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il carnevale è alle porte, nei negozi maschere e vestiti fanno bella mostra in vetrina invitando grandi e piccini al travestimento; è il periodo che precede la Quaresima e proprio per questo le persone - forse – per passare con lo spirito giusto i quaranta giorni di penitenza, si sfogano nella settimana precedente con “feste e balli”. È l’adattamento cristiano ad antichi riti pagani come i lupercoli o i saturnali. Durante questa settimana ogni paese si prodiga per festeggiare nel miglior modo possibile il carnevale: da Venezia a Viareggio, da Toccalmatto a Sesso sino all’esotica Rino de Janeiro. Esiste però nell’appennino parmense un ameno paesino che si chiama Borgotaro; qui durante la settimana grassa, molti suoi abitanti prendono le ferie e festeggiano questi giorni in un modo insolito, particolare. Dal giovedì al martedì grasso, dalle quattro del pomeriggio alle sei del mattino, si festeggia in casa, si tira tardi nei bar, si pranza o cena nei ristoranti, si balla nelle discoteche. La comunità borgotarese vive un rito – breve ed intenso – che assomiglia a quello quotidiano del popolo spagnolo, “il tapear”; mangiare, farsi vedere, chiacchierare, giocare, festeggiare, bighellonare senza una meta precisa, senza una logica precisa. Le belle strade di Borgotaro, nel periodo di carnevale, si riempiono di persone che girano di locale in locale (il tapeo), di festa in festa. Nella giornata di sabato il centro si animerà di bancarelle in cui degustare gratuitamente, tra un chiacchera e un bicchier di vino le frittelle di castagne e le castagnole (polpettine fritte di farina di castagne o normale aromatizzate con liquore). Ogni giorno dal giovedì al martedì dalle quattro del pomeriggio sino alle sei del mattino tutti in pista! Se per disgrazia qualcuno si sveglia intorno a mezzogiorno, deve uscire di casa e ricominciare a mangiare! È proibito rimanere tra le mura domestiche, si rischia la propria reputazione. È come ritornare nel medioevo, quando i cavalieri si sfidavano anche a tavola: più mangiavano più erano considerati dagli avversari forti e valorosi. Si arriva così al martedì grasso, giorno in cui chi ha resistito a questo tour de force si ritrova insieme ai compagni di baldorie per il rito del ringraziamento, per essere riuscito a terminare la festa! I deboli, coloro che si sono ritirati lungo il percorso lucido, sono condannati e non degni di rispetto! Il Mercoledì "sgurlotto" è il primo giorno di quaresima e tutti, dopo i festeggiamenti, si trovano di nuovo al cinque del pomeriggio nei vari ristoranti per consumare la merenda penitenziale: lo sgurotu (da sgurare? Pulizia dello stomaco dopo i bagordi e baccanali) o sgurlotu (detto di chi fa delle capriole tanto è stanco. Ovvero si facean capriole tanto eran stanchi!). Per conoscere queste strane persone, questi montanari atipici, che non sono lo stereotipo delle gente di montagna ritenuta chiusa, vi invitiamo ad andare a Borgotaro per divertirvi e provare le trattorie della zona in cui sono serviti gli ottimi prodotti dell’appennino. Ordinate, oltre i famosi funghi, le tagliatelle con farina di castagne, i malfatti, la torta d’erbe o di patate oppure, se qualcuno lo fa ancora, l’arrosto morto di Borgotaro. Articolo tratto dal settimanale parmigiano "Polis"
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