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Compiano - Sanbuceto      Gennaio 2004 02

Casa di Thomas Billhardt

Ho conosciuto Thomas Billhard,
il grande fotografo internazionale

 

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Testi e foto di Mauro Delgrosso
Attenzione: il  materiale fotografico e i testi riportati sono di proprietą del portale Valtaro.it; é espressamente vietato l'utilizzo in qualsiasi forma, anche parziale o modificata, e per qualsiasi motivo.


Il fotografo Thomas Billhardt e la moglie Anita

La casa di Sanbuceto

Thomas Billhardt e le foto del suo passato

Il suo studio

La vista su Sanbuceto, in un pomeriggio d'inverno

La moglie Anita

Thomas e Lina

Vietnam 1969

Thomas e Lina

Vietnam 1968

La casa di Sanbuceto

Nicaragua 1982

 


Thomas spiega

Libano 1978

Thomas spiega

Siberia 1979

Thomas spiega

Mozambico 1983

Thomas  e Anita spiegano

Thomas Billhardt

Thomas  e Anita spiegano

I lavori di Thomas: gli scatti famosi

I lavori di Thomas: gli scatti famosi

I lavori di Thomas: gli scatti famosi

Davanti alla TV, durante una delle sue tante interviste alle televisioni internazionali

La vista sulla Valle, in un pomeriggio d'inverno

I lavori di Thomas: gli scatti famosi

La moglie Anita

La vista su Sanbuceto, in un piovoso pomeriggio d'inverno

Foto, caffč e le inseparabili Nikon

Lina

L'interno della casa

Claudio Barella, lo

I lavori di Thomas: gli scatti famosi

L'interno della casa

L'interno della casa

I lavori di Thomas: gli scatti famosi

L'interno della casa

I lavori di Thomas: gli scatti famosi

I lavori di Thomas

La vista sulla Valle, in un piovoso pomeriggio d'inverno

Lina e Thomas

I lavori di Thomas: gli scatti famosi

Il suo studio

I lavori di Thomas: gli scatti famosi

Cile 1969

I lavori di Thomas

Honeker e Breshnew DDR 1974

Alla TV, su un canale SAT tedesco: Cuba

Alla TV, su un canale SAT tedesco: sulla grande muraglia cinese

Alla TV, su un canale SAT tedesco: in Tibet

Alla TV, su un canale SAT tedesco: in Africa

Alla TV, su un canale SAT tedesco: in Nicaragua

Alla TV, su un canale SAT tedesco

Alla TV, su un canale SAT tedesco: con il pilota americano abbattuto in Vietnam

Alla TV, su un canale SAT tedesco: a Sarajevo

Alla TV, su un canale SAT tedesco: con Allende

Madagascar 1990

Alla TV, su un canale SAT tedesco: con Arafat

USA 1994
Testi e foto di Mauro Delgrosso
Tutti i diritti sono riservati, proprietą esclusiva del portale Valtaro.it, é vietata ogni forma di utilizzo non autorizzato.

 

Thomas Billhardt, uno dei pił grandi fotogiornalisti contemporanei: da qualche tempo ha restaurato con grande gusto un vecchio casale a Sanbuceto, sulle colline della Valtaro. E vi si é trasferito.
Un pomeriggio invernale, passato con lui e con sua moglie, nella sua magnifica e ospitale casa, cercando di percepire l'arte profonda e la magia di un grande maestro.

Migliaia di scatti, la testimonianza diretta di un secolo appena finito, in tantissimi luoghi: DDR, Unione Sovietica, Vietnam, Libano, Jugoslavia, Cile e Cuba. Thomas era presente nei momenti in cui la storia aveva qualcosa da dire, da far vedere, da imprimere per sempre su una pellicola e nelle memorie.

Provate a inserire su Google il nome "Thomas Billhardt"! Troverete pagine e pagine di informazioni e di articoli.
Thomas, il grande fotografo e giornalista, si é trasferito da poco tempo in un bellissimo casale a Sanbuceto, tra Compiano e Bedonia. Ha comprato un vecchio rudere e lo sta trasformando in una piccola reggia. Ogni angolo della sua casa valtarese parla della sua professione, dei suoi infiniti viaggi, della sua storia di uomo e di grande artista. Guardi e, con un po' di fantasia, vedi sempre un oggetto che ti dice qualcosa del suo passato.
Billhardt é stato per decenni uno dei fotografi ufficiali della ex DDR: la Germania dell'Est, quella appartenente al blocco sovietico, aderente al Patto di Varsavia e contrapposta alla Nato. Ad un certo punto della sua carriera professionale, si é trasferito in occidente, prima della caduta del muro di Berlino. Ora, dopo tanti viaggi, ha messo radici qui, é diventato, con la sua famiglia, anche lui un po' valtarese.
Mentre fuori infuria un violento temporale invernale, dentro alle mura accoglienti e calde, comincia a tirare fuori decine di libri, decine di riviste, migliaia di immagini. Il tempo, attraverso le immagini, si muove nelle sue mani: la guerra del Vietnam, la vita a Cuba ai tempi della guerra fredda, le vie e gli sguardi di Berlino ai tempi del muro. La caduta del muro.
Parla un "inglese-tedesco", con quell'accento che si sente nei film. Ha l'aria serena, tranquilla, anche sua moglie Anita č serafica al suo fianco: la loro ospitalitą é squisita, da perfetti gentiluomo  e gentildonna di campagna.
Grazie alla preziosa traduzione della mia amica Lina, che, tra l'altro, me lo ha anche presentato, mi dice che "ha nuotato, come un pesciolino rosso, per mezzo secolo, in un mare infestato di pesci pirańa e di squali"; era abbastanza naturale che, visto il suo lavoro, visti i frequentissimi viaggi, un po' tutti gli chiedessero di fare la spia, di trafugare documenti e foto, da una parte all'altra del mondo. "Ho rischiato di perdere la vita tante volte; lavoravo sempre in modo un po' incosciente, contando sulla buona sorte; a Sarajevo me la sono vista veramente brutta: ammazzavano i fotografi e gli operatori TV come niente fosse e anch'io ho rischiato grosso".
E' riuscito a mantenersi neutro nel tempo, senza sporcarsi e senza scendere a troppi compromessi, pensando con la sua testa: prima come convinto sostenitore dell'ideologia  del blocco sovietico, poi come disincantato testimone della caduta di tante utopie.
Pur viaggiando moltissimo non ha mai voluto volutamente imparare le lingue; l'inglese lo usa in modo scolastico: il suo modo di comunicare sono e restano le immagini, il suo punto di vista é quello di un fotografo oggettivo e disincantato. Il suo mondo non é fatto di parole, bastano le immagini. In effetti con lui si parla con i gesti, con i colori. Basta uno sguardo per intenderci.
Noto un po' di tristezza sul suo viso quando mi racconta che, quando ha lasciato la ex DDR, ha dovuto rinunciare a tutti i diritti sulle migliaia di foto fatte: da fotografo modesto, quale io sono, lo capisco; é come se ti privassero della memoria, delle tue sensazioni.
Gli chiedo quale paese lo ha segnato, quale é nel suo cuore: mi risponde che un po' tutti gli sono rimasti dentro. Un buon metodo per non rispondermi: anche ora il pesciolino rosso non ha disimparato a nuotare.
E' stato per oltre cinquanta volte nell'ex URSS, decine di volte in Vietnam, in Libano, in Cina, in Mozambico, in Iraq. Ha lavorato molto anche in Italia: il vecchio PCI e la Giunta della Regione Toscana, negli anni settanta, gli commissionarono alcune pubblicazioni di alto pregio. Le ho tra le mani, le sfoglio e le guardo con lui: un pezzo importante d'Italia é passato per i suoi occhi. Manifestazioni, cortei, fabbriche occupate, famiglie, slogans, visi e corpi. Mi racconta che sua madre era una famosa fotografa, che anche suo figlio Steffen é un affermato fotografo di moda; ora vive e lavora negli Stati Uniti.
Thomas é nato nella Germania nazista (1937), é sopravvissuto alla seconda guerra mondiale, é cresciuto ed ha studiato nel blocco orientale; é passato poi in occidente, prima della caduta del muro di Berlino ed ora vive in Italia. Ascoltando i racconti di una vita, appare incredibile cosa il destino e la storia possano riservare agli uomini.
I suoi scatti sugli scenari di guerra, quelli che hanno per soggetto i bambini, di prendono il cuore. Penso che la sua anima artistica si sublimi in certi sguardi innocenti, colpiti dalla violenza cieca degli adulti. Ti fanno capire tutta la ferocia dell'animo umano, pił di infinite parole. Anche Per questo, collabora con le campagne di sensibilizzazione dell'UNICEF e di tanti enti morali.
Le sue storie fatte di immagini, hanno del fantastico; anche dopo che sono passati dei decenni, spesso torna a trovare i soggetti
che ha fotografato in momenti particolari: il pilota americano abbattuto sui cieli del Vietnam, la ragazzina orfana diventata madre, dopo una guerra devastante.
Thomas Billhardt, un grande artista, una grande testimonianza vivente del XX secolo; un grande acquisto per la nostra Valle; per me un grande incontro, in un piovoso pomeriggio di una domenica invernale.
A Sanbuceto, nelle sperdute e, in questo periodo, malinconiche colline che guardano la Valtaro.