetrale a forma di pentagono irregolare , il castello conserva su quattro dei cinque vertici profondi bastioni a fianchi rientranti, fortemente scarpati, e sul quinto vertice un piccolo bastione semplice, che si presentava all'interno come un pendio inerbato, che saliva dalla porta di accesso verso gli spalti retrostanti.

All’interno, invece, l'edificio non ha subito grandi cambiamenti dall'intervento cinquecentesco, conservando il suo aspetto preesistente, con una piccola piazza d'armi, lungo la quale erano allineati i diversi vani, collegati tra di loro da ballatoi impostati su colonne; su di un lato, il vecchio maschio conservava la sua struttura, molto più elevata dei bastioni.

Ed ora, questo prezioso esempio di architettura medievale sta pian piano ritrovando la sua gloria, visto che solo fino a pochi anni fa le mura erano praticamente, e forse volutamente, coperte da alte piante collocate a margine del perimetro, e con il lungo restauro realizzato il castello ha avuto il giusto onore, e adesso è tutto da riscoprire.

Prossimi castelli dell'Appennino da "visitare":

 Compiano- 3 aprile - già pubblicato
 
Bardi – 17 aprile - già pubblicato
 Castevoli – 1 maggio - già pubblicato

 
Gropparello 16 maggio già pubblicato 
Santo Stefano d'Aveto
– 30 maggio

Berceto- 12 giugno
Castell’arquato - 26 giugno
Castelcorniglio – 10 luglio
Ravarano – 24 luglio
Golaso – 7 agosto
San Romano - 21 agosto
Fosdinovo – 4 settembre
Torrechiara – 18 settembre
Fontanellato – 2 ottobre