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Il Castello
di Bardi: bellissimo
e orgoglioso nel suo isolamento millenario, posto su uno sperone di
roccia rossa a dominare la Valceno e la Val Noveglia; ha muri
antichissimi, ricchi di leggende e di storie suggestive. Con
tanto di fantasma, immortalato in immagini, che hanno fatto il giro
del mondo.
Seconda puntata della
nuova
rubrica periodica,
curata da Elisa Delgrosso , finalizzata a valorizzare e a far
conoscere i bellissimi castelli che si possono visitare comodamente
nella nostra zona appenninica. Un percorso che ci accompagnerà, con
una pubblicazione ogni due settimane, fino alla fine dell'anno.
Prossima uscita: il Castello di Castevoli. |
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SCHEDA TECNICA
EPOCA: il castello ha origini antichissime, infatti, dai primi documenti ritrovati, pare fosse già un piccolo baluardo difensivo intorno al X secolo d.C.
STATO DI CONSERVAZIONE: ottimo, davvero, Bardi rappresenta una delle fortezze meglio conservate a livello nazionale.
COME ARRIVARCI: il castello si trova in mezzo al paese di Bardi, nella Val Ceno. Per raggiungere Bardi, uscite al casello autostradale di Fornovo della A15 Parma-Mare. Proseguite quindi per circa 35 Km lungo la provinciale Parma-Bardi, in direzione Varano seguendo la fondovalle del Ceno.
COME VISITARLO: la fortezza è aperta tutto l’anno, con la possibilità di visite guidate su prenotazione. Inoltre vengono organizzati diverse manifestazioni e rievocazioni storiche per bambini e adulti. Per informazioni: Cooperativa Diaspro Rosso, piazza Marzoni 5, 43032 Bardi (PR), tel. 0525-71368 Fax 0525-71626 e-mail: info@diasprorosso.com sito: www.diasprorosso.com
NOTIZIE E CENNI STORICI:
austera e inespugnabile, così si presenta la fortezza di Bardi ai visitatori di oggi come ai contadini del Medioevo che cercavano riparo tra le sue mura per difendersi dai nemici. Fra la tipologia montana di fortificazione medievale, di cui la provincia di Parma vanta importanti esempi, la fortezza di Bardi è di certo quello più interessante e meglio conservato fino ai giorni nostri.
La struttura della fortificazione, che non di rado viene menzionata fra le più belle della nostra penisola, rispecchia in sé tutta l’austerità della fortezza inespugnabile, con tanto di prigioni, sale di tortura e vasti camminamenti
Costruito strategicamente all’incrocio fra Val Ceno e Val Noveglia, il forte poggia su un gigantesco sperone di diaspro rosso, roccia antichissima nota per le sue venature purpuree. La struttura architettonica del castello è fortemente condizionata dalla conformazione rocciosa su cui posa e tende quasi a fondersi con essa.
Le origini del maniero si perdono nei secoli lontani delle invasioni barbariche. Il nome stesso del paese,Bardi, dichiara le sue ascendenze longobarde. Tuttavia i primi documenti che ne attestano l’esistenza risalgono all'869 d.C.
Realizzato inizialmente come baluardo contro le scorrerie dei barbari, è con il dominio Landi che la struttura si completa assumendo anche una funzione residenziale.
Più volte rimaneggiato nel corso dei secoli,il castello non ha mai perso la sua fisionomia originaria. Ben distinguibile dal resto del complesso, troneggia il vecchio mastio, coronato da beccatelli quadrati.
L’ultimo principe Landi, Federico II, agli inizi del XVII secolo, abbellì il castello con affreschi, soffitti a cassettoni, una biblioteca ed una splendida quadreria, che conservava opere del Botticelli
e del Parmigianino. Della preziosa collezione solo una pala è rimasta a Bardi,attualmente conservata nella chiesa della Madonna Addolorata.
Una volta cessato il dominio Landi, il castello passò ai Farnese, e poi ancora i Borbone, iniziando una parabola discendente che lo portò a un lento declino fino alla trasformazione in prigione militare a metà dell’Ottocento.
Ma ora la fortezza di Bardi non si è arresa, ha ripreso vita e ritrovato l’antico splendore grazie all’apertura al pubblico e all’organizzazione di numerose iniziative.
L'atmosfera viene più volte l’anno ricostruita, talvolta sottolineando gli aspetti più storici o quelli più fiabeschi e leggendari, con un'appassionata attenzione filologica,l'operazione resa più facile anche grazie allo stato di conservazione praticamente perfetto del maniero.
All’interno delle sale del castello si ricrea, per esempio, un ricco e variegato mercatino medievale,dove venditori in abiti dell’epoca proposto manufatti,gioielli e libri sempre inerenti al tema portante della manifestazione.
All’esterno, poi, si susseguono appassionanti scontri d’arme, più che mai realistici per la nota bravura della “Compagnia di San Giorgio e il Drago”,arricchiti anche dalla presenza degli sbandieratori di Fornovo e di un piccolo gruppo di arcieri tutto al femminile.
Altra novità,inoltre,è il bazar “Gilde et speziali”,in cui dame,cavalieri e nobili signori danno vita ad un Medioevo colorato dalle stoffe,dai fiori e dagli oggetti variopinti.
Storia e suggestioni fiabesche di un'epoca sanno stregare giovani e adulti in questo castello che ha saputo riprendere, seppure dopo tante vicende, le fila della propria storia, e ritornare, il più possibile, allo sfarzo e alla superiorità che diversi secoli fa lo avevano contraddistinto.
IL FANTASMA
La fortezza di Bardi, portatrice fiera di una possenza unica nel suo genere, sembra aver fermato il tempo all’epoca di dame e cavalieri, assedi e torture.
Non poteva certo mancare anche qui una leggenda romantica, che ha per protagonisti Moroello, comandante delle truppe, e Soleste, giovane e bella figlia del castellano.
La storia si svolge intorno al XV secolo, sconvolto dai cruenti scontri fra le signorie opposte locali.
I due innamorati, nonostante i diversi interessi del castellano di far sposare Soleste con un feudatario vicino, vivono il loro amore nel segreto, convinti di poter abbattere ogni ostacolo, ma non facendo i conti col tragico destino che di lì a poco li aspettava.
Un giorno Moroello dovette partire con le truppe per una battaglia, e così Soleste passò ogni giorno sulla cima del mastio, dove la visuale era migliore, per attendere il ritorno dell’amato.
Dopo settimane di trepida attesa, finalmente Soleste scorse da lontano le sagome di soldati a cavallo, ma ben presto si accorse che vestivano i colori del nemico, che significava per le la morte di Moroello, e così, addolorata, si gettò dal mastio.
Non seppe mai che Moroello era vivo, e che vestiva i panni del nemico solo come ultimo spregio.
Appena entrato nel castello, anche l’amante, saputa la sorte della donna, seguì la sua tragica sorte buttandosi giù dalla torre.
A questo punto finisce la leggenda, ma inizia la misteriosa realtà.
Alla base del mastio, infatti, sono stati numerosi gli avvistamenti, da parte di visitatori e guide, tanto da attirare numerosi studiosi e ricercatori sulle tracce del fantasma di Moroello, che appare vicino alla torre da cui si era buttato, talvolta accompagnato da una triste melodia.
Il Dipartimento di ricerca del centro studi parapsicologici di Bologna, grazie ad apparecchiatura molto sofisticate, sono addirittura riusciti a fotografare la sagoma del fantasma, creando attorno a questa leggenda un vero e proprio fenomeno mediatico.
IL PROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONI 2007
Eventi Storici
8-9Aprile - “Mercatino Medioevale”
29-30 giugno e 1 luglio - “ Un salto nel passato”
14 luglio - Cena “Ricordanze di Sapori”
15 Luglio - “Tenzone Medioevale”
Giornate Fantastiche per bambini
6 maggio “Il Signore degli Anelli”
20 maggio “Harry Potter”
2 settembre “Rè Artù”
16 settembre “Le cronache di Narnia”
28 ottobre “Il giorno dell’Adunanza”
Giochi di Ruolo “I Classici dell’Horror”
Marzo 10-24
Aprile 14-28
Maggio 5-12
Settembre 15-22
Ottobre 13-20
Novembre 3-17
“Halloween”
27 e 31 ottobre
Visite guidate in notturna
7 aprile,
19 maggio,
23 giugno,
28 luglio,
15 settembre,
8 dicembre

Prossimi castelli
dell'Appennino da "visitare":
Compiano- 3 aprile
- già pubblicato
Bardi – 17 aprile - già
pubblicato
Castevoli – 1 maggio
Gropparello – 15 maggio
Soncino – 29 maggio
Berceto- 12 giugno
Castell’arquato - 26 giugno
Castelcorniglio – 10 luglio
Ravarano – 24 luglio
Golaso – 7 agosto
San Romano - 21 agosto
Fosdinovo – 4 settembre
Torrechiara – 18 settembre
Fontanellato – 2 ottobre

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