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Claudio
Binacchi é andato in pensione; il conosciuto e amato fornaio storico
di Via Cassio, dopo anni di intenso e proficuo
lavoro, é riuscito ad appendere il grembiule al chiodo: lo hanno
festeggiato, con una grande cena a sorpresa, i parenti, gli Alpini, i
tanti amici e i colleghi fraterni di Via Cassio. |
Claudio Binacchi, il
gigantesco e sempre sorridente fornaio di Via Cassio, il figlio di Trieste,
il nipote di Mondo, é andato in pensione. Lo ha fatto nel migliore dei
modi, con grande serenità, trasmettendo, idealmente e praticamente, le
consegne del forno di famiglia a Roberto e ad Achille, suoi parenti, soci e
compagni di lavoro da decenni. Lo ha fatto meritatamente, dopo una vita di
onesto e continuo lavoro, riuscendo ad avere splendidi, e un po' unici,
rapporti con tutti i suoi clienti, con tutti i suoi fornitori.
Si é meritato una bellissima festa a sorpresa, organizzata in super
segreto, con la complicità divertita di mezzo paese, dai figli, dagli amici
e colleghi di Via Cassio (non sarebbe corretto definirli come
"ex") e dalla sua seconda grande e accogliente famiglia, gli
Alpini.
Una serata semplice, con ingredienti umani genuini, con ingredienti
gastronomici nostrani, confezionati appositamente e con tanta sapienza dalle
cucine del Vecchio Borgo, altro cuore gastronomico tradizionale di Via
Cassio. C'era, informalmente e finalmente rilassato, il Sindaco di Borgotaro,
da sempre legato a filo doppio alle vicende di questa strada storica; ha
messo da parte un po' del prezioso tempo della campagna elettorale, in fase
finale, per stare intelligentemente con i suoi amici veri.
Gli Alpini, appunto la seconda famiglia di Claudio, hanno voluto
riconoscergli ufficialmente di aver portato avanti, con grande merito e con
grande onestà, con spirito alpino, un forno che si é trasformato anche in
una specie di succursale, a volte gastronomica, del locale gruppo.
Nei regali, nelle manifestazioni di affetto, nei cori, nelle poesie, si sono
visti i migliori (o forse i peggiori?) caratteri dei vicini di bottega e
delle persone che gli vogliono bene: si é arrivati al regalo oltraggioso di
confezioni speciali di pastiglione XXXL di Viagra (definite assolutamente
inutili dal festeggiato!), passando per il dono di una poco rigogliosa
piantina di "prunas passas - l'unica prugna adatta a un
pensionato", arrivando allo sberleffo delle pantofole in abbinamento
con degli enormi mutandoni di lana caprina (indossati pubblicamente con
grande disinvoltura dal neo pensionato). Fino all'apoteosi del prestito
provvisorio del famoso e imperscrutabile sorriso del quadro di Via Cassio,
dipinto naif di un certo fascino, ormai storicamente associato ad ogni nuovo
pensionamento.
Non sono mancate le lacrime, quelle vere e profonde, frutto di una poesia a
lui dedicata, scritta a quattro mani, da due donne della sua famiglia, di
due generazioni tanto lontane nel tempo eppur vicine nello spirito: sua
figlia e sua madre.
La notte della festa
é vissuta quasi fin all'alba, con tanti amici che hanno cercato un pretesto
qualsiasi per lasciare uno dei tanti matrimoni, una delle tante feste in
corso del fine settimana, per dare un abbraccio caloroso a Claudio;
soprattutto per bere un buon bicchiere di vino con lui.
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