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Borgotaro - Teatro Farnese    31 Marzo 2003 02

Immagini della Valle

Riflessioni sul nostro ambiente e
su alcuni progetti

 

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Testi e foto di Mauro Delgrosso

 
Monte Molinatico: la sommità, croci e pali
 

Monte Molinatico: panorama, dopo 2 mesi di siccità

Monte Molinatico: la sommità ricoperta di antenne

Monte Molinatico: panorama, dopo 2 mesi di siccità

Molinatico: i pratoni d'erica secchi per mancanza d'acqua

Molinatico: i pratoni d'erica secchi per mancanza d'acqua

Molinatico: i pratoni d'erica secchi per mancanza d'acqua

Torrente Tarodine: secco!!!

Torrente Tarodine: secco, anche per causa della briglia

Torrente Tarodine: secco!!!

Molinatico: panorama

Molinatico: i pratoni secchi e i rottami lasciati dall'uomo

Molinatico: panorama

Molinatico: panorama

Molinatico: i pratoni secchi e i rottami lasciati dall'uomo

Molinatico: panorama con neve

Molinatico: panorama con neve

Molinatico: panorama con neve

Molinatico: panorama

Molinatico: panorama

Molinatico: panorama

Molinatico: panorama
Testi e foto di Mauro Delgrosso

 

Le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni.
E' un vecchio e sempre attuale detto, ricordiamocelo sempre.

Nei prossimi giorni a Bedonia ci sarà un importante convegno sullo sfruttamento e valorizzazione delle risorse idriche in montagna. E l'argomento é un po' sulla bocca di tutti in paese.
E succedono anche strane cose.
Alcuni giorni fa ho ricevuto in modo anonimo, (una busta nella cassetta della posta), uno strano documento; la copia di una proposta di progetto sullo sfruttamento delle acque della nostra Valle. Leggo e rileggo e, pur avendo una formazione personale di indirizzo scientifico, confesso candidamente la mia forte perplessità, la mia non comprensione. Captazioni delle sorgenti, grandi condotte rivolte alla pianura, alcuni invasi artificiali, dighe e centraline idroelettriche. Si tratterebbe di portare acqua per 300.000 abitanti (trecentomila!), quasi l'intera provincia di Parma. Leggo anche qualche proposito ambientale. Opere definibili come faraoniche, milioni di euro di investimenti; l'impiego di tante imprese esterne, la nascita di decine di cantieri e tanti anni di disagio per tutti. Una vera rivoluzione.
Praticamente tutte le risorse idriche della "Montagna Ovest" ne sarebbero interessate. Guardo la firma del documento, una persona nota, per quanto ne so io stimabile e capace; guardo la carta intestata, guardo i destinatari della missiva. Se fosse vero, se fosse autentico, forse ci sarebbe di che esserne realmente perplessi.
La Comunità Montana, in modo appropriato e intelligente, ha avviato il progetto scientifico Fo.Re.Sta, per la certificazione ambientale del territorio, per analizzare le risorse naturali, indicando gli sviluppi ecocompatibili: mi domando, se fosse vera la proposta di progetto, perché non attendere i risultati e le indicazioni?
Alla fine rifletto un fine settimana intero, prendo informazioni, rompo le scatole a qualche amico influente, chiedo consigli.
E' domenica notte, sono tormentato: parlo, non parlo? Scrivo o non scrivo? Mi caccio nella mischia o ne resto fuori? Farò bene, farò male?
Amo troppo la mia terra, la mia gente, il mio paese, i miei boschi: ne devo parlare. Anche se tutto si basa su ipotesi, forse (magari fosse così!) su chiacchiere montate ad arte, su strane idee.
Penso che forse parlarne, anche in modo ipotetico, potrebbe comunque aiutare chi ci amministra a decidere meglio, ad evitare sbagli e scelte dolorose. Sono anche loro dei montanari, gente con una famiglia, gente come me.

In questo articolo decido di non citare esplicitamente il documento, l'autore e la fonte: voglio prima verificarne l'indiscutibile attendibilità. Per correttezza nei confronti dei diretti interessati e delle loro attività, per tutelare l'integrità del portale e per evitare stupide e inutili polemiche strumentali.
Certo che se fosse autentico... ammetto che la mia delusione, pur restando il tutto probabilmente in un ambito di legittimità e legalità, sarebbe forte.

Colgo quindi questa occasione ipotetica, per pensare a quello che mi circonda, a quello che vedo tutte le volte che mi immergo nei miei boschi, nel mio ambiente, nella mia natura. Lo scorso anno i primi funghi prugnoli li ho raccolti il 22 marzo: quest'anno niente, neanche l'ombra! I canali sono asciutti, i boschi secchi, i pratoni del Molinatico non conoscono ancora il verde dell'erba di primavera.
L'unica cosa che spunta sul "Monte", che si infittisce ogni giorno di più, é un bosco di antenne e di pali arrugginiti. Sembra lo scenario di una vecchia base militare abbandonata, come un residuato della guerra fredda. Nessuno che fa niente.

La natura, il clima si stanno ribellando in tutto il globo: gli effetti arrivano purtroppo anche qui.
Il Tarodine, il bellissimo e maestoso Tarodine, é secco, agonizza!
Forse anche a causa di una captazione che sembra levargli tutta l'acqua: per verificare quello che scrivo, basta andare a Valvenera, appena dopo Valdena.
Il canale della Macchia Grande, quello che separa Pontolo e Baselica, é quasi asciutto: forse anche in conseguenza delle captazioni dei bacini che alimentano Pontremoli.
Il Varacola, dopo tante devastanti alluvioni,  ora assomiglia ad un canale di scolo. Il Vona, dove tanti anni fa imparai a pescare, é un rigagnolo  che scorre tra massi.
Il Cogena, l'immacolato e selvaggio Cogena, stenta a far sentire la sua voce.
Il Taro, il fiume che genera perfino il nome del mio amato borgo, lo si può attreversare in ogni dove, comodamente a piedi. E siamo in primavera!

Se, per remota ipotesi, il documento si rivelasse vero e autentico, mi chiedo: siamo così sicuri di avere tutta questa acqua da mandare fuori dalla Valle?
Il clima della Terra muta, la natura é sempre più debole e ribelle alle azioni dell'uomo. Non sarebbe meglio avere un approccio scientifico ed ecologico, e non, come apparirebbe, puramente amministrativo, al problema? Al limite basato sul buon senso nostrano?
Siamo sicuri che occorre avere tutta questa fretta, che si debbano necessariamente mettere in campo tanti e tali interessi economici, intorno allo sfruttamento delle risorse naturali?

Cari amici pensateci, e pensateci bene.