Mensile speciale allegato alla rivista telematica valtaronetwork.com

n. 17 del 06/12/2002

 



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L’elogio delle maestre

In questa Italia di furbi, di pressappochisti, di gente che tira a campare, mi pare che una grande lezione sia venuta da parte delle maestre di San Giuliano di Puglia.
Le maestre, belle o brutte che fossero, giovani o anziane, sono state spesso chiamate “maestrine” e nel termine c’era un che di ironia, di presa in giro. Persone volenterose, sì: ma sognatrici, paurose, prive di senso pratico. E invece? Invece a San Giuliano di Puglia, dove meno te l’aspetti, ecco la sorpresa. Forse gli uomini hanno sbagliato a scegliere la zona dove costruire la scuola, forse i tecnici potevano evitare di mettere su quella gracile struttura un peso terribile in cemento armato, forse questo e quest’altro, ma loro, le maestrine, hanno fatto pienamente il loro dovere, anzi di più.
C’è voluta quella disgrazia per capire che loro avevano parlato ai bambini del pericolo del terremoto, che avevano insegnato anche ai più piccoli come ci si doveva comportare.
E quando la scuola comincia a tremare e tutti pensano alla fuga, loro, le timide maestrine non fuggono. Si preoccupano dei loro piccoli e prima ancora di mettersi in salvo gridano: - Mettetevi sotto i banchi.
E prima di mettersi sotto la cattedra hanno ancora la forza e il coraggio di trascinare sotto chi, preso dal panico, ancora non si è riparato.
Fuori tutti fuggono. Loro continuano a parlare, a chiamare a voce i bambini, uno per uno. Bisogna rincuorarli, tenerli svegli.
- State fermi. Non muovetevi. C’è pericolo che qualcosa possa cadere sulle vostre teste. State bravi, qualcuno verrà a prenderci.
Quelli della prima classe erano in nove. Quando la terra ha tremato non sappiamo cosa sia successo. Forse la maestra ha tentato qualcosa, ha gridato? Chissà. L’aula si è fatta bara per tutti. Loro, i più piccoli, con le manine alzate a cercare un inutile riparo. Lei, la maestra, con le braccia tese, quasi a voler abbracciare e proteggere in un ultimo disperato tentativo i suoi bambini.
Senza le maestrine, oggi a San Giuliano mancherebbero tanti altri bambini.