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Piacenza - Gropparello 16 Maggio 2007 02

Immagini del Castello di Gropparello

Alla scoperta del Castello di Gropparello, a Piacenza
- I manieri dell'Appennino: quarta puntata - 

 

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Foto e testi di  Elisa Delgrosso
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Foto e testi di  Elisa Delgrosso
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Il Castello di Gropparello, nel piacentino: un esempio di maniero ben conservato e fondato antecedentemente all'anno mille; circondato da un grande parco, perfettamente integrato con la struttura. Ovviamente non manca il fantasma, questa volta di una nobildonna, sepolta viva dal marito tradito. 
Quarta puntata della nuova rubrica periodica, curata da Elisa Delgrosso , finalizzata a valorizzare e a far conoscere i bellissimi castelli che si possono visitare comodamente nella nostra zona appenninica. Un percorso che ci accompagnerà, con una pubblicazione ogni due settimane, fino alla fine dell'anno. Prossima uscita: il Castello di Santo Stefano d'Aveto.

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Il PIACENTINO

Il castello di Gropparello, anche se di rocca si dovrebbe meglio parlare, rappresenta un caso unico, un esempio perfetto di gestione in accordo con la natura storica della struttura.
Si tratta di un castello in cui il medioevo è più che mai vivo, attivo, capace di coinvolgere i visitatori di ogni età e trasportarli in una realtà diversa, anche se solo per un pomeriggio.
Attorno alla rocca si stende placido un grande parco, con sentieri alberati e prati, ed anch’esso è reso parte integrante della visita, soprattutto per quanto riguarda i più piccoli.
E’ nato qui, infatti, il primo parco emotivo in Italia e, quello che in altri castelli è un bel giro turistico, diventa in questo luogo un’avventura a pieno titolo, un’esperienza a livello personale.

EPOCA: Il sito su cui posa il castello è di grande importanza strategica, e per questo ha ospitato fortificazioni a partire dai Celti. Il castello vero e proprio nasce nell’840 d.C.

STATO DI CONSERVAZIONE: ottimo, è ben conservata la radice medievale dell’impianto, sebbene ci siano molte sovrapposizioni avvenute nel corso dei secoli, soprattutto di stile nel gotico.

COME ARRIVARCI: Gropparello è facilmente raggiungibile in automobile, e si trova a circa 60 chilometri a sud di Piacenza. Le più vicine uscite autostradali sono quelle di Piacenza e Fiorenzuola.

COME VISITARLO: il castello è sempre aperto e visitabile con l’ausilio di guide, per informazioni visitare il sito
www.castellodigropparello.it

NOTIZIE E CENNI STORICI: la storia trasporta questo maniero in un epoca tanto lontana nel tempo, fino all’antica gens romana che, dopo aver colonizzato queste terre intorno al III secolo a.C., nella vicina Velleia realizzò un insediamento importante e vide già, nello sperone dove sorge ora il castello, un punto decisivo per la difesa del territorio, grazie alla note-vole potenza di visuale a 360 gradi, decidendo di costruire qui una prima struttura di avvistamento.
Restando nelle epoche più antiche, poco distante dal castello, proprio al di là della gola che gli fa da invalicabile fossato naturale, si vedono ancora tracce di quello che sembra essere un primitivo altare celtico.
Proprio il nome Gropparello, poi, deriva dal celtico “Grop” che sta ad indicare in pratica un ostacolo naturale, soprattutto di tipo roccioso. 

E’ infatti questo grande strapiombo sul torrente Vezzeno, un vero “orrido” verticale alto circa 80 metri, che dà l’impronta principale a questo impianto fortificato, nato e rimasto per molto tempo con uno scopo prettamente difensivo e militare.
La conformazione stessa del terreno su cui è stata realizzata la rocca ha condizionato notevolmente la struttura, donandole un aspetto molto ristretto e inglobato in un relativamente piccolo perimetro, molto irregolare e particolarmente predisposto a chiudersi in sé stesso in caso di pericolo.
Di fatto, una volta chiuso il ponte levatoio che esiste tutt’ora e in ottimo stato, la rocca era praticamente imprendibile.

Una macchina da guerra, in cui il mastio era rifugio sicuro e punto da cui sferzare pesanti attacchi agli assalitori.
Le prime apparizioni della rocca nei documenti risalgono al lontano 840, quando venne assegnato al patrimonio vescovile dal vescovo Seufredo II, ma per una documentazione più ampia si deve attendere fino al 1200, quando il castello subì assedi e distruzioni da Oberto Pallavicino.
C’è da notare infatti che la vita così turbolenta di questa rocca è dovuta principalmente al fatto di trovarsi unico presidio guelfo in terra piacentina.
Per tutto il Trecento, sono feudatari i Fulgosi, da cui si trae la leggenda del fantasma di Rosania, e nel 1464 fu ceduto da Franceso Sforza a Galeazzo Campofregoso, come ricompensa per i suoi servigi, mentre nel 1508 passa in mano a Carlo Borri di Milano.
Nel 1599 Ranuccio Farnese prende possesso del castello e ne fa un titolo ereditario, “conte di Gropparello”, da donare alla famiglia Anguissola, che ne terrà il dominio fino all’inizio del XIX secolo.
La famiglia si estingue in questo periodo, e la rocca passa di mano in mano fino al significativo intervento del Conte Ludovico Marazzani Visconti, che lo fece restaurare dall’architetto Guidotti già citato in precedenza.

Trasformato definitivamente in dimora signorile dal comm. Medioli, pervenne alla famiglia Boselli ed attualmente è proprietà e residenza della famiglia Gibelli, meritevole di aver attuato una politica di conservazione delle radici storiche del castello, accompagnata da una grande apertura verso il pubblico, e di aver restituito un pezzetto di medioevo ai più piccoli, sempre più schiavi di televisione e videogiochi, e che così possono tornare a sognare avventura di dame e prodi cavalieri, risollevando passioni genuine e insieme insegnando le basi di un’importante cultura storica.

IL FANTASMA DEL CASTELLO: dal cortile, attorno a cui sono sorti stretti l’uno all’altro i corpi di fabbrica del castello, si accede all’antica cantina, un tempo con le funzioni di ghiacciaia.
Proprio al di sotto di questa, si cela forse la stanza del mistero che tanto ha dato alla leggenda di questo castello.

Si narra infatti di un fantasma, che talvolta si aggira per le stanze del castello, che è stato avvistato non solo dai proprietari ma talvolta anche dai visitatori.
Il fantasma è forse quello di Rosania Fulgosio, signora del castello che, proprio a Gropparello, visse una storia di amore e morte alla fine del 1200. Mentre il marito, che era stata costretta a sposare dai genitori, era partito per la guerra, un piccolo esercito di soldati conquistò il castello e si insediò al suo interno.
Nel capitano dei nemici, Rosania, riconobbe Lancillotto Anguissola, ovvero il giovane amore che avrebbe voluto sposare e che non aveva mai dimenticato.
Passarono momenti di estrema felicità per i due amanti, ma la sciagura stava dietro l’angolo.

Lancillotto dovette tornare alle armi, e mentre il marito di Rosania stava tornando a casa, venne informato da una missiva, inviata da un’invidiosa cameriera di corte, sulle attività, come dire, “illecite” della moglie, ed ovviamente andò su tutte le furie.
Una volta tornato, drogò il vino della moglie che, una volta addormentata, rinchiuse per sempre in un’angusta camera segretamente fatta scavare sotto le fondamenta del castello.

Lo spirito di Rosania, secondo la leggenda, è rimasto intrappolato nel castello, e la notte vi si aggira come fosse ancora la sua dimora. Chissà, forse, un giorno degli scavi potranno mettere luce su questa storia oppure nessuno cercherà mai la camera segreta e la leggenda rimarrà pervasa dal mistero, così come deve essere.

Al di là delle leggende, pur affascinanti che siano, la rocca di Gropparello ha alle sue spalle una lunga serie di documentazioni storiche che ne comprovano l’antichità e l’importanza nei secoli, rimasta intatta almeno fino all’avvento della polvere da sparo che rese superflue tutte le strutture difensive medievali.

Prossimi castelli dell'Appennino da "visitare":

 Compiano- 3 aprile - già pubblicato
 
Bardi – 17 aprile - già pubblicato
 
Castevoli – 1 maggio - già pubblicato

Gropparello – 15 maggio - già pubblicato

Soncino – 29 maggio
Berceto- 12 giugno
Castell’arquato - 26 giugno
Castelcorniglio – 10 luglio
Ravarano – 24 luglio
Golaso – 7 agosto
San Romano - 21 agosto
Fosdinovo – 4 settembre
Torrechiara – 18 settembre
Fontanellato – 2 ottobre