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Berceto 12 Giugno 2007 02

Immagini del Castello di Berceto

Alla scoperta dei ruderi del Castello Berceto, 
la fortezza nascosta
- I manieri dell'Appennino: sesta puntata - 

 

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Foto e testi di  Elisa Delgrosso
Attenzione: il  materiale fotografico e i testi riportati sono di proprietà del portale Valtaro.it; é espressamente vietato l'utilizzo in qualsiasi forma, anche parziale o modificata, e per qualsiasi motivo.

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Foto e testi di  Elisa Delgrosso
Tutti i diritti sono riservati, proprietà esclusiva del portale Valtaro.it, é vietata ogni forma di utilizzo non autorizzato.

 

 

I ruderi maestosi e pieni di mistero del Castello di Berceto: sepolti sotto strati di terra e di detriti, giacciono ancora pozzi, cunicoli e antiche prigioni. Elementi che, poco alla volta, vengono portati alla luce, per dare vita ad un parco archeologico... 
Sesta puntata della nuova rubrica periodica, curata da Elisa Delgrosso , finalizzata a valorizzare e a far conoscere i bellissimi castelli e i ruderi antichi che si possono visitare comodamente nella nostra zona appenninica. Un percorso che ci accompagnerà, con una pubblicazione ogni due settimane, fino alla fine dell'anno. Prossima uscita: Castell'Arquato.

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EPOCA: i ruderi lasciano spazio a tante interpretazioni. Datazioni certe sono riconducibili ad atti del 1413, con riferimenti alle prime opere in muratura fatte nel XIII secolo, erette su modeste strutture fortificate, originarie del periodo longobardo.

STATO DI CONSERVAZIONE: le principali strutture murarie sono in fase di recupero, dopo essere rimasto per secoli sepolto sotto uno spesso strato di terra e detriti.

COME ARRIVARCI: uscita di Berceto dell'Autostrada A15, Parma-La Spezia. Per info:
www.valtaro.it/berceto1.htm

COME VISITARLO: il castello normalmente è visitabile solo all’esterno, essendo in fase di recupero e soggetto a scavi archeologici.

NOTIZIE E CENNI STORICI:

IL CASTELLO RITROVATO

L’antico borgo di Berceto, ultima mansio della via Francigena prima del passo della Cisa, è rappresentato nel famoso affresco di Benedetto Bembo della Camera d’oro del castello di Torrechiara, dove sono rappresentati tutti i domini della potente famiglia Rossi.

La dinastia dei Rossi governò infatti a Berceto fino all’epoca farnesiana, escludendo brevi parentesi, e qui vede la luce anche Pier Maria Rossi, in un certo senso il paladino della schiatta, nel 1413.
Ciò che si nota da questa rappresentazione di Berceto è l’ampia fortificazione, tipica dei castelli “di confine”, e di un imponente castello, con tanto di torri e dongione.

Ebbene, di questo castello resta ben poco ormai, ma negli ultimi anni un’attenta operazione di recupero e valorizzazione ha riconsegnato questo importante monumento medievale a Berceto, rendendolo visitabile con la costruzione di passerelle che sovrastano il perimetro murario, e da cui si può avere una splendida visuale panoramica del paese.
Dagli scavi è emersa una struttura piuttosto complessa, frutto forse di numerosi rifacimenti, improntata su una triplice cerchia muraria e una serie di quattro alte torri oltre ad un imponente mastio, di cui restano solo le fondamenta.
La storia di questo antichissimo forte si confondono nei secoli, ma pare ipotesi certa che fu realizzato in questa posizione, non a caso sopraelevata rispetto al territorio circostante, dove già esisteva una modesta fortificazione longobarda, che avevano presto riconosciuto l’alto valore strategico di Berceto rispetto alla via Francigena.

Ma Berceto, nonostante esistano numerose tracce precedenti a questo periodo, resta nell’immaginario comune una "rocca rossiana", considerandola quindi a partire dal 1441, anno in cui venne ceduta dalla Camera ducale milanese a Pier Maria Rossi, dichiarando il castello e le sue dipendenze del tutto svincolate dall’autorità comunale.

Proprio nelle mura che lo avevano visto nascere, Pier Maria volle da subito creare una ricca e lussuosa dimora, e di fatto ciò è confermato da numerosi documenti, fra cui certo l’affresco del Bembo a Torrechiara, la cui attendibilità è fuor di dubbio.
Dopo l’estinzione della famiglia Rossi, il castello cadde in rovina e fu del tutto abbandonato, ed utilizzato anche come cava: molte abitazioni del paese, infatti, , sono state realizzate con le pietre del castello, pratica decisamente invasiva che però purtroppo un tempo non era poi così strana.

Nonostante questo il castello di Berceto ha ancora tanto da raccontare, e ce lo indicano i risultati degli scavi, che hanno portato alla luce un vasto perimetro e le tre torri circolari che lo difendevano, oltre a numerosi reperti archeologici che sono stati studiati e catalogati.

Ciò che è emerso, dopo che l’ingiuria del tempo e l’incuria dell’uomo hanno devastato ciò che era, oggi è un edificio maestoso, fatto di cantine, scuderie, prigioni e forse anche passaggi segreti, che finalmente è tornato alla luce per testimoniare il nobile passato del paese di Berceto, ancora tanto legato alla sua medievalità.

   

LA FORTEZZA NASCOSTA SOTTO UN PARCO GIOCHI

Dove c’era un parco giochi, ora sorge un castello.
Sembra uno scherzo, ma davvero il castello di Berceto, fino a circa tre anni fa, era letteralmente sepolto da un prato, proprio adiacente all’edificio scolastico del luogo.
I bambini hanno sì perso un parco giochi, , ma hanno acquistato un parco archeologico, dove divertirsi imparando, viaggiando nel tempo fra dame e cavalieri.
Nel 1995, poi, l’Amministrazione comunale di Berceto ha incaricato l’architetto Alberto Mambriani della progettazione per il lavoro di recupero dei ruderi.
Il castello era caduto in rovina dopo il termine della dominazione della famiglia Rossi, ed abbandonato da tutti fu in pratica dimenticato.
Molte abitazioni antiche di Berceto, poi, sono state realizzate con le pietre del castello, pratica decisamente invasiva che però purtroppo un tempo non era poi così strana.
Nonostante questo il castello di Berceto ha ancora tanto da raccontare, e ce lo indicano i risultati degli scavi, che hanno portato alla luce un vasto perimetro e le tre torri circolari che lo difendevano, oltre a numerosi reperti archeologici che sono stati studiati e catalogati.
I progetti su questo castello sono quelli di farlo diventare un vero parco archeologico, 
una sorta di museo all’aperto dove potrebbero anche essere esposti i reperti ritrovati, come archi e vasellame.
Sono inoltre in arrivo ulteriori finanziamenti che porteranno a compimento il recupero di questo bene, che pare conservi ancora le prigioni sotterranee ed un alto pozzo, anche se lo stato attuale delle cose di certo non rende onore a visitatori e curiosi.

Prossimi castelli dell'Appennino da "visitare":

Compiano- 3 aprile - già pubblicato
Bardi – 17 aprile - già pubblicato
Castevoli – 1 maggio - già pubblicato

Gropparello - 16 maggio già pubblicato 
Santo Stefano d'Aveto
30 maggio già pubblicato

Berceto- 12 giugno

Castell’arquato - 26 giugno
Castelcorniglio – 10 luglio
Ravarano – 24 luglio
Golaso – 7 agosto
San Romano - 21 agosto
Fosdinovo – 4 settembre
Torrechiara – 18 settembre
Fontanellato – 2 ottobre