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La guerra e le stagioni
Un tempo le guerre tenevano conto delle stagioni. Infatti ad autunno iniziato ogni conflitto cessava come d’incanto. Il motivo? Il cavallo.
Oggi non riusciamo nemmeno lontanamente ad immaginare l’importanza che aveva un tempo questo animale. L’arma più importante di ogni esercito era la cavalleria. Inoltre il cavallo era l’unico mezzo di trasporto per uomini, carri e cannoni. Insomma il cavallo era fondamentale per fare una guerra. E allora…quando la natura per via della stagione avanzata non metteva più a disposizione l’erba dei prati per il pascolo libero dei cavalli, ecco che la guerra si bloccava.
Comunemente si diceva che le truppe si ritiravano nei “quartieri invernali”. E questo era un guaio serio per le popolazioni interessate. Infatti nei luoghi scelti come “quartieri d’inverno” gli abitanti dovevano provvedere al mantenimento dei militari e dei cavalli, mentre gli ufficiali venivano ospitati nelle case dei benestanti.
Per esempio verso la fine del seicento c’era in atto una guerra tra Impero(Austria e Germania), Piemonte, e la Francia che aveva occupato una parte del Piemonte. Arrivata la brutta stagione, l’esercito imperiale decise di porre i “quartieri d’inverno” nel territorio del nostro ducato, nella zona del piacentino. Vi erano da mantenere ben 4.000 cavalli! Il Duca di Parma suddivise la spesa per il mantenimento tra i vari comuni e anche a Borgotaro toccò una somma altissima. La nostra comunità che già si era indebitata in precedenza mandò a dire al Duca che era impossibilitata a pagare una tale somma. Al che il Duca rispose: - Volete pagare o preferite che mandi da voi la parte di soldati e cavalli che vi toccherebbe? Sapete com’è il soldato vuole mangiare e scaldarsi e non si accontenta che voi diciate di non aver soldi. Prende dove trova.
I nostri capirono l’antifona e dovettero accettare e pagare. Il mantenimento di un cavallo costava agli abitanti come quello di un soldato.
Ci fu chi decise di non tener conto delle stagioni e finì male.
Napoleone sfidò i Russi, calcolò male tempi e rischi. Così ogni volta che conquistava una città e pensava di trovare cibo per soldati e foraggio per i cavalli, si trovò con un pugno di mosche perché i Russi si ritiravano, ma davano fuoco a tutto. Napoleone pensava di poter passare l’inverno a Mosca, dove avrebbe trovato magazzini, fieno, legna per scaldarsi. Un quartiere d’inverno di lusso. Fu l’ultima sua illusione. I Russi bruciarono l’intera città prima di abbandonarla. Allora Napoleone si trovò a dover combattere contro “il generale inverno”. Quello russo. E fu una tragedia. Perse quasi l’intera armata.
Anche Hitler non volle tener conto della cattiva stagione e fu proprio l’inverno russo a dare un colpo decisivo alle sue mire espansionistiche. Purtroppo anche l’Italia lo seguì in quella pazza guerra e migliaia furono i morti e dispersi. A proposito di cavalli, in Russia avvenne l’ultima carica di cavalleria che la storia ricordi. Fu condotta da un reggimento italiano.,
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Come tutto è cambiato oggi. I cavalli in guerra non servono più. Le guerre si preannunciano, si minacciano a distanza di mesi. Se ne fissa quasi la data. La si prevede in pieno inverno. Navi e aerei viaggiano con qualsiasi tempo. Non c’è guerra in atto, ma si è sempre in guerra. Ne termina una, se ne progetta un’altra. Meglio tornare ai “quartieri d’inverno”. Pesavano sulle famiglie, ma d’inverno, almeno, si stava tranquilli: nessuno sparava un colpo.
E non c’era la TV a ricordarci ogni giorno che in un posto o nell’altro c’è qualcuno che uccide, c’è una popolazione che soffre e si fa la lotteria per indovinare in quale giorno scoppierà la nuova guerra che è stata programmata per febbraio…e le scadenze vanno rispettate.
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