Mensile speciale allegato alla rivista telematica valtaronetwork.com

n. 12 del 19/02/2002

 



Rubriche

Copertina
Eventi
Cronaca
Decessi
Tuttoborgo
Storia
Personaggi
Arte
Foto
Ricetta
Sport

 

Archivio

Valtaronetwork

Legenda
 
Rubrica attiva

 
Rubrica non attiva
 



Scrivimi

 

eventi



La scomparsa di Teresina Ferrari


Vivere a lungo è bello, specialmente se voltandoti indietro ti accorgi di aver speso bene la vita, che per me significa innanzi tutto spenderla per gli altri.
Vivere a lungo è bello, dicevo, ma corri un pericolo: se vivi troppo a lungo, attorno a te si crea il vuoto, nel senso che piano piano gli amici se ne vanno, ma vanno anche molti di quelli che ti hanno conosciuto, stimato, voluto bene.
Se poi vivi a lungo come Teresina Ferrari, che si è spenta nei giorni scorsi a 98 anni, allora il rischio diventa ancor più grande. Ed è quello che la quasi totalità dei tuoi compaesani non sappia più chi “sei stata”.
Io che l’ho conosciuta sia da bambino della “Dottrina” che da adulto, mi ribello a questa legge tremenda e quando posso cerco di attenuare questo distacco tra generazioni.
La Teresina d’ Jà ha attraversato quasi un intero secolo, un secolo sconvolgente nel senso che ha sconvolto tutti i nostri modi di vivere, di pensare.
Dalla carrozza a cavalli ai jet, dai trasporti a dorso di mulo ai TIR, dalla macchina da scrivere ai computer e poi le guerre, l’atomica, la Televisione, Hitler, Stalin, Mussolini e infine l’11 settembre.
Chi ha percorso questa lunga traversata ha accumulato una esperienza tale che non può trovare eguali in nessun altra epoca storica.
Teresina diventa insegnante elementare, un impegno che durerà quarant’anni e che porterà la gente ad associare il nome Teresina a maestra. La ricordo impegnata nelle attività parrocchiali. Io l’ho avuta maestra di catechismo, ricordo la sua voce tagliente, stentorea, la sua dirittura morale.
In tempo di guerra fu di grande aiuto a Mons. Boiardi che nel suo diario la cita diverse volte.
E’ lei, con altre, che quando i tedeschi prendono in ostaggio Mon. Boiardi con molti borgotaresi, si offre per andare in giro sui monti a tentare lo scambio di prigionieri e comunque la liberazione di alcuni tedeschi.
Nell’immediato dopoguerra, quando in Italia la lotta politica si fece dura e gli scontri aspri per una battaglia che vedeva opposti due schieramenti, lei fece una precisa scelta di campo e in un periodo in cui le donne poco si esponevano, si impegnò in politica, entrò in lista per le elezioni comunali.
Fu battagliera nelle piazze, senza timori.
Dopo il funerale ho incontrato un vecchio democristiano, allora giovane, Luciano d’ M’rlotu e mi ha detto:
“La Teresina l’era cula ch’ n’ dava la spinta, ha gh’ava un entüsiasmu da fan’ caminà tüti. L’era la pü decisa”
Chi ha combattuto quella battaglia e l’ha vinta, ha il merito di aver tenuto l’Italia legata ai paesi liberi e democratici. Insomma c’era il rischio di finire come la Polonia, l’Ungheria, la Romania.
Il meno che possiamo fare per queste persone è ricordarle.








Carnevale 2002

Sul nostro sito avrete potuto gustare le bellissime foto del Carnevale. Ce ne sono per tutti i gusti: veglioni, carri, gruppi, concerti ecc.
Che il carnevale borgotarese abbia alle spalle una lunga tradizione, è cosa nota.
Anni fa, pochi erano quelli che riuscivano a rinunciare ad una scappatella in maschera.
Era una festa che coinvolgeva tutti.
Poi il carnevale borgotarese ha conosciuto anni di declino.
Da qualche anno pare in netta ripresa.
La sfilata dei carri è importante, attira molte persone, dà una certa ufficialità alla ricorrenza, ma quello che vorrei sottolineare è il fatto che al di là della sfilata il Carnevale è tornato ad essere una festa popolare, sentita, partecipata.
Quest’anno non c’è stata giornata in cui non si siano visti, qua e là, persone girare per il paese, nei bar con qualche addobbo carnevalesco. Non si trattava di bambini, ma di adulti. Qualcuno si è mascherato il giovedì grasso e ha continuato così fino al mercoledì sgurotto.
Sì, il Carnevale di quest’anno mi ha ricordato quello di un tempo. E ciò mi ha fatto piacere. Perfino il Veglione al Farnese ha attirato persone come da tempo non succedeva.
I “momenti” della festa sono stati tanti e vari.
Domenica, poi, c’è stata una giornata primaverile e ciò ha contribuito a rendere ancor più bella la festa.


70 anni insieme

Ambedue sono della classe 1911: lui Giovanni Leonardi detto Pivèin, un tempo sarto, lei Anna Oppici detta Viulèina.
Si sposarono il 6 febbraio del 1932, alle ore 5,40 del mattino, nella chiesa di San Antonino.
Da allora sono rimasti insieme per 70 lunghi anni.
L’anniversario è stato ricordato domenica 10 febbraio, nella stessa chiesa in cui si erano sposati, alla presenza di un numeroso pubblico. Il Sindaco Salvatore Oppo non ha voluto mancare e ha consegnato loro un attestato di riconoscenza.