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Borgotaro 11 Marzo 2008 02

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Giunta comunale contro le "malelingue"  

 

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Foto e testi di Elisa Delgrosso
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Foto e testi di Elisa Delgrosso
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Valtaro

 

Giunta comunale contro le "malelingue":  decisa presa di posizione degli amministratori borgotaresi in merito alle critiche e alle voci di cattiva gestione nelle operazioni di riqualificazione delle aree ex albergo Appennino e del Roma.
L'opinione: cari signori, vogliamo fare semplicemente politica, per cortesia? - di Mauro Delgrosso

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Nessuna perdita con l’ex Appennino, anzi.

La giunta ed il gruppo di maggioranza del Comune di Borgo Val di Taro si sono schierati con forza per smentire le “malelingue” serpeggiate fra la gente nelle scorse settimane tramite volantini sparsi fra i bar e i negozi, in cui si accusava l’amministrazione per il suo operato, in particolare per la gestione di questa grande struttura che doveva tornare albergo ma così non è stato, ed inneggiando al “disastro” anche per l’albergo Roma, in cui i lavori di ristrutturazione sono iniziati proprio qualche giorno fa.

Ma il sindaco Salvatorangelo Oppo non ci sta, ed impegna tutte le sue forze affinchè la popolazione sappia il reale stato delle cose.

“La convezione che ha creato così vivaci discussioni in paese - ha commentato Oppo - in realtà ci ha permesso di alienare alcune aree, capitalizzare queste risorse ed investirle nell’immobile dell’ex albergo Appennino, in locali che saranno presto destinati ad uffici pubblici, legando a questa convenzione la riqualificazione dell’albergo Roma.”

Una ferita nel centro storico, questa grande struttura storica che un tempo segnava profondamente la vita del paese, rimasta per anni nei ricordi dei nostalgici e nelle perplessità dei visitatori nel vedere un così bel palazzo completamente abbandonato a se stesso, che ora l’amministrazione comunale, proprio in forza della convezione stipulata, ha tutta l’intenzione di riportare alla luce, come albergo ed in parte come condominio.

Per quanto riguarda l’ex Appennino, qualche metro più in là, l’acquisizione di questi locali nuovi ma dismessi permetterà alle casse comunali un risparmio notevole in termini di affitti, in quanto qui verranno collocati uffici che fino ad ora si sono trovati in strutture private.

Ma se prima si pensava di far traslocare l’ufficio del lavoro e il giudice di pace, la decisione su quest’ultimo è dovuta cambiare perché proprio lunedì mattina Oppo è stato informato che l’agenzia delle entrate intendeva eliminare l’ufficio di Borgotaro proprio a causa del canone di locazione.

Una notizia che ha fatto trasalire la giunta, che in quattro e quattr’otto ha realizzato che questi spazi vuoti nell’Appennino sono l’unica reale possibilità di salvare questo servizio fondamentale per la montagna.

“Non abbiamo fatto perdere risorse alla nostra comunità - ha quindi concluso Oppo, ricordando che tutte le intese economiche non sono spuntate dal nulla ma anzi arrivate da opportune e specifiche consultazioni con gli uffici deputati, come quello tecnico erariale - anzi forti delle valutazioni tecniche e con presupposti economici certi, abbiamo agito in conformità con le esigenze e le volontà della popolazione, noi lavoriamo così, e se qualcuno vuole alzare il tiro, ha sbagliato certamente il soggetto.”

L'opinione: cari signori, vogliamo fare semplicemente politica, per cortesia? di Mauro Delgrosso

Siamo alle solite: arrivano le sciagurate, e forse inutili, elezioni nazionali e anche a Borgotaro gli animi si scaldano. Quest'anno, per i miei gusti, già fin troppo.

Inizia così la corsa all'esagerazione, soprattutto ad opera dei banchi di una certa opposizione, a volte neanche eletta; inizia la gara a chi alza di più il tono, inizia il tiro al bersaglio indiscriminato. A volte senza che ce ne sia il minimo bisogno, senza elementi concreti e reali, insinuando. Andando a vedere le pagliuzze e dimenticando le travi.  Ad un certo punto, persone che si frequentano tutti i giorni, che si salutano, che si dovrebbero rispettare, cambiano, si trasformano; e in nome di non si sa bene quale ideale distorto, iniziano dei conflitti inutili, iniziano i sospetti, iniziano delle barricate che chiamano in causa chissà quali malefatte.

Qualcuno, preso dalla febbre della competizione massima, magari unitamente a qualche altro che per mesi cova nella cenere e nell'ombra le sue antipatie personali, i suoi rancori, le sue frustrazioni, si fa prendere la mano. Ed ecco che i bar del Borgo si ritrovano tappezzati di comunicati, di volantini, di foglietti. A volte anche anonimi o comunque difficilmente riconducibili a qualcuno. Ogni progetto, ogni operazione, ogni proposta, diventa terreno di scontro, diventa motivo di inquisizione. Soprattutto, si personalizzano i problemi, cosa che in politica, per persone che rappresentano gli elettori, non dovrebbe mai accadere. Per il bene di tutti, per il bene della democrazia. Chi travalica, chi esagera, dimostra di essere pericolosamente immaturo a livello politico, al limite della pericolosità sociale. Se l'Italia é ormai conciata da sbattere via, buona parte della colpa, nasce dall'incapacità di comunicare tra gli schieramenti politici: lo afferma, in continuazione, il nostro Presidente della Repubblica.

Bene, se si crede di fare politica a Borgotaro con questi mezzi, a mio modo di vedere, si fa ben poca strada, si costruisce ben poco.  Si distrugge un passato di vera e gloriosa cultura sociale e politica.

Compito di un politico locale, eletto dal popolo, di maggioranza o minoranza, dovrebbe essere quello di rappresentare i suoi elettori, seguendo un mandato elettorale, possibilmente costruito su un programma semplice e concreto. Compito di un attivista, soprattutto privo di ogni forma di mandato popolare ufficiale (leggi non eletto), é fare propaganda, fare attività a favore della propria fazione, costruire idee. Proporre. Tutto quello che non c'entra con queste due cose, riguarda la sfera personale, riguarda un modo distorto ed estremamente pericoloso di concepire un avversario politico come un nemico, da combattere ad ogni costo, a questo punto irragionevolmente; quello che non c'entra con la "res publica", riguarda la coscienza personale (o la non coscienza) ed eventualmente, in seguito, la magistratura (sia per chi é viene posto al centro dell'attenzione ma anche, e soprattutto, per chi si diverte a sparare a zero). La legge e i poteri dello Stato esistono per questo. Usare la politica come scudo per l'attacco personale, per l'aggressione, può rappresentare un grosso pericolo per tutti.

Cari signori, mi permetto di darvi un consiglio: non c'é bisogno di andare a cercare complotti e "mannelli" vari per fare l'opposizione, per fare politica: basta usare il cervello, essere un po' attenti e proporre, almeno ogni tanto, qualcosa di veramente costruttivo. Borgotaro é afflitta da un malessere generale, come l'Italia tutta: cerchiamo di distinguerci in meglio, cerchiamo di evitare contagi.

Separando, con odio, gli elementi attivi della nostra società, cercando di colpire l'avversario politico in certi modi, a mio giudizio poco opportuni, si fa solo il male del nostro paese e della montagna tutta. Finita la buriana, non restano che rancori e faide.

Certi teatrini, certe forme di aggressività gratuita, per cortesia, lasciateli alla casta romana o alle trasmissioni televisive nazionali. Qui, finite le elezioni, finita la campagna elettorale, si deve vivere tutti insieme, cercando di tirare la carretta nella stessa direzione. Senza odi e rancori.

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