Mensile speciale allegato alla rivista telematica valtaronetwork.com

n. 19 del 19/04/2003

 



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Lina Pagliughi

Nel settembre del 1980, a Gatteomare, cessava di vivere Lina Pagliughi, soprano leggero fra i più illustri della lirica italiana e del mondo.
Nata a New York nel 1908 da padre genovese e madre Valtarese, si era recata a studiare lirica e pianoforte a San Francisco e da lì era venuta in Italia per perfezionare gli studi. Ancora giovanissima debuttò nel 1927 col Rigoletto di Verdi.
Dopo qualche anno sposò il tenore Montanari, cantante lirico di non eccelse doti, con il quale più avanti fonderà una famosa scuola di musica.
Cantò più volte con tenori del calibro di Giovanni Malipiero e Ferruccio Tagliavini, idolo dei pubblici del Nord-America. Cantò pure con il baritono Giuseppe Taddei
I personaggi che Lina Pagliughi meglio impersonò furono quelli di Gilda nel Rigoletto, di Violetta Valery nella Traviata e di Lucia nella Lucia di Lamermoor
“La sua voce, i suoi acuti erano un cristallo purissimo” ha scritto un critico Era un soprano di grande agilità con un timbro dolcissimo e grande scioltezza della vocalizzazione. Impeccabile nella padronanza degli “abbellimenti”, contese alla contemporanea Toti Dal Monte il primato, superandola nel gioco dei picchiettati e dei trilli,.
Avanzando negli anni, in lei si accentuò la precoce obesità che le impedì di calcare le scene soprattutto per certi personaggi le cui caratteristiche o esigenze di copione non le si confacevano più. Lavorò tuttavia ancora molto per la Radio e incise molti dischi.
A Borgotaro, quando nella nostra cittadina esistevano ancora i postumi di una grande passione lirica e musicale, Lina Pagliughi venne a cantare almeno tre volte.. Nella stagione 1935-36 per un concerto vocale; nel 1938 fu Lucia nella Lucia di Lamermoor e cantò assieme al marito nel nostro perduto gioiello che fu il Teatro Farnese. Ritornò tra noi per l’ultima volta nel 1947 e vi impersonò Gilda nel Rigoletto.
Il critico Tommaso d’Amico nel suo libro “Come si ascolta l’opera”, scrive:
“Lina Pagliughi è munita di uno straordinario organo vocale che le permette le più rischiose acrobazie. I suoi sopracuti sembrano frecce vellutate sospese tra note di flauti e gorgheggi di usignoli”.

Lina Pagliughi pesava più di 100 chili. In una rappresentazione del Rigoletto al Regio di Parma, accadde una scena divertente.
Il baritono non riusciva a portare fuori scena il sacco nel quale vi era il corpo esanime di Gilda(Lina Pagliughi) ed era evidente il suo sforzo.
Dal mitico loggione si levò una voce in dialetto: - Mo fa ben do viaz! (E’ meglio che tu faccia due viaggi)